Il report Tech Skills 2019 indaga la percezione della forza lavoro relativamente alle proprie abilità tecniche: quanto si sente preparata nell’utilizzo delle nuove tecnologie e se ritiene di aver ricevuto un training sufficiente per massimizzare e ottimizzare il proprio lavoro.

La ricerca è stata condotta a maggio 2019, in Italia, tramite sondaggio (con Pollfish) basato su 17 domande e somministrato a 400 impiegati adulti. La medesima survey è stata condotta anche nel Regno Unito e negli Usa su un campione più ampio, di 2.000 persone. Docebo, che opera nel settore delle piattaforme di e-learning basate sull’intelligenza artificiale, presenta i risultati relativi al nostro Paese.
 
L’84% dei dipendenti italiani pensa che l’intelligenza artificiale avrà un impatto sullo svolgimento del proprio lavoro già nel prossimo futuro.

Non solo, quasi il 69% del campione ritiene che l’introduzione di queste tecnologie all’interno della propria azienda avrebbe un impatto positivo sulle attività quotidiane, fornendo un aiuto per portare a termine i propri compiti in modo più efficiente, mentre il 21,2% ritiene sì, che l’impatto sarebbe positivo, ma non sa come l’AI potrebbe essere utilizzata.

Report Tech Skills 2019 - Percezione su AI e automazione
Report Tech Skills 2019 – Percezione su AI e automazione

Oltre 8 lavoratori su 10, già oggi, si affidano volentieri a qualunque tipo di tecnologia disponibile per svolgere il proprio lavoro (Pc, software, dispositivi digitali) e, mentre il 50% circa ritiene di disporre già di tutte le competenze tecniche necessarie, oltre il 48% dichiara di possedere o gran parte delle competenze tecniche, oppure solo alcune delle capacità necessarie.

Se il 44% afferma di ricevere formazione tecnica dal datore di lavoro sui dispositivi utilizzati in azienda, circa il 48% del campione dichiara sì di ricevere formazione, ma che ci sono tecnologie non utilizzate in aziende per le quali avrebbe bisogno di essere formato. E quasi il 20% degli intervistati dichiara invece di non beneficiare di formazione tecnica.
Il 50% segnala tra i maggiori problemi la crescita lenta dei salari, ma quasi il 14% anche la mancanza di opportunità di apprendimento, mentre solo il 10% manifesta tra questi l’automazione

Particolarmente interessante però è la domanda sulla formazione. Si preferirebbe essere formati di più sull’utilizzo delle nuove tecnologie piuttosto che sul miglioramento delle competenze trasversali. Il 56,5% preferisce essere formato su analisi dati, codifica, software (cioè sull’utilizzo delle nuove tecnologie), mentre “solo” il 35,75% indica come priorità le competenze trasversali come il pensiero creativo.

Infine, mentre il 54% degli intervistati afferma che il datore di lavoro ha introdotto una nuova tecnologia o un processo basato sulla tecnologia per quanto concerne il proprio lavoro, 4 lavoratori su 10 affermano il contrario.

In conclusione, le persone vogliono essere formate e c’è un grande interesse verso la formazione legata alle nuove tecnologie. Sia gli individui, sia le aziende si rendono conto di quanto questa abiliti e renda più efficienti.

Un pensiero rafforzato dal 52% degli intervistati che, in termini di competenze, vorrebbe ricevere più formazione nell’utilizzo di nuove tecnologie/software per portare a termine un’attività o migliorarne l’efficienza.

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