Non solo IT, chip, elettrodomestici e domotica nel futuro di Samsung che, dopo il corposo piano di investimenti già annunciato nel corso della scorsa estate per 190 miliardi di dollari rilancia l’impegno per circa 256 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni indirizzati anche nel settore della biofarmaceutica e delle biotecnologie da far crescere sfruttando i digital enabler IT, come l’intelligenza artificiale. L’azienda, con pragmatismo, guarda quindi con interesse ai settori oggi in rapida crescita, un segnale che evidenzia come la pandemia abbia cambiato le regole del gioco e spostato una serie di equilibri. Resta alta in ogni caso l’attenzione negli investimenti sui semiconduttori la cui supply chain, nell’ultimo anno e mezzo, ha manifestato importanti criticità.

Nel caso di Samsung questo significa non solo investire sulla produzione, ma anche sullo studio di nuove architetture e processi (per esempio verso la produzione a 3 nm), una strada questa intrapresa non a caso anche da Apple per alimentare i propri device e una sfida che l’azienda coreana accoglie proprio nella scelta di sviluppare in tempi rapidi un processore in grado di superare proprio le efficienze di Apple M1.

Il pragmatismo di Samsung però è da leggere anche nella scelta di investire la maggior parte del denaro proprio in Corea (circa 260 miliardi) e di aver incrementato la percentuale di investimenti per i prossimi anni di circa il 30% rispetto al periodo precedente. Un’attenzione, quella verso il “proprio” territorio, che dovrebbe riflettersi, secondo gli analisti, nello sviluppo di centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.

Kyung Kye Hyun, Ceo di Samsung
Kyung Kye Hyun, Ceo di Samsung

Ad aprile poi, Samsung ha chiuso il primo trimestre fiscale 2022 con risultati positivi, come non accadeva dal 2018 (per quanto riguarda gli utili operativi), anche grazie ai profitti generati nel comparto dei microprocessori che hanno superato gli 8 miliardi, ma soprattutto sono più del doppio rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, grazie alla crescita delle vendite nel comparto server.

In ambito automotive invece – in particolare per quanto riguarda le tecnologie per le batterie – è proprio di queste ore l’annuncio della partnership di Samsung Sdi con Stellantis. Si parla di una vera e propria joint venture per la costruzione di un impianto di produzione di batterie per veicoli elettrici nell’Indiana (Usa) a sostegno degli obiettivi di elettrificazione di Stellantis in Nord America dichiarati nel piano strategico Dare Forward 2030.

Una joint venture per la quale saranno investiti oltre 2,5 miliardi di dollari e che dovrebbe generare 1.400 nuovi posti di lavoro ma che rappresenta anche un aggancio importante per Samsung nel Nord America, come ha commentato Yoonho Choi, Ceo di Samsung Sdi: “Grazie alla joint venture con Stellantis, abbiamo ottenuto un solido punto d’appoggio nel mercato nordamericano, in rapida crescita nel segmento dei veicoli elettrici“.

Per quanto riguarda invece le partnership e gli sviluppi in ambito IT, si stringe ulteriormente quella con Red Hat. Già due anni fa circa le due aziende avevano annunciