La sedicesima edizione del Logistico dell’anno analizza le lezioni apprese nel 2020 dalla pandemia. Gli ospiti intervengono per approfondire da diverse angolazioni qual è stato l’impatto sulla logistica, come la supply chain ha reagito e cosa resterà in futuro di questa esperienza.

Nel corso della storia, durante i grandi eventi drammatici per la società, come le pandemie, la logistica ha sempre avuto un ruolo fondamentale, uscendone rafforzata. Anche in questo caso sarà così e si registrerà un grande balzo in avanti. Questa è la premessa condivisa.

Logistica, cambia la percezione

Il settore della logistica italiana ha di fatto dato prova di un’enorme capacità di reazione in questi mesi, durante i quali seppure con grandi sforzi non è mancato nulla, soprattutto nella catena alimentare, costantemente in grado di far fronte alla domanda. “La capacità della logistica di rispondere in modo proattivo e resiliente all’emergenza ha anche cambiato la percezione dell’utente”. Lo sottolinea Umberto Ruggerone, vice presidente di Assologistica, ente organizzatore dell’evento. “Il cittadino ha iniziato a capire che tra il click online all’acquisto e il suono del citofono esiste un mondo fatto di competenze, di programmazione e di ingegnerizzazione dei servizi e si è finalmente creato nel Paese un sounding favorevole su questo tema”.

Alcune analisi di McKinsey stabiliscono che saranno necessari fino a 48 mesi per tornare a livelli economici pre-pandemia. Come utilizzare dunque questo tempo per non disperdere quanto innescato e favorire un rilancio veloce? “In primo luogo servono approcci, procedure e sistemi nuovi per rispondere a mutate esigenze di mercato – dichiara Ruggerone –. Molte aziende si stanno già interrogando sulla necessaria spinta per tornare a crescere nei prossimi anni con nuovi paradigmi, non concentrandosi sulla singola attività ma su politiche che abbiano effetti di filiera. Come sta avvenendo nel settore ferroviario, per esempio, con l’introduzione di innovazioni informatiche per l’igienizzazione che elevano il livello di efficienza”.

Il settore vale complessivamente 85 miliardi di euro di fatturato, pari a 9% del pil. Ne dà una panoramica Ivano Russo, direttore generale di Confetra Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica. Dai dati consolidati a giugno, l’anno dovrebbe chiudere con una riduzione dei volumi dell’8-10%, in linea con l’andamento del pil nazionale. Il bilancio è in chiaroscuro. Un dato emblematico è l’aumento del 25-30% dell’e-commerce che controbilancia altri settori molto più penalizzati. “Dopo 25 anni di oblio del logistico – dichiara Russo –, ne abbiamo oggi una nuova percezione quale sistema cardiocircolatorio dell’economia. Nei 59 giorni di lockdown il 40% delle imprese produttive sono rimaste in funzione grazie alla logistica. Ma importante è guardare al prossimo futuro, anche alla luce dei nuovi investimenti che arriveranno dal recovery fund. L’Italia deve decidere che posto vuole avere nel mondo perché le potenze vanno posizionandosi nello scacchiere sulla base della logistica al pari della costruzione degli armamenti. La ricetta è dunque: avere infrastrutture performanti, sburocratizzare le dogane, consolidare le risorse per competere con i grandi attori globali (la polverizzazione non consente di fare massa critica), avere una policy complessiva e non posizionarsi esclusivamente come Paese di transito, perché questo non crea ricchezza. Serve una logistica industriale e il dialogo tra operatori perché l’Italia riesca ad essere attrattiva”.

Focus sulle tecnologie

A mostrare a che punto del percorso tecnologico si trovano oggi le aziende della logistica, interviene Annamaria Di Ruscio, amministratore delegato di NetConsulting cube, partendo da una ricerca sull’innovazione tecnologica del settore realizzata in collaborazione con Assologistica. Un maturity model su un panel di 70 aziende per misurare il livello di utilizzo e consapevolezza delle tecnologie integrate all’interno dei processi.

Il Covid-19 ha generato nelle aziende coscienza sull’importanza del cloud come abilitatore dei processi e la necessità di puntare in questa direzione. Gli investimenti tecnologici vanno oggi a mappare processi core, ma lo fanno con ridotta attenzione ad alcuni importanti elementi come la sicurezza, la pianificazione o la predizione. Mancano all’appello temi strategici come l’intelligenza artificiale e la predizione negli aspetti di ingaggio del cliente, l’internet delle merci e degli oggetti, o ancora in modo più specifico il monitoraggio della catena del freddo nel trasporto dei vaccini. Tutti elementi che rendono impossibile generare l’integrazione tra i processi e l’erogazione di nuovi servizi.
Gli investimenti nel 58% dei casi continuano, ma solo in ambiti tradizionali, come il software customizzato, a discapito della standardizzazione e dell’agilità. Per il 40% delle imprese la quota di capitali destinata all’innovazione è molto bassa (15%-25%) e con sperimentazioni ridotte. 

