I vantaggi del cloud computing oggi non sono in discussione. Anzi, il cloud ha già dimostrato di essere un abilitatore digitale irrinunciabile per tutti i progetti di digitalizzazione delle aziende. Allo stesso tempo, non mancano le sfide: i team IT e i CIO sono consapevoli di come la migrazione di asset, applicazioni, servizi in cloud possa rappresentare un passaggio delicato da affrontare e possa richiedere tempo. Seppure questi aspetti possano mettere sotto pressione i responsabili IT, le aziende sanno che devono modernizzare la propria infrastruttura, ridurre i costi, innovare il proprio business. Non ci sono alternative.

Un percorso che implica la scelta di partner cloud affidabili in grado di gestire la complessità e i tempi della migrazione verso il cloud pubblico, che ha registrato una crescita importante passando a livello globale dal 16%, nel 2020, al 31% nel 2021 (fonte: State of The Cloud Report 2021, Flexera), grazie al raddoppio del numero di aziende che hanno deciso di investire in modo importante nel public cloud oltre 12 milioni di dollari.  

10 motivi per migrare sul cloud pubblico

Concretamente è possibile individuare 10 validi motivi per migrare al cloud pubblico.
In sintesi: il bisogno di risorse di computing disponibili on-demand e in tempi rapidi (1), l’ottimizzazione dei costi (2), la compliance alle normative (3), la possibilità di offrire ai clienti una miglior customer experience (4), la disponibilità di data center “esterni all’azienda” che abbattano i costi di manutenzione (5) e la dedizione di risorse competenti dedicate (6) sono tra i motivi più importanti. Bisogna poi sottolineare il bisogno di accelerare i cicli di sviluppo (7), la semplificazione delle problematiche legate al licensing e al supporto (8). Inoltre, il cloud può facilitare sensibilmente i task relativi all’integrazione delle risorse (9), assicurando di guadagnare in efficienza per quanto riguarda la puntualità nella disponibilità degli aggiornamenti (10)

Per le aziende sarà naturale poter apprezzare una serie di vantaggi. Innanzitutto la possibilità di scalare sia verso l’alto sia verso il basso i workload così come le risorse a disposizione, la possibilità di fare processi di auditing semplificati e disporre di una maggiore flessibilità operativa nel tempo. Ma, non sono da sottovalutare, le possibilità di migliorare l’esperienza utente con i relativi riflessi sul business, oltre alla possibilità di accelerare nella modernizzazione IT. Il tutto con una maggiore sicurezza, soprattutto se l’azienda non dispone internamente delle competenze necessarie per governare in modo ottimale le risorse.

Una guida per i team IT

I bisogni delle aziende sono però diversi. In primis è importante valutare la velocità con cui si vuole spostarsi in cloud, in relazione anche ai progetti in corso e ai contratti operativi (già stipulati ad esempio per i data center) così come è importante non trascurare i rischi. Non sempre questa analisi può essere fatta dal personale interno all’azienda, ma deve essere affidata a un partner che abbia competenze ed esperienza già maturate nel cloud. Un partner in grado di analizzare l’esistente e valorizzare le capacità della squadra aziendale facendo in modo che tutti comprendano i vantaggi del cloud e siano stimolati nel progetto di migrazione.

Dal punto di vista tecnico e di business, invece, è importante stimare con precisione quali sono i lock-in aziendali e quali quelli relativi alle scelte cloud che si stanno per compiere. Non si tratta solo di possibili lock-in contrattuali e legati ai Service Level Agreement ma anche lock-in che riguardano formati, applicazioni e interoperabilità.

Non ultimo è importante valutare le opzioni di sicurezza disponibili, non solo per l’infrastruttura hardware (sicurezza operativa, dei dispositivi, efficienza delle reti) ma anche per tutto ciò che riguarda la compliance alla normativa, la conservazione dei dati e la protezione degli accessi. Tutti elementi che serviranno a valutare come gestire correttamente i budget cloud e comprendere i benefici degli investimenti nel passaggio da Capex a Opex. 

Google Cloud per una migrazione rapida e semplice

Google Cloud, consapevole delle sfide che le aziende si trovano ad affrontare, ha messo a punto un’     offerta strutturata in modo da rendere la migrazione rapida e fluida.
Per alcuni workload basta meno di un mese, mentre la maggior parte delle migrazioni verrà completata entro l’anno, grazie a servizi di migrazione end-to-end realizzati con i partner, per assistere le aziende in tutti i passaggi, valutare le esigenze aziendali, pianificare ed eseguire la migrazione, per poi effettuare il “tuning” necessario una volta migrati i carichi di lavoro.

Sono messi a disposizione specifici strumenti gratuiti che indirizzano la migrazione di dati, applicazioni, database, interi ambienti on-premise e da altri cloud, anche per le applicazioni.

Google Cloud
Google Cloud – Path per la migrazione dei workload

Tra i motivi che guidano le aziende nella scelta di Google Cloud ne evidenziamo tre.

In primis, Google Cloud permette di unificare i dati in modo da valorizzarli.  Grazie a insight basati sull’AI, si possono prendere decisioni in tempo reale, sfruttare appieno i vantaggi offerti dalle applicazioni data-driven, garantendo alle persone di essere più produttive rimanendo connesse alle app da qualsiasi luogo e in sicurezza. Un punto su cui Google Cloud offre funzionalità uniche, quali la verifica puntuale degli accessi per ridurre rischi e perdita di dati e una piattaforma sicura.

Un altro vantaggio è l’ampia libertà offerta alle aziende per quanto riguarda le modalità di migrazione e come modernizzare i workload, anche attraverso l’offerta di tecnologie open source in modo da creare un piano di modernizzazione applicativa ed infrastrutturale adeguato (2). 

Ultime, ma non meno importanti, le competenze messe a disposizione da Google Cloud alle aziende: professional services, ingegneri, technical account manager e customer success manager sono a disposizione dei clienti, per comporre il puzzle della migrazione in cloud così da consentire ai clienti di realizzare un progetto su misura per le proprie necessità (3).

Non perdere il lancio delle Cloud Region italiane di Google Cloud il 15 giugno 2022 

Per saperne di più scarica il whitepaper State Of Public Cloud Migration, 2022

Per ulteriori approfondimenti visita la Room Il cloud, made in Italy by Google Cloud

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