Nutanix annuncia i risultati del suo primo report Enterprise Cloud Index, che avrà da oggi in poi cadenza annuale. Incaricata di realizzare la ricerca è Vanson Bourne, che ha intervistato circa 2.300 decisori IT di aziende di varie dimensioni e diversi settori operative a livello globale in America, Europa, Medio Oriente, Africa e Asia-Pacifico e Giappone.
Lo studio ha rivolto in particolare l’attenzione alla tipologia di cloud utilizzato e previsto, alle problematiche degli ambienti cloud e alla sovrapposizione tra progetti cloud e altri progetti/priorità IT. 

Ben Gibson, Chief Marketing Officer di Nutanix
Ben Gibson, Chief Marketing Officer di Nutanix

“Le aziende scelgono sempre più spesso infrastrutture cloud ibride poiché permettono una maggiore mobilità e interoperabilità delle applicazioni – annuncia Ben Gibson, Chief Marketing Officer di Nutanix commentando i principali trend emersi –. Mentre l’avvento del cloud pubblico ha aumentato l’efficienza IT in alcune aree, le funzionalità del cloud ibrido rappresentano il passo successivo nell’offrire la libertà di fornire e gestire dinamicamente le applicazioni in base alle esigenze aziendali. Tuttavia, i risultati di questo studio rivelano un’importante lacuna nel mercato: le aziende hanno bisogno di talenti IT per gestire i loro modelli di cloud ibrido, soprattutto nei prossimi 12-24 mesi”.

Cloud ibrido, modello da perseguire

Globalmente si evidenzia come la mobilità delle applicazioni, per far fronte al costante mutamento degli ambienti di runtime, e l’incremento dell’utilizzo del cloud ibrido siano le principali priorità; in particolare per il 91% degli intervistati il cloud ibrido è il modello IT ideale anche se, ad oggi, solo il 18% afferma di averlo già adottato. In generale, la mobilità delle applicazioni su qualsiasi cloud è una priorità per il 97% degli intervistati. 

Report Nutanix - Piani di utilizzo del cloud attuali e di breve periodo
Figura 1 – Enterprise Cloud Index Nutanix – Piani di utilizzo del cloud attuali e nel breve periodo
Report Nutanix - Fattori che determinano le scelte delle imprese per le applicazioni
Figura 2 – Enterprise Cloud Index Nutanix – Fattori determinanti le scelte applicative delle imprese

La spinta verso l’adozione del cloud ibrido è guidata da diversi fattori, tra cui spiccano l’interoperabilità e la possibilità di spostare le applicazioni tra diversi cloud.

Piano di utilizzo del cloud corrente e nel breve termine
Figura 3 – Enterprise Cloud Index Nutanix – Piano di utilizzo del cloud corrente e a breve termine

Il cloud ibrido appare quindi rispondere meglio alle esigenze aziendali tanto che l’87% dei partecipanti all’intervista dichiara che il suo utilizzo sta avendo effetti positivi sul business della propria azienda.
La difficoltà di trovare personale qualificato nel modello IT ibrido rappresenta invece uno degli ostacoli alla sua adozione; la scarsità di esperti rappresenta infatti un problema e il 54% sostiene che la fidelizzazione di tali professionisti esperti sia parte di questa problematica.

EMEA in forte recupero

Da un punto di vista geografico, si prevede che l’adozione del cloud ibrido nella regione EMEA sarà superiore a quella delle Americhe: a livello regionale, le Americhe riportano infatti un maggior uso di soluzioni di cloud ibrido (22%) oggi ed entro 12 mesi (31%). Tuttavia, la previsione a due anni vede la regione EMEA con il 43% sorpassare i piani di adozione del cloud ibrido delle Americhe, che si attesteranno allora al 39% e della regione APJ, anch’essa con il 39%.

L’Italia si contraddistingue per assiduità

In Italia, le aziende gestiscono attualmente meno carichi di lavoro nei data center tradizionali (24%) rispetto a quelle a livello globale (41%) ed EMEA (40%), ma utilizzano molto più frequentemente i cloud privati ed ibridi con una penetrazione rispettivamente del 49% (38% EMEA) e del 24% (17% EMEA).
In pratica, le aziende italiane si contraddistinguono ad oggi per un utilizzo più assiduo del cloud privato e di quello ibrido e, soprattutto, per un impiego previsto sempre più marginale dei data center tradizionali a favore dell’utilizzo di servizi di cloud ibrido, privato e molteplici cloud pubblici, con una penetrazione rispettivamente del 48%, 20% e 20%.

Alberto Filisetti, Country Manager Nutanix Italia
Alberto Filisetti, Country Manager, Nutanix Italia

“Sulla base dell’attuale utilizzo del cloud, l’Italia risulta in controtendenza in varie aree – commenta Alberto Filisetti, Country Manager di Nutanix Italia -. I carichi di lavoro nei data center tradizionali sono di gran lunga inferiori rispetto ad altre nazioni e molto più importanti nel cloud privato e nei cloud ibridi; entro due anni, l’Italia prevede di ridurre di tre volte l’utilizzo dei data center, l’utilizzo del cloud ibrido raddoppierà mentre quello del multi cloud aumenterà di oltre sette volte nello stesso periodo di tempo”. 

Continua Filisetti: “Molto meno numerose sono invece le aziende italiane che hanno dichiarato di superare il budget disponibile per la spesa sul cloud pubblico rispetto ad altre parti del mondo, mentre i servizi di cloud pubblico sono stati segnalati come “completamente” in grado di soddisfare le esigenze IT delle imprese italiane con la stessa frequenza che in altre aree; l’’Italia, come la maggior parte degli altri Paesi, apprezza molto gli aspetti di sicurezza e conformità del cloud computing e li considera i principali criteri per decidere quale infrastruttura cloud debba ospitare i carichi di lavoro”.

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