Nelle mille sfaccettature che il mondo Industria 4.0 ha portato alla luce, non mancano risvolti interessanti che riguardano attività artigianali che nel tempo hanno raggiunto dimensioni interessanti.  Alessandro Ferrario, amministratore e direttore stabilimento di Birra Baladin, racconta un processo che ha trasformato lo storico birrificio da un pub “artigianale” a una realtà che ha migliorato produzione e logistica, pur mantenendo la magia che permeava la birreria dei primi tempi nelle langhe piemontesi.

Artigianato 4.0

Alessandro Ferrario, AD e Direttore Stabilimento di Baladin
Alessandro Ferrario, amministratore e direttore stabilimento di Baladin

Guardando all’azienda, si parla spesso di una realtà che adotta un modello Artigianato 4.0 e che ha saputo trasformare processi produttivi, semplificandoli. Artigianato 4.0 è proprio il nostro slogan e in un certo modo sappiamo di essere veramente un caso eccezionale – esordisce Ferrario -. Noi facciamo un’automazione e un impiego di tecnologie spinte all’interno sia delle fasi produttive che in quelle di magazzino per ottenere un prodotto artigianale di altissima qualità, che può essere diverso in ogni bottiglia prodotta, declinato su 120 tipologie di prodotto e confezioni. Nel nostro caso i processi di automazione tipici del paradigma Industria 4.0 sono un driver eccezionale e prioritario per una produzione in piccoli lotti, con un’attenzione quasi maniacale per la qualità, e che al contempo ci permettono flessibilità produttiva e semplificazione dei processi. Abbiamo un uso massivo di tecnologie 4.0 non per standardizzare il prodotto o per aumentare le economie di scala o per automatizzare operazioni manuali: il nostro scopo è gestire la nostra variegata gamma di prodotti artigianali. E – ci teniamo particolarmente a dirlo – non abbiamo assolutamente diminuito il nostro organico”.

Manutenzione 4.0

Uno dei temi cardine in ambito Industria 4.0, è il tema della cosiddetta Manutenzione 4.0 dove la relazione delle persone coivolte nella filiera viene agevolata e semplificata, dove gli interventi di manutenzione vengono garantitti senza fermare la produzione.  “In ambito Manutenzione 4.0 il nostro sito produttivo è assolutamente all’avanguardia – spiega Ferrario -. Dovendo rifare lo stabilimento ex novo è stato un obiettivo perseguito con tenacia e attenzione; abbiamo infatti collegato tutti gli apparati del processo produttivo su una rete profinet, con dei server ridondati di cui uno specificatamente dedicato alla telemanutenzione e alla telediagnosi per i fornitori dei nostri macchinari. Grazie a ciò i nostri fornitori possono intervenire in remoto, fare delle diagnosi e prevedere altresì degli interventi in remoto tramite software di programmazione. Il tutto mentre lo stabilimento continua a funzionare. Sempre sulla stessa rete profinet vengono monitorati i consumi, per rilevare grandezze di consumo, potenze assorbite, eventuali macchine che stanno andando in stress, il tutto in ottica manutenzione predittiva”.

Uno prgetto che permette di tenere sotto controllo in modo costante gli andamenti dei parametri principali e vitali delle macchine, meccanici, elettrici, elettronici: usura, consumi, surriscaldamento non possono più sfuggire ad un monitoraggio costante e capillare. “Per noi la manutenzione è il cuore del nostro approccio all’Industry 4.0: l’Artigianato 4.0″ conclude Ferrario Ferrario.

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