Le nuove tecnologie, assimilate dai minori come strumenti di interazione e patrimonio sempre disponibile dai primi anni di vita, segnano per gli adulti la necessità di un momento di riflessione e per tutti gli operatori del settore, istituzioni comprese, una stagione in cui confronto e collaborazione sulla qualità della comunicazione fruita dai giovani in un ambiente caratterizzato dalle piattaforme digitali diventano urgenti.
L’interazione con i coetanei, ma anche spesso con le sollecitazioni di marketing esterne, e le piattaforme social, espongono i minori anche prima dell’età scolare e sarebbe necessaria sul tema una maggiore attenzione o almeno la capacità degli adulti di interrogarsi sui rischi potenziali. 

Da questi spunti parte il confronto organizzato dal Mise in collaborazione con il Comitato Media e Minori, che ha il compito di monitorare e far rispettare il codice di autoregolamentazione TV e minori. Si tratta di tracciare un percorso che consenta di migliorare gli strumenti formativi e normativi esistenti e di individuarne di nuovi, in grado di stare al passo dei cambiamenti socioculturali.

Un tema che potrebbe sembrare di confine, e che invece si lega a filo doppio con le possibilità offerte dalle più recenti piattaforme digitali utilizzate per la diffusione dei contenuti. Quindi, oltre alla TV (frequentata in modo molto diverso rispetto al passato dai giovani), le Iptv e i contenuti streaming

Mirella Liuzzi, sottosegretario Mise
Mirella Liuzzi, sottosegretaria Mise

Al proposito la sottosegretaria Mirella Liuzzi sottolinea: “È importante che il Ministero dello Sviluppo Economico, in un panorama mediatico sempre più ibrido e integrato, si faccia carico del rispetto dell’equilibrio tra la dimensione produttiva-economica e quella etica e delle implicazioni dei messaggi mediali sui minori. Per questo, alla luce dei cambiamenti che portano verso contesti sempre più digitali, occorre l’impegno del Comitato e di tutte le istituzioni coinvolte per allineare la normativa italiana in materia di minori alle sfide poste dai nuovi linguaggi multimediali”.

E’ interessante il doppio richiamo, in primis al fatto che gli obiettivi economico/produttivi non possano entrare in contrasto con quelli etici, ma anche in merito al riconoscimento che la normativa sia effettivamente da “allineare alle nuove sfide”

Donatella Pacelli
Donatella Pacelli, presidente del Comitato Media e Minori

Donatella Pacelli, presidente del Comitato Media e Minori spiega che “nel grande tema della tutela dei minori, l’ambizione del comitato è affiancare sempre più la funzione fondativa di vigilanza sui contenuti, all’impegno che ci qualifica come attore propositivo e di indirizzo, teso a promuovere un uso consapevole dei media da parte dei minori, come dei loro interlocutori adulti”. Si sono analizzati i possibili nuovi percorsi di studio e i progetti inerenti al rapporto tra i media e la tutela dei minori e dei giovani, alla luce degli attuali scenari socioculturali, tecnologici e normativi.

Spetta in primis ai genitori riuscire ad educare i “nativi digitali” ad orientarsi e comunque fornire loro gli strumenti per discernere l’utilizzo responsabile delle piattaforme da quello compulsivo e non ragionato, anche per evitare poi i fenomeni sempre più diffusi di cyberbullismo, ma si tratta comunque di un’operazione in cui la collaborazione tra scuola, genitori, istituzioni è fondamentale.

Proprio il 7 febbraio 2020 è la data fissata a livello nazionale come Giornata Nazionale contro il bullismo e (il cyberbullismo). I numeri Istat dicono che il il cyberbullismo colpisce il 22,2% di tutte le vittime di bullismo, ma l’effetto di amplificazione offerto dalla rete è decisamente più ampio. Anche considerato come oltre l’85% dei ragazzi tra 11 e 17 anni utilizza tutti i giorni il cellulare e circa il 75% naviga in Internet. C’è da fare.

In occasione di Safer Internet Day 2020, inoltre, è stata annunciata la nuova campagna nazionale del Moige Giovani Ambasciatori contro bullismo e cyber risk, in giro per l’Italia, arrivata alla quarta edizione.
Attraverso la metodologia peer to peer con attività educational interattive, materiali didattici e open day sarà promossa una maggiore consapevolezza delle problematiche legate all’utilizzo improprio del web, con particolare riferimento al fenomeno delle fake news e del cyber risk. I numeri parlano di uno scenario preoccupante. I ragazzi dimostrano di sottovalutare le insidie di Internet e, in particolare, il fenomeno dell’Online Grooming (adescamento virtuale).

I dati della Polizia Postale
I dati della Polizia Postale

Ben il 71,2% (7 su 10) ha accettato l’amicizia di un estraneo su social, almeno una volta; il 21% dichiara di aver incontrato personalmente estranei conosciuti on line; il 19,3% ha dato loro il proprio numero ad un estraneo; l’8,1% dichiara di aver scambiato foto personali con un estraneo ma 1 ragazzo su 2 condivide foto di se stesso attraverso il proprio smartphone. Collegato a questo è il fenomeno del sexting, che fa riferimento alla condivisione di selfie e video sessualmente provocanti o pornografici di se stessi o di persone conosciute personalmente. Questa forma di aggressione è rischiosa e può far seguito ad episodi di bullismo “reale” o esprimersi solo online.

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