Linkedin mi piace, confesso, un cercare e trovare non solo in modo mirato ma anche attraverso approfondimenti interessanti suggeriti da contatti amici. E in queste ultime settimane, da quando sul sito del Mise sono stati pubblicati i nomi degli Innovation Manager (ben 8.947 tra manager qualificati e società di consulenza) in molti hanno aggiornato il proprio profilo con tale qualifica. Linkedin passaparola.

Così l’Innovation Manager fa tendenza, in una finestra temporale in cui le piccole e medie imprese interessate ad innovare possono accedere ai voucher previsti dal Mise destinati all’innovazione, arruolando appunto un professionista capace che li guidi nel percorso. Da scegliere per competenze e curriculum dall’elenco aggiornato sul sito del Ministero al 28 novembre, sfogliabile online, dove curiosare male non fa (fatelo, si scoprono conoscenze comuni).

Perché questa settimana ne parliamo.

Primo spunto il decreto del 26 novembre 2019, che ha posticipato al 6 dicembre (fino alle ore 12.00) la compilazione delle domande da parte delle imprese che vogliono accedere alle agevolazioni e ha fissato il momento per l’invio delle domande stesse a giovedì 12 dicembre, dalle ore 10.00 in poi.
Quindi, c’è ancora una settimana di tempo per chi volesse riflettere sulla messa a terra di progetti d’innovazione in big data e analitycs, cloud, fog e quantum computing, cybersecurity, integrazione di tecnologie nei processi aziendali, simulazione, prototipazione rapida, realtà virtuale e aumentata, robotica avanzata e collaborativa, interfaccia uomo-macchina, manifattura additiva, stampa tridimensionale, internet delle cose e delle macchine, integrazione e sviluppo digitale dei processi aziendali, programmi di digital marketing e di open innovation. Insomma, tutto l’innovabile.

Voucher innovation manager

Secondo spunto la fotografia scattata dall’Osservatorio Mecspe Pmi Italia (presentato da Senaf, in occasione della conferenza “Industria 4.0, tra innovazione e tecnologia digitale” alla Camera dei Deputati) che dice sì le Pmi investono (6 ogni 10), ma anche che alcune rimangono indecise. E su questa titubanza si può fare leva.

Secondo la ricerca, nelle piccole imprese italiane i processi di trasformazione digitale sono a buon punto per 6 imprenditori su 10, che hanno investito in sicurezza (per il 75%), cloud computing (37%), simulazioni (31%), produzione additiva (23%) e IoT (23%). Imprese a conduzione familiare, che con la seconda generazione emulano lo spirito delle startup innovative, investendo in tecnologie e giovani talenti (il 36% delle aziende ha manager under 35). Per loro la ricerca del personale passa spesso da società di recruiting e consulenza dedicate, oltre che dalle università per profili più innovativi legati ai temi di Industria 4.0, ma anche da Linkedin che scala nella classifica del recruiting specializzato (il 24% delle Pmi se ne serve).
Se si tiene conto che 4 imprenditori su 10 ancora devono decidere il passo verso la trasformazione digitale del loro business, l’abbinata voucher per l’innovazione e Innovation Manager “disponibili” (conosciuti anche via Linkedin) può funzionare (passaggi burocratici poi necessari da compiere via Mise).

Terzo e ultimo spunto la nomina di Luca Attias a capo del Dipartimento per la Trasformazione Digitale, comunicata giovedì 28 novembre nella sede di Banca d’Italia dal ministro Paola Pisano (in una intervista a cura del presidente di Anorc Professioni, Andrea Lisi). Un segnale di continuità al lavoro svolto da Attias nei panni di commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale.

Si chiude così il cerchio della settimana: Pmi-voucher innovation manager-trasformazione digitale e perché no, anche Linkedin. Fa bene tenere il profilo aggiornato.

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