In diversi contributi è stato evidenziata l’importanza dello sviluppo delle reti per la  connettività a banda larga e ultralarga per il nostro Paese e l’importanza strategica non solo per la crescita e l’innovazione in tutti i comparti dell’economia, anche ai fini della coesione sociale e territoriale e, nell’immediato anche in relazione al bisogno di superare le difficoltà che viviamo in relazione all’emergenza. Per la scuola e la didattica integrata, la disponibilità di connettività veloce è riconosciuta come essenziale anche dall’Agenda Digitale Europea che già da tempo ha fissato specifici obiettivi di sviluppo in Europa, tra i quali la soglia del 50% o più di famiglie europee iscritte a connessioni Internet superiori a 100 Mbps.

In questi giorni proprio all’interno del quadro delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato, la Commissione Europea approva un sostegno pubblico di 325 milioni di euro a disposizione di 12.000 scuole italiane per consentire ad esse di disporre di una connessione Internet ultraveloce. In linea con gli obiettivi dell’UE in materia, le scuole che beneficeranno della misura si devono ovviamente trovare in zone del territorio italiano in cui la connettività è insufficiente.

Margrethe Vestager Commissione UE
Margrethe Vestager, vicepresidente esecutiva responsabile delle politiche di concorrenza

Il regime di aiuti italiano da 325 milioni di eurospiega Margrethe Vestager, Vicepresidente esecutiva responsabile della politica di concorrenza – permetterà ]…[ di avere una connessione Internet ultraveloce. La misura aiuterà gli studenti e gli educatori anche nel contesto della pandemia di coronavirus, dando loro accesso agli strumenti didattici online attuali e futuri]…[“.

In particolare, la decisione mira ad offrire alle scuole italiane Internet ultraveloce e la promozione della realizzazione di una rete in grado di fornire velocità di upload e download di 1 gigabit al secondo (Gbps). La disponibilità degli aiuti è stata valutata dalla Commissione coerente “con gli Orientamenti sulle reti a banda larga del 2013 che consentono interventi pubblici nei casi in cui le iniziative private non sono sufficienti, tutelando nel contempo gli investimenti privati e la concorrenza quali motori fondamentali per investimenti, prezzi migliori e qualità dei servizi per i consumatori e le imprese”.

In particolare, dopo aver valutato quanto riportato negli Orientamenti già citati, la Commissione ha concluso che gli effetti positivi del regime sulla concorrenza e sulla connettività a banda larga, in particolare per le scuole, superano i potenziali effetti negativi determinati dall’intervento pubblico ed inoltre che l’aiuto pubblico contribuisce agli obiettivi strategici dell’UE definiti nell’Agenda Digitale Europea e nella comunicazione Verso una Società dei Gigabit Europea.

Ovviamente potranno beneficiare dei finanziamenti solo le scuole in cui non esiste ancora la disponibilità di connettività di rete veloce, tale quindi da consentire una velocità di download superiore a 300 Megabit al secondo e non è prevista una rete tale da consentire questa velocità nel prossimo futuro. Intanto le autorità italiane hanno già effettuato una mappatura completa dell’infrastruttura disponibile e proceduto a una consultazione pubblica al fine di individuare le zone interessate e le scuole ammissibili.

L’obiettivo di fornire entro il 2025 in tutta l’UE connettività simmetrica di almeno 1 Gigabit sia in download sia in upload “a tutti i principali motori di sviluppo socioeconomico, comprese le scuole”, così come già nel 2016 la Comunicazione sulla Società dei Gigabit aveva già previsto, anche alla luce di questa decisione sembra tuttavia per il nostro Paese tanto possibile, quanto però oggettivamente ancora un obiettivo lontano da raggiungere.

Basterebbe considerare, in questa valutazione, cosa è stato fatto (e cosa non è stato fatto) nei primi quattro anni che già sono trascorsi da quel pronunciamento. O ancora, basterebbe semplicemente citare proprio un passaggio specifico: “Nel 2010 l’agenda digitale europea ha definito gli obiettivi per la connettività entro il 2020: disponibilità universale a 30 Mbps, per garantire la coesione territoriale, e abbonamenti a 100 Mbps in almeno il 50 % delle famiglie europee, per anticipare le future esigenze di competitività”. Di certo l’obiettivo di connettività universale a 30 Mbps entro il 2020 è stato mancato. 

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