L’intelligenza artificiale e la scienza dei dati sono al centro del dibattito a livello globale e impattano in maniera profonda la vita di privati, economie e istituzioni. Oggi si parla molto di AI in relazione all’emergenza pandemica e più in generale del suo uso come leva di cambiamento per tutte le sfide che l’uomo si trova a dover affrontare. Un mercato in evoluzione che cerca di diventare più maturo. Il tema è al centro dell’incontro con Ammagamma che, nel mondo dell’AI, si muove con l’obiettivo di comprendere tutti i fenomeni di difficile lettura, mediante l’analisi delle correlazioni tra le variabili che li influenzano, per trovare nuove soluzioni da portare a fattor comune.

L’azienda oggi evolve e allarga il proprio raggio d’azione puntando a nuove risorse interne e di ecosistema per generare impatti positivi sulla società attraverso l’AI. Ce ne parlano i manager che guidano l’azienda, raccontando il percorso di crescita di Ammagamma e le nuove strategie in campo. 

Ammagamma, AI come valore sociale

“Nei nostri otto anni di vita, ci siamo trasformati da piccola startup modenese a realtà di riferimento per l’intelligenza artificiale del Paese, con l’ambizione di avere un impatto sul territorio e sulle persone – esordisce Fabio Ferrari, fondatore e presidente di Ammagamma (quando ancora la sua denominazione era Energy Way) -. L’AI è spesso usata nel mondo come strumento di controllo e dominio; nel nostro piccolo vogliamo contrapporre un nuovo approccio all’analisi del dato e all’innovazione. Il nostro obiettivo è di continuare a investire in progetti per le aziende ma anche di uscire dal nostro contesto di lavoro per andare sul territorio, anche fuori confine, coinvolgendo sempre più scuole, università e centri di ricerca in percorsi di formazione per sviluppare una cultura del dato civico che consideri l’uomo come elemento fondamentale del cambiamento. Attraverso progetti concreti puntiamo a generare valore economico e sociale, in un settore di grande rilevanza per lo sviluppo del nostro Paese”.

Ammagamma - Francesco Ferrari
Fabio Ferrari, fondatore e presidente di Ammagamma

“Siamo al lavoro per sviluppare linguaggi chiari a chiunque, per mettere le persone nella condizione di decidere come usare la tecnologia e l’AI”, sottolinea Ferrari. Un approccio educativo di sistema che si rispecchia in nuovi strumenti di narrazione ideati dalla società, come “Il bestiario di intelligenza artificiale”, un nuovo progetto editoriale che vuole raccontare l’AI in maniera tangibile e accessibile a tutti, a partire dai bambini. Il bestiario è un ponte tra il nascosto – l’algoritmo matematico – e la realtà evidente – l’animale – per rendere visibile un mondo astratto. Il progetto è anche in linea con i valori del “Manifesto della razionalità sensibile”, ideato dal team di Ammagamma per ribadire la concezione umanistica dell’intelligenza artificiale. Sempre a favore di una maggiore sensibilizzazione sul tema dell’educazione, Ferrari cita il progetto realizzato con Unicef, volto a sensibilizzare gli studenti e le studentesse su tematiche a sfondo sociale.

Risultati e strategia 2022

Negli ultimi due anni, e in particolar modo nel 2021, l’anno di stabilizzazione dopo la prima onda d’urto della pandemia, Ammagamma intensifica gli sforzi e fa evolvere la propria visione favorendo la crescita aziendale sia dal punto di vista organizzativo che scientifico-tecnico e dell’elaborazione dell’offerta alle imprese. Sono attualmente circa 100 le aziende clienti, appartenenti a settori eterogenei, come multiutility, industria manifatturiera, gdo, finance, telco, automotive. 

In linea con le aspettative, l’azienda chiude il 2021 con 6,4 milioni di euro di ricavi, raddoppiati rispetto all’esercizio precedente, con un ordinato di 2,5 volte superiore rispetto al 2020 e 36 nuovi clienti. A ciò contribuisce il potenziamento della struttura con l’inserimento di 40 nuove persone tra il 2020 e il 2021, il che porta l’organico a contare oggi oltre 65 persone. Ammagamma investe in Italia anche sul fronte dello sviluppo di prodotto, dando vita a due web app di AI che supportano l’operatività e i processi decisionali delle imprese clienti. Si tratta di Anagram, un ottimizzatore della pianificazione produttiva, e di Aware, piattaforma per la gestione predittiva del magazzino. Le soluzioni hanno rappresentato nel 2021 circa il 15% dei ricavi di esercizio.

