Google è allo studio da danni su due progetti sperimentali che vengono ora strutturati in business unit autonome, sotto l’ombrello della capogruppo Alphabet, uscendo di fatto dal periodo di incubazione e passando presumibilmente alla fase “industriale”.

Consegne con droni per ridurre le emissioni di CO2

La BU dei Droni, conosciuta in passato con il nome in codice “Wing”, è destinata alla realizzazione di un servizio di consegne autonomo, con in parallelo il raggiungimento di due risultati particolarmente sentiti, almeno in California ed in genere negli Stati Uniti: la riduzione del traffico e delle sue congestioni, ed in parallelo la riduzione delle emissioni di CO2.
E’ già stato realizzato un drone del peso di circa 5 kg, con 12 rotori che gli permettono di librarsi sopra la sua destinazione per effettuare le consegne; i test condotti lo scorso anno in Australia per consegne sia di medicine che di prodotti di fast food hanno dato risultati interessanti, anche se ancora messi in discussione, per la fase industriale ed a livello globale, dalla carenza di normative chiare in merito al loro utilizzo.

Mongolfiere in navigazione “controllata”

La business unit dei palloni aerostatici, in precedenza conosciuta con il nome in codice “Loon”, si pone come obiettivo di semplificare la copertura internet in aree nelle quali non sia reputato conveniente procedere con scavi e cablaggi o che siano state isolate da eventi catastrofici, irradiando dall’alto una copertura internet mobile.
Il processo prevede che i palloni raggiungano le 13 miglia di altezza, nella stratosfera, e qui vengano spinti dalle correnti in una navigazione “controllata”, raggruppandosi poi nelle aree in cui sia richiesto il loro reale utilizzo. Continuano ad essere in corso sperimentazioni con operatori Telco mobile, che utilizzano quindi i palloni come antenne temporanee.

Google Loon
Google – Il palloni aerostatici, nome in codice “Loon”
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