OvhCloud opera a livello globale come cloud provider ed è oggi il principale cloud provider europeo. Nei suoi 30 data center gestisce 400mila server, sfruttando un modello integrato per il pieno controllo della catena del valore, dalla progettazione dei server alla gestione dei data center fino all’orchestrazione della rete in fibra ottica. In questo modo permette a oltre 1,5 milioni di clienti in 130 Paesi di ritrovare nell’offerta cloud la possibilità di indirizzare in modo adeguato le diverse tipologie di workload.

Proprio in questa direzione, e del tutto in linea con la strategia, è da leggere il recente annuncio dell’acquisizione di OpenIO, realtà francese, operativa dal 2015, che progetta soluzioni per lo storage ad oggetti compatibili con S3.

Michel Paulin, Ceo di OVHcloud
Michel Paulin, Ceo di OVHcloud

Sono le più adatte per soddisfare i requisiti dei carichi di lavoro legati all’elaborazione Hpc (High Performance Computing) dei big data e l’archiviazione di grandi quantità di dati necessari per le applicazioni che sfruttano il machine learning e l’intelligenza artificiale.

La proposta di OpenIO si caratterizza per essere del tutto agnostica rispetto all’hardware sottostante ed in grado di di essere sfruttata in un’ampia varietà di casi d’uso all’interno dello stesso cluster. Questo praticamente senza limiti in termini di scalabilità e senza richiedere il bilanciamento del carico di dati quando è necessario aggiungere risorse alla piattaforma. 

Come spiega Michel Paulin, Ceo di OvhCloud“Con l’acquisizione di OpenIO, miriamo a creare un’offerta altamente scalabile, i clienti possono beneficiare della migliore infrastruttura a uno dei prezzi più interessanti sul mercato” . Questo in un contesto che vede raddoppiare ogni 18 mesi il volume dei dati a livello globale per cui i clienti richiedono, insieme all’affidabilità anche ampia flessibilità.

L’offerta congiunta di un’infrastruttura cloud solida e di classe enterprise, adeguata a soddisfare i bisogni di qualsiasi azienda per tipologia e dimensioni – combinata con la ricchezza funzionale della tecnologia di OpenIO – apre a tutte le realtà la possibilità di scegliere risorse di classe enterprise, indipendentemente dalla dimensione del business, e quindi può risultare di grande interesse anche per le Pmi e per le startup, con la certezza di poter mantenere sempre la piena sovranità sui dati.

Laurent Denel Ceo di OpenIO
Laurent Denel, Ceo di OpenIO

Dal punto di vista tecnologico è importante invece sottolineare la condivisione di entrambe le aziende dell’approccio open source, e l’apertura ai progetti innovativi. Entrambe le aziende hanno contribuito allo sviluppo del progetto open source Swift come soluzione object storage in Openstack.

Lo evidenzia Laurent Denel, co-fondatore di OpenIO: “Tutte le tecnologie utilizzate per costruire la nostra soluzione object storage sono e continueranno ad essere open source; è un valore comune sia per OvhCloud che per OpenIO. Un approccio che ora beneficerà anche della fusione delle relative competenze”.

L’intera forza lavoro di OpenIO integrerà i team OvhCloud, a Roubaix, Parigi, come anche a livello internazionale.

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