“E’ chiaro che le tecnologie sono servizi vitali per il tutto il settore della logistica ma essenziali sono soprattutto formazione e condivisione – sottolinea Di Ruscio -. Le competenze si rivelano infatti la prima carenza, trasversale a moltissime funzioni di business. Solo il 22% delle imprese dichiara (e forse inconsapevolmente) di non avere gap di competenze; il 43% non fa formazioneCiascuno deve dunque avere competenze a T, verticali ma capaci al contempo di aprirsi all’esterno. Se guardiamo ad esempio ai veicoli a guida autonoma ci accorgiamo che il guidatore è una figura molto più vicina ad un informatico, così come l’operatore di magazzino deve spesso saper gestire dispositivi che interagiscono con strumenti evoluti di intelligenza artificiale, realtà aumentata e virtuale. Servono scelte mirate, riqualificazione del persone ma soprattutto rendere il top management consapevole, attraverso figure consulenziali e fornitori, oltre che aprirsi all’ascolto”, conclude.

Annamaria Di Ruscio, amministratore delegato di NetConsulting cube
Annamaria Di Ruscio, amministratore delegato di NetConsulting cube 

“Avere una visione allargata degli attori della filiera e mettere al loro servizio competenze tecnologiche e di business”. Concorda sul tema del capitale umano, Andrea Carlini, sales manager Scm Solutions di Engineering, in rappresentanza delle aziende del digitale. “È importante iniettare competenze e formazione tra le aziende ed utilizzare la tecnologica con processi più snelli e rapidi che portino risultati immediati. Engineering investe in innovazione con centri specifici su nuove tecnologie, su AI e ML che permettono forti miglioramenti in questa logica, come l’uso del commercio elettronico al di fuori di alcune categorie consolidate. Essere preparati, come ha fatto l’azienda cliente Alì e-grocery che nel 2016 ha iniziato a pensare una logica distributiva non convenzionale, grazie alla quale, durante la crisi ha potuto ottimizzare l’infrastruttura con la creazione di modalità distributive diverse, anche b2c e con logiche di picking diverse. O come Candy, per la quale Engineering ha studiato una soluzione di supply chain integrata che permette al cliente di migliorare le previsioni in termini di domanda, ottimizzando tutta la catena distributiva”.

Piercarlo Benetti, associate partner di Logistics Reply dichiara: “Le tecnologie emergenti costituiscono la materia prima per un’abilitazione reale del processo di innovazione che coinvolge tutto l’ecosistema dell’azienda, interno e esterno”. Altro elemento chiave sono i data driven: “Molte aziende si stanno muovendo abilitate dal cloud per servizi applicativi e per rispondere in modo reattivo applicando algoritmi di ML e AI che rappresentano una leva per il logistico, che forse oggi è un passo indietro rispetto ad altri settori”. LEA Reply è la piattaforma digitale cloud nativa di supply chain studiata dall’azienda per ottimizzare la gestione esecutiva delle attività logistiche, uno strumento di collaborazione lungo tutta la catena fino al consumatore finale.

Piercarlo Benetti
Piercarlo Benetti, associate partner di Logistics Reply

Logistica sanitaria

La logistica sanitaria è entrata nell’occhio del ciclone ed evidenzia le sue lacune. I finanziamenti della Next generation Eu potranno servire a colmarle. Ne parla Alessandro Pacelli, presidente Commissione Logistica Sanitaria di Assologistica: “L’Europa si aspetta dall’Italia per il piano di ripresa nella sanità pubblica un salto di qualità che recuperi il gap. In Italia il farmaco è gestito bene nel privato, molto meno nella PA. Si rende necessario un partenariato pubblico-privato con investimenti a lungo termine anche nel settore sanitario, perché le risorse sono scarse e i servizi specifici possono essere gestiti da privati. Quello che chiede l’Europa in una ideale supply chain della logistica viene definita in macro e micro logistica integrata”. Prosegue Pacelli: “La distribuzione dei vaccini rappresenta la più grande sfida della logistica degli ultimi anni. Serve tutta l’expertise del settore per definire progetti dove gli operatori possano mettere a fattor comune le loro competenze per un risultato qualitativo elevato all’interno della sanità pubblica”.

A questo proposito interviene Marco Nava, operations excellence Vp director di Dhl Supply Chain Italy: “Da questa esperienza abbiamo imparato il valore della flessibilità e dell’attitudine a muoversi in anticipo rispetto alla sfida da affrontare. Oggi la prova più grande è la catena di una distribuzione a numero elevato di spedizioni e la necessità di gestire spedizioni a bassissima temperatura”. Un grosso impegno, a cui Dhl in Italia contribuisce attraverso la distribuzione del 35% dei farmaci e del 70% dei vaccini.

Moltissime dunque le imprese che lavorano su diversi fronti per una gestione più efficace della logistica in questa fase critica del mercato, premiate al Logistico dell’anno. Alcune ad personam, altre con premi aziendali e menzioni speciali. Tra queste, Conad e Tesisquare si aggiudicano in particolare il Premio Il Logistico dell’Anno 2020. Viene riconosciuta alle aziende la collaborazione ad una logistica sostenibile del progetto Conad Logistics per una gestione strategica del trasporto e della razionalizzazione dei flussi primari.

 

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