Facilitare la trasformazione digitale delle imprese italiane grazie all’efficientamento dei processi verso un modello di Fabbrica 4.0. E’ la strategia messa in campo da Eaton e raccontata da Massimo Bartolotta, segment marketing manager machinery OEM della filiale italiana. 
Passaggio da produzione industriale a smart factory quindi il processo sostenuto dall’azienda, protagonista nel campo della gestione dell’energia presente in Italia con tre divisioni – electrical, hydraulics, vehicle – e diverse sedi sul territorio. 

Si parte dalle sinergie interne e…

Massimo Bartolotta, segment marketing manager machinery OEM, Eaton Italia
Massimo Bartolotta, segment marketing manager machinery OEM, Eaton Italia

“L’adozione del concetto di Industry 4.0 parte dall’interno, dalle nostre stesse fabbriche – spiega Bartolotta raccontando il progetto implementato nello stabilimento tedesco di Dasenau, 80 anni di storia, dove si producono i pulsanti RMQ-Titan -. All’interno dello stabilimento abbiamo implementato tutti i processi puntando sul digitale in ottica di ottimizzazione della produzione, miglioramento del prodotto e velocizzazione delle operazioni. Un lavoro che ha comportato l’introduzione di nuove macchine ma anche l’ammodernamento di quelle esistenti e la loro gestione attraverso la manutenzione predittiva, sia per verificare i guasti sia per valutare il livello di usura delle componenti coinvolte nella varie fasi di produzione, con dashboard customizzate allo scopo”.

Un processo che porta all’eliminazione degli sprechi e all’efficientamento della catena del valore, anche grazie ad una forte collaborazione tra le divisioni del gruppo: “Nelle grosse multinazionali le business unit sono generalmente quasi delle aziende sparate ed è difficile che le divisioni si parlino, con conseguenti problematiche. Per la prima volta e in controtendenza – dichiara Bartolotta –, in Eaton ho visto realizzarsi il concetto di sinergia; il mondo hydrolic, quello della componentistica, dell’elettrico e dei sensori si parlano, per andare incontro al nostro concetto di intelligenza decentralizzata. Questo consente il monitoraggio di ogni singolo pezzo della macchina, il controllo dello stato, l’usura, il consumo di energia, in base al componente coinvolto, come il pulsante, il led, o strumenti ancora più complessi, come lo SmartWire-DT, che sostituisce il cablaggio classico per il controllo della quantità di corrente assorbita e il suo funzionamento”.  A supporto delle operazioni di manutenzione da remoto, si sperimentano in questo contesto anche i visori olografici Microsoft HoloLens per ATP Hydrolic.

… si passa alle Pmi italiane 

Un modello di gestione interna che va trasferito alle aziende, sensibilizzandole e supportandole nella comprensione dei potenziali benefici derivanti da questo modello, prosegue Bartolotta: “L’obiettivo è aumentare la produttività attraverso servizi e processi a valore aggiunto per far sì che l’investimento si ripaghi il più velocemente possibile, prevenendo i fermo macchina e riducendo i costi di manutenzione grazie ad un elevato grado di automazione di processo. Per far fronte a queste richieste e garantire l’interazione con la macchina i dati digitali sono raccolti in cloud in origine”.

Nuove tecnologie di artificial intelligence, teleassistenza, analisi di dati in cloud per valutare le performance, manutenzione da remoto e predittiva sono in sintesi le leve per implementare la nuova Fabbrica 4.0. Ad avvantaggiarsene possono essere interi settori, come ad esempio il farmaceutico, dove i fermi di produzione possono avere impatti negativi molto importanti sul business se si considera che due ore di interruzione delle attività delle macchine possono equivale a decine di migliaia di euro di perdite. O il settore delle utility, dove si porta l’esempio dall’azienda veneta Acque del Basso Livenza, che con la tecnologia Eaton ha rinnovato la gestione del proprio impianto di depurazione idrica adottando apparecchiature PKE, Smartwire-DT, Panel-PLC e SLX9000 per rendere il proprio impianto piú efficiente e consentire al personale tecnico di gestire i macchinari da postazioni remote. Se prima un guasto fermava la produzione, oggi grazie al nuovo modello di Industira 4.0, un alert su mobile avvisa di una possibile criticità prima che il guasto avvenga, sulla base del monitoraggio dei livelli di corrente assorbita dalla macchina e sull’uscita dal range di assorbimento. Un notevole vantaggio se si considera anche la riduzione delle spese di spostamenti per la sostituzione dei pezzi.

In quest’ambito, Bartolotta ci parla di una novità di prodotto, EasyE4, un mini Plc con cui Eaton per la prima punta a fare concorrenza ai colossi del mercato in ottica Industria 4.0. Caratterizzato da compattezza ed espandibilità, il relè di nuova generazione facilita e velocizza l’esecuzione delle attività di controllo in settori diversi, come la regolazione della temperatura nell’industria alimentare o le attività di controllo della costruzione di macchinari, o ancora l’illuminotecnica.

Focus su formazione e incentivi

Nello sviluppo della propria attività, Eaton si affida ai partner – system integrator e panel builder (quadristi di automazione) presenti su tutto il territorio – che vendono solo componentistica Eaton e sono in grado di assemblare il pacchetto on cloud con dashbooard e trasferire ai clienti loro le competenze sotto forma di soluzioni e servizi a valore aggiunto. Una rete che supporta il business di Eaton; l’azienda mette a segno un fatturato a livello globale 2018 di 21,6 miliardi di dollari, in crescita di circa 1 miliardo sull’anno precedente, così come incrementa il numero dei dipendenti, oggi a circa 99.000 a livello globale.
Proprio nell’ingaggio di nuove risorse, strategica è per Eaton la formazione, soprattutto dei “non nativi digitali”, messa in campo attraverso formazione sulla forza interna, ma anche sul mercato, incontrando decision maker, tecnici e commerciali, o attraverso eventi autonomi o dei principali distributori per coprire tutto il territorio.

Sul tema della formazione tutte le grandi aziende si stanno già muovendo avendo maggiori risorse per farlo, sostiene Bartolotta; per le piccole e medie imprese, non sempre munite delle sufficienti risorse e competenze necessarie per innescare un reale cambiamento verso l’Industria 4.0, strategici diventano gli incentivi. In quest’ambito, la direzione del governo è quella giusta: “Gli incentivi toccano tutti gli attori della catena del valore, le aziende l’hanno percepita e colta e sono coinvolti non solo i costruttori di macchine ma anche il cliente e il produttore, attraverso iper ammortamenti. La legge Sabatini dà una grossa mano sugli investimenti e attraverso il credito d’imposta le stesse aziende sono incentivate a fare più ricerca e sviluppo, con spese incrementali. Lo stesso vale per la Formazione 4.0, che finanzia in grande quantità le spese, per consentire a grandi aziende ma anche a Pmi di fare formazione interna su Industria 4.0″.

“Andare incontro al concetto di intelligenza decentralizzata”, Bartolotta

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