La marginalità e i flussi di cassa generati ci consentono oggi di investire in nuovi progetti e continuare a inserire nuovi professionisti in organico – annuncia David Bevilacqua, amministratore delegato di Ammagamma, presentando alcune importanti novità per il nuovo anno -. Il 2022 ci vedrà potenziare ulteriormente lo sviluppo di soluzioni di artificial intelligence soprattutto a supporto della piccola e media impresa, ma senza abbandonare la nostra vocazione alla realizzazione di progetti di consulenza e lo sviluppo di ecosistemi di collaborazione e partnership con le grandi aziende. Potenzieremo inoltre la nostra presenza in Israele dove siamo presenti da inizio 2021. Per il nuovo anno – prosegue  -, amplieremo anche i nostri team, con l’arrivo di 20 nuovi professionisti nelle aree data science e data architecture & visualization”

David Bevilacqua, amministratore delegato di Ammagamma
David Bevilacqua, amministratore delegato di Ammagamma

Partnership, il racconto di Camst, Illimity e Tosti

“Nel corso dell’anno non mancheranno dunque attività con grandi clienti – ribadisce Bevilacqua –, con partnership di ecosistema su ambiti di contaminazione diversi per imparare dalla gestione di progetti complessi”.

Come quelli avviati nel corso del 2021 con Illimity, Camst e Tosti, importanti collaborazioni che le aziende raccontano nel corso dell’evento, e nelle quali l’applicazione dell’AI porta risultati concreti in termini di business e operabilità. 

Francesco Ramazzotti, head of Products, Partnership & Open Banking di Illimity
Francesco Ramazzotti, head of Products, Partnership & Open Banking di Illimity

A partire da Francesco Ramazzotti, head of Products, Partnership & Open Banking di Illimity, che racconta le strategie convergenti all’origine del rapporto tra la banca digitale e  Ammagamma: “Condividiamo molti valori sui temi della tecnologia, dell’innovazione e della conoscenza, ma anche il fatto di avere un sistema di partnership open, perché crediamo che lavorare insieme per esplorare nuove strade sia uno degli elementi fondamentali per fare veramente innovazione. La nostra collaborazione nello sviluppo di tool poggia su tre punti chiave: la conoscenza, ad un livello di collaborazione non comune, per esplorare insieme nuovi paradigmi; la disponibilità e la condivisione per costruire algoritmi e metodologie che siano perfettamente funzionali a fare banca in ottica digitale; la totale assenza di preconcetti nella definizione delle metodologie per analizzare i dati da un punto di vista diverso e neutro, mettendoli a fattor comune”.

Alberto Raneri, direttore Innovazione e Tecnologie di Camst
Alberto Raneri, direttore Innovazione e Tecnologie di Camst

Alberto Raneri, direttore Innovazione e Tecnologie di Camst, porta l’esperienza dell’azienda che opera nel settore della ristorazione a livello europeo, producendo 66 milioni di pasti l’anno attraverso un team di 12.000 persone, oltre 300 fornitori coinvolti e 3.000 articoli: “In Camst dovevamo rispondere all’esigenza di migliorare il processo di approvvigionamento delle materie prime ai 1.100 centri di cottura delle nostre cucine. Un compito affidato ai riordinatori, la cui complessità del lavoro aumentava costantemente. Ammagamma al nostro fianco ha studiato le criticità dei processi cercando di capire le variabili in gioco e i vincoli delle complesse numeriche. Grazie agli algoritmi di AI e all’implementazione della piattaforma Aware, oggi tutto ciò che passava da fogli excel, mail e altri strumenti non evoluti, è gestito da un unico cruscotto per la gestione dell’avanzamento scorte; ciò ha portato ad una riduzione del 14% del volume delle giacenze e all’ottimizzazione del valore economico immobilizzato di oltre il 10%”.

Ilaria Tosti, amministratore delegato e general manager di Tosti
Ilaria Tosti, amministratore delegato e general manager di Tosti

Ilaria Tosti, amministratore delegato e general manager di Tosti, racconta la storia imprenditoriale dell’azienda specializzata nelle produzione di componenti meccaniche, in tecnopolimeri e materiali compositi, per conto dei clienti (120 ad oggi): “Da qualche mese abbiamo avviato una collaborazione con Ammagamma, con cui stiamo esplorando il grande tema dell’innovazione e dell’AI come supporto alle attività continuative e alla collaborazione, elementi già presenti nella nostra visione aziendale. L’esigenza di Tosti nasce da un tema dalla possibilità di vedere l’AI come leva per un vantaggio competitivo, sia in ottica di riduzione dei costi che per dare risposte più puntuali ai nostri clienti in termini di miglioramento dell’affidabilità e maggior condivisione dei dati. Il nostro progetto parte nel 2017 con investimenti in infrastrutture di rete per una migliore interconnessione clienti-fornitori, processo di gestione degli ordini e della produzione per l’ottimizzazione del lavoro dei reparti e una pianificazione bilanciata. Ammagamma ha contribuito alla rivisitazione dei nostri processi; il progetto non è ancora concluso ma i suoi tempi di realizzazione si  sono notevolmente ridotti rispetto al progetto iniziale”.

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