Il 2019 sarà l’anno in cui la Blockchain sarà così diffusa a livello di progetti da risultare “noiosa”. E se a dirlo è un’istituzione prestigiosa come il Massachusets Institute of Technology (MIT) potrebbe anche essere vero, almeno per quanto riguarda il mercato USA. Nonostante il valore di molte criptovalute sia ancora del 90% inferiore rispetto ai picchi raggiunti nel 2017, la Blockchain, tecnologia che ne abilita lo scambio, presenta molteplici casi alternativi di utilizzo ed è in continua  ascesa.

Progetti su larga scala, a partire dalla GDO

Sono numerose le corporation che oltreoceano hanno in programma progetti basati su tecnologia Blockchain, pronti ad uscire dalle prime fasi di sperimentazione. Tra queste Walmart, che da alcuni anni sta sperimentando un sistema Blockchain privato, in collaborazione con IBM, per la tracciabilità della supply chain in ambito alimentare. Il retailer dichiara che il sistema entrerà a regime entro il prossimo anno, ed ha già dato istruzioni ai propri fornitori di verdure a foglia verde di aderire al progetto entro settembre.

Wall Street si interessa alle criptovalute

Sempre nel 2019, l’Intercontinental Stock Exchange (ICE), società tra le più influenti di Wall Street e proprietaria del New York Stock Exchange, prevede di lanciare la propria borsa valori digitale in ambito criptovalute. Mentre Fidelity Investments ha recentemente creato Fidelity Digital Assets, una società che agisce come “servizio di custodia per cripto-beni”. Questo potrebbe consentire a grandi investitori come hedge fund o fondi sovrani di investire in beni digitali, attività ad oggi complessa negli USA, vista la mancanza di sufficienti infrastrutture approvate dai regolatori in grado di garantirne la protezione da furti o frodi. A differenza di quelle effettuate con valuta tradizionale, le transazioni tramite Blockchain non possono infatti essere annullate qualora risultino fraudolente.

“Oracoli”, garanti negli Smart Contract

L’idea di Smart Contract, parti di codice che eseguono un accordo tra due parti, è in circolazione dagli anni ’90, e la piattaforma decentralizzata Ethereum è stata ideata nel 2013 specificamente come blockchain in grado di eseguire contratti intelligenti. Ad esempio, una polizza assicurativa per un viaggio aereo in grado di effettuare un rimborso automatico in caso il volo venga cancellato. In linea di principio, gli Smart Contract potrebbero eliminare il ricorso a costosi intermediari, pur tuttavia con la necessità di una terza parte riconosciuta che operi da garante per certificare l’avvenuto ritardo dei voli. Ciò è fondamentale per mitigare anche la possibilità di frodi informatiche da parte di hacker in grado di inserire falsi ritardi nel sistema.
In gergo tecnico, questa figura prende il nome di “oracolo”. La startup Chainlink, insieme con un team di ricercatori della Cornell University, ha recentemente sviluppato quello che definiscono il primo network di oracoli sicuro ed affidabile. Gli oracoli sfruttano la crittografia dei dati ed una tipologia di hardware sicuro denominata trusted enclave.
Tra le possibili applicazioni che vedranno la luce in questo 2019 vi è l’applicazione in ambito legale: Chainlink ha collaborato con un progetto chiamato OpenLaw, che sta sviluppando semplici accordi legali basati su Smart Contract (ad esempio, un accordo tra un lavoratore e un’azienda). E OpenLaw ha stretto una partnership con Rocket Lawyer, un servizio online che consente agli utenti di creare i propri documenti legali. 

Valute digitali di Stato

Banconote digitali emesse e controllate dalle Banche Centrali? Diversi istituti bancari nazionali stanno prendendo in considerazione questa ipotesi, tra cui Canada, Svezia, Cina e Uruguay.

Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale
Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale

Un’ipotesi presa in considerazione anche da Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale. Come evidenziato da Lagarde durante un intervento al Singapore Fintech Festival, una valuta digitale di Stato potrebbe soddisfare alcuni importanti obiettivi di politica pubblica, da una più ampia inclusione finanziaria ad una maggiore sicurezza, rispetto alle criptovalute private, garantendo al contempo anche una migliore privacy dei pagamenti.
Il concetto è completamente l’opposto di quanto immaginato dai creatori delle prime cryptocurrency, ma non è raro che le rivoluzioni nascano per essere istituzionalizzate all’interno dei processi di innovazione.
Il panorama delle iniziative Blockchain negli Stati Uniti sembra delineare una crescente applicabilità di questa tecnologia, dimostrando che non si tratta soltanto di un hype. Tuttavia, le incertezze a livello di standard e infrastrutture di riferimento possono ancora costituire un freno all’adozione, mentre molte organizzazioni preferiscono “stare alla finestra”. No, la Blockchain non è ancora noiosa.

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