Ogni volta che si interagisce con le informazioni digitali, in qualsiasi ambito (analisi, testing, sviluppo) si producono nuovi dati che vengono poi memorizzati e archiviati in silos diversi ed eterogenei.

Queste informazioni sono definite anche come dati secondari o mass data. I dati secondari sono tali quando vengono gestiti in un contesto non più mission-critical (per esempio non sono in uso dall’applicazione live), e quindi includono backup, archivi, processi condivisi. Rappresentano la maggior parte della mole di informazioni esistenti e potenzialmente possono e devono portare ancora frutto.

Quanto è importante risolvere il problema della Frammentazione
Quanto è importante risolvere il problema della Frammentazione

Si stima addirittura che l’80% dei dati aziendali “(soprav)viva” disseminato in vere e proprie isole (infruttuoso per il business), distribuite tra cloud e onpremise, dislocate su risorse di più vendor, scollegate tra loro.

La semplice “manutenzione” di questi dati in breve tempo porta a generare copie di difficile gestione, con la conseguente frammentazione degli stessi che determina la perdita di visibilità e minaccia la possibilità di valorizzare le informazioni.

E’ evidente come le imprese abbiano bisogno di un nuovo approccio per rispondere all’ esponenziale crescita dei dati accelerata dai processi legati all’introduzione delle nuove tecnologie come IoT, intelligenza artificiale, business analytics, ma anche test di sviluppo e backup.

Perché la frammentazione dati è un problema

Il problema della frammentazione dei dati è, già oggi, tra le prime preoccupazioni per i dipartimenti IT, perché ostacola l’obiettivo primo che è sempre riuscire a raccogliere informazioni preziosi dai dati, anche da quelli secondari.

Sono dati di valore, ma un valore difficile da estrarre, quando si perde il controllo sull’informazione. E’ questo il parere anche dei responsabili IT. E’ addirittura l’86% la percentuale dei decision maker che ritiene sia importante risolvere le sfide legate alla frammentazione dei mass data.

Cohesity – Perché è importante risolvere le sfide della frammentazione

Lo dice una ricerca Cohesity, commissionata a Vanson Bourne che illustra il problema della frammentazione dei dati a partire da un sondaggio condotto proprio su un campione di 900 responsabili IT di grandi realtà di diversi settori (financial, sanità, scientifico, ma anche settore pubblico e realtà legate all’intrattenimento) con ricavi medi di 10,5 miliardi di dollari.

Come si frammentano i dati?

Ci sono copie di dati ovunque generate per poter utilizzare di volta in volta prodotti sviluppati per un unico scopo (backup o test e sviluppo o analisi). Circa un terzo delle aziende utilizza 6 o più soluzioni, con un’azienda su dieci che ne utilizzata addirittura tra gli 11 e i 15.

Questi prodotti che non consento la condivisione e il riutilizzo dei dati, ma ne chiedono per esempio la duplicazione, portano le aziende ad avere in 6 casi su 10 addirittura tra 4 e 15 copie degli stessi dati su cloud privati, pubblici, con l’85% delle aziende che utilizza tra 2 e 5 cloud pubblici e, di questa percentuale, il 20% che arriva proprio a sfruttarne 4-5. Come se non bastasse 3 decision maker su 4 ammettono di eseguire una copia alternativa ridondante. 

Troppe soluzioni, nessuna soluzione

Proviamo ad analizzare nel dettaglio le principali evidenze per inquadrare quello che accade.

Il 98% delle organizzazioni intervistate conferma l’incremento della mole di dati secondari, con nove organizzazioni su dieci sensibili al problema della frammentazione su diversi silos, che nel lungo termine sono praticamente impossibili da gestire.

Nonostante le tante soluzioni diverse per gestire il dato secondario, il controllo resta parziale. Si evidenzia quindi come a fronte di tante soluzioni, manchi in verità “la” soluzione.

Addirittura il 97% del campione dichiara di dover spendere più di quanto spende oggi per riuscire a controllare i dati secondari e le app, sprecando tempo (fino a 4 mesi in più all’anno) proprio per la mancanza dello strumento giusto per farlo.

E tra coloro che credono che i dati secondari della loro organizzazione siano frammentati, più della metà sono certi di dover sforare il budget IT nell’acquisto di storage che non sarebbe necessario.

Cohesity - Problemi seri per il budget
Cohesity – Problemi seri per il budget

Si possono facilmente immaginare anche le conseguenze di un simile scenario. 

Oltre il 25% sembra arrendersi di fronte alla sfida nel caso in cui non dovesse disporre della soluzione adeguata per farlo. Mentre 9 decision maker su 10 sono convinti che dal punto di vista organizzativo poter impiegare già solo la metà delle risorse IT ora occupate dalle gestione dei dati secondari in azienda su altri task, avrebbe un impatto positivo evidente sui ricavi. Scendiamo ora ancora più in profondità.

 Frammentazione dati, danno per il business

La ricerca Cohesity pone quindi i responsabili IT di fronte all’assunzione di responsabilità per i gravi rischi che comporta la frammentazione dei dati. Tanto più in un momento in cui le normative relative alla conformità del trattamento dei dati sono priorità assoluta che può mettere seriamente a rischio il business (Gdpr).

Il 91% degli intervistati conferma la preoccupazione relativa al livello basso di visibilità che gli intervistati hanno sui propri dati secondari nei diversi silos. Il 49 percento degli intervistati è consapevole che la mancata soluzione del problema pone l’azienda in una situazione di svantaggio competitivo.

Cohesity - I danni della frammentazione dei dati
Cohesity – Le conseguenze della frammentazione dei dati secondari per il business

Questo a partire dall’esperienza negativa per il cliente che ne risentirebbe (47%) proprio perché diventa difficile per l’azienda raccogliere spunti interessanti per il business dai dati secondari mal gestiti. C’è anche un impatto negativo sui team, che hanno la percezione di trovarsi di fronte ad aspettative non possibili da soddisfare senza gli strumenti adeguati (43%).

Un’opportunità di guadagno

Se solo metà delle risorse IT destinate alla gestione dei dati secondari fossero distribuite su altri task IT, si registrerebbe un impatto positivo sul fatturato delle aziende per i successivi cinque anni.

Lo pensano 9 decision maker su 10. Mentre uno su 3 è convinto che il corretto adeguamento nella ripartizione delle risorse su problemi IT non risolvibili (come è possibile fare in questo caso) con un approccio corretto porterebbe ad un incremento dei ricavi almeno del 6%. Una percentuale ben più alta (tra 8 e 10%) per il 9% del campione.

Considerando il campione dell’indagine significa opportunità di guadagno per quasi un miliardo di dollari in più.

Scarica subito il whitepaper Secondary Data Market Study di Cohesity.

Non perdere tutti gli approfondimenti della Room Data&Apps – La sfida del secondary storage

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