Ha tre anni di vita la divisione Aruba Business, focalizzata al 100% nel supporto a web agency, web master, sviluppatori, system integrator, software house e consulenti IT, che affianca il mondo Aruba “tradizionale” dedicato al mercato consumer.
Tre anni in cui il lavoro svolto per i business partner del mercato IT e Web è stato quello di creare servizi a supporto, strumenti ad hoc e un programma dedicato per aiutarli nello sviluppo del business presso l’utente finale. “Un lavoro complesso e complementare – esordisce Massimo Bandinelli, cloud & data center marketing manager presso Aruba  – per supportare il canale b2b e aiutare i partner business con un set di strumenti trasversali”.

Massimo Bandinelli Marketing Manager Cloud & Data Center di Aruba
Massimo Bandinelli Marketing Manager Cloud & Data Center di Aruba

Complesso perchè richiede competenze e formazione, complementare perché Aruba ha una offerta articolata, dal momento che la Divisione Business si affianca oggi ad altre 4 Business Line storiche, a cui si aggiunge anche la divisione Pratiche.it: Hosting & Domini (soluzioni per privati e aziende per creazione la presenza online), E-security (servizi di sicurezza digitale per imprese, PA, associazioni e professionisti), Cloud (pubblico e privato in modalità IaaS per PMI, Pubblica amministrazione e aziende), Servizi di Data Center (soluzioni customizzate per la creazione e la gestione di infrastrutture tecnologiche per grandi aziende e PA).

Torniamo ad Aruba Business

Il primo strumento messo a punto per i partner è una dashboard completa per l’hosting, un pannello di controllo che snellisce il lavoro più routinario dei partner permettendo loro di concentrarsi maggiormente sull’offerta a valore. “La console risponde in particolare modo a due richieste avanzate dai partner: quella di una maggiore automazione della quotidianità e quella di elevare l’interesse verso le soluzioni as a service, in cloud – precisa Bandinelli -. La dashboard di fatto non fa perdere tempo ai partner dietro ad aspetti banali di gestione delle piattaforme più diffuse, delegandoli ad alcuni automatismi. L’interesse verso le piattaforme cloud ospitate nei nostri data center, invece, soddisfa anche esigenze molto verticali di partner che lavorano in settori specifici che hanno elevate richieste di customizzazione”.

Per questa duplice “missione”, il team di Aruba Business ha persone dedicate allo sviluppo della dashboard e un team di ingegneri focalizzato su progetti specializzati, con servizi che poggiamo sui due data center di Arezzo (oggi ancora i principali) e di Ponte San Pietro, con servizi in crescita. “Ci sono clienti che duplicano, per ragioni di disaster recovery, il loro cloud tra Arezzo e Bergamo, e questo ha permesso ai due campus di crescere entrambi del 20% negli ultimi 12 mesi”.

Una crescita dovuta anche alla scarsa maturità del cloud ad oggi, “per il quale ci attendiamo una forte crescita”, vincolata però al diffondersi di nuove competenze che possano indirizzare il canale di partner. “Una carenza che vogliamo sanare attraverso workshop, vitali per alzare l’interesse sui servizi, dalla firma digitale alla SPID, servizi che devono ancora raggiungere la loro maturità”.

L’obiettivo educational di Aruba viene portato avanti con cicli di workshop tra i quali quelli dedicati alle novità dell’offerta di hosting, a soluzioni per chi sviluppa siti su WordPress e ad approfondimenti in tema di GDPR.
“Il cloud richiede un salto culturale ma c’è ancora tanto da fare, perché spesso le aziende considerano l’IT in modo statico, senza capire che serve una mentalità più liquida per gestire nuovi progetti e trasformazioni digitali. Il cloud obbliga le aziende a riflettere non solo sulla parte di IT ma anche sul rapporto Capex-Opex, per indirizzare meglio i budget e il business. In questo senso l’IT deve essere considerato lo strumento per portare molto più business ai partner stessi”.

Anni a confronto

Il 2018 è un anno di consolidamento della Divisione Business, anche a fronte del riscontro dei partner, spiega Bandinelli: “Il 91% dei nostri partner si dichiara soddisfatto del contatto continuo che abbiamo con loro, non solo per la dashboard offerta ma anche per la formazione su tematiche innovative”. Tra queste il GDPR è stato da traino per molti investimenti e per il consolidamento di alcuni progetti, in scia a quanto smosso dalla normativa stessa. “I partner hanno di fatto avanzato una grandissima richiesta di aiuto, e lato nostro abbiamo lavorato per dimostrare che i prodotti Aruba possono aiutare le aziende ad essere conformi alla normativa, lavorano in sicurezza, permettono il disaster recovery, dando per scontate alcune tecnologie che spesso non vengono considerate nella costruzione di una piattaforma. Le nostre soluzioni sono GDPR ready e ora il cloud fornisce tutti questi aspetti di default e on demand, trasformandoli in prerequisiti essenziali. La privacy by design, come vuole il GDPR, porta migliorie su tutti i prodotti e questo approccio ha spinto molti fornitori di tecnologia a rivedere il proprio portafoglio. Il GDPR per tantissimi è ancora un percorso ma sicuramente si percepisce una maggiore consapevolezza. Il GDPR deve essere anch’esso by design”.

Per il 2019 in linea con la strategia di Aruba si continuerà a spingere GDPR, sicurezza, certificazione sui servizi digitali (dalla firma alla Pec, alla fatturazione elettronica). “Stiamo lavorando su nuovi prodotti di hosting che indirizzano la richiesta dei nostri clienti che lavorano con le web agency” anticipa.
In fase di progettazione, il nuovo data center romano: l’Hyper Cloud Data Center, il quarto data center italiano di Aruba, che va ad aggiungersi ai due di Arezzo e al Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro. Il data center campus sarà completato entro la primavera del 2020 e sorgerà a Roma su una superficie di 74.000 metri quadrati con un investimento di circa 300 milioni di euro in cinque anni.

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