Terminato il lungo iter della gara 5G. Si è infatti chiusa la procedura per l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze per lo sviluppo delle tecnologie di quinta generazione in Italia, avviata il 13 settembre sui criteri di gara definiti da Agcom e voluta dall’ex Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Una competizione vivace per non dire agguerrita, conclusasi in 14 giornate di rilanci competitivi e con 171 tornate.

Entreranno così nelle casse dello Stato, entro il 2022, oltre 6,5 miliardi di euro, una cifra che supera di gran lunga le aspettative, se si considerano i 2,5 miliardi ipotizzati come obiettivo finale nell’ultima legge di bilancio. L’introito ha difatti superato del 164% il valore delle offerte iniziali e del 130,5% la base d’asta.
Il valore totale delle offerte per le bande messe a gara ha raggiunto in particolare i 6.550.422.258 euro, superando di oltre 4 miliardi di euro il minimo fissato nella Legge di Bilancio.
Un passo avanti per l’Italia, che potrà proseguire il suo percorso di digitalizzazione e porsi come uno dei paesi più avanzati nella adozione della nuova tecnologia che nei prossimi anni consentirà la digitalizzazione di ampi settori economici, dai trasporti all’industria, all’agricoltura, alla cultura, alla scuola, alla sanità, al turismo, all’ambiente, garantendo ampi margini di crescita.

Tim, Vodafone, Iliad e Wind Tre investono di più

Aldo Bisio, Amministratore Delegato Vodafone Italia
Aldo Bisio, Amministratore Delegato Vodafone Italia

Gli operatori che più hanno puntato sulle frequenze risultano Telecom Italia e Vodafone con 2,4 miliardi di euro rispettivamente, i francesi di Iliad con 1,2 miliardi, Wind Tre con 516,5 milioni di euro e Fastweb, con un impegno più ridotto, pari a 32,6 milioni.
Carrier che sperano ora di capitalizzarne gli sforzi e chiedono una rapida efficacia delle procedure, come sottolinea Aldo Bisio, amministratore delegato di Vodafone Italia: “Sarà essenziale l’adozione di tutte le misure, a partire dalla semplificazione delle procedure autorizzative, volte a garantire la sostenibilità di tali investimenti”

 

Amos Genish, direttore generale e amministratore delegato di Telecom Italia
Amos Genish, direttore generale e amministratore delegato di Telecom Italia

“Proseguiremo nel nostro impegno per l’innovazione – commenta Amos Genish, amministratore delegato di TIM -. Intelligenza artificiale, realtà virtuale e aumentata, robotica sono i driver dell’innovazione del prossimo decennio, cui va aggiunta una rete di sensori, che saranno un trilione entro il 2025″. 

La banda per le frequenze 700 MHz, quelle più importanti per la diffusione dei servizi IoT e la penetrazione della banda ultra larga anche nelle zone geograficamente meno coperte, che sarà disponibile dal 2022 perché dovrà prima essere liberata dai broadcaster, era stata assegnata nella prima tornata di asta, con 10 MHz a Iliad in un lotto riservato come remedy taker (per 676,5 milioni), mentre i rimanenti 20 sono stati spartiti fra Telecom Italia (680,2 milioni) e Vodafone Italia (683,2 milioni).

I lotti più ambiti, quelli della banda 3700 MHz, un blocco utile per sviluppare reti Internet mobili in banda ultralarga, hanno visto accendersi maggiormente la competizione e incrementare l’incasso. A valle della competizione, Telecom Italia si è aggiudicata il lotto specifico di 80 MHz per 1.694 milioni, Vodafone Italia il lotto generico di 80 MHz per 1.685 milioni, Wind 3 si è aggiudicata un lotto generico di 20 MHz per 483,9 milioni e Iliad Italia il secondo lotto generico di 20 MHz per 483,9 milioni.

I 5 lotti in banda 26 GHz sono stati aggiudicati, uno per ogni società, a Telecom Italia per 33 milioni, Iliad Italia per 32,9 milioni, Fastweb 32,6 milioni, Wind 3 per 32,58 milioni e Vodafone Italia per 32,58 milioni.

A differenza della 700, e insieme invece a quella 26.5-27.5 GHz, le frequenze 3,6-3,8 GHz saranno disponibili da gennaio 2019. Per tutte e tre le bande messe a gara i diritti d’uso avranno durata fino al 2037.

Dal 5 ottobre si aprono nuove gare

Nel dettaglio, scrive la nota del Ministero dello Sviluppo Economico: “I lotti per la banda 700 MHz FDD hanno raggiunto la quota di 2.039.909.188,00 euro; i lotti per la banda 3700 MHz hanno raggiunto quota pari a 4.346.820.000,00 euro; i lotti per la banda 26 GHz hanno raggiunto la quota di 163.693.070,00 euro”.

Relativamente ai lotti 700 MHz SDL, si specifica che non è stata fatta nessuna offerta, “pertanto i soggetti che ne abbiano manifestato l’interesse potranno partecipare alla fase di gara successiva, secondo le procedure previste dal disciplinare di gara per frequenze non aggiudicate, che si svolgerà a partire da venerdì 5 ottobre”.

Infinine, riporta la nota del Ministero: “Il lotto riservato ai nuovi entranti di 10 MHz in banda 700 MHz FDD è stato aggiudicato dal remedy taker Iliad Italia S.p.A. per 676.472.792,00 euro, mentre Vodafone S.p.A. si è aggiudicato 2 lotti generici in banda 700 MHz FDD, per un totale di 10 MHz alla cifra complessiva di 683.236.396,00 euro. I restanti 2 lotti generici in banda 700 MHz FDD, per un totale di 10 MHz, sono stati aggiudicati da Telecom Italia S.p.A. per un importo complessivo di 680.200.000,00 euro”.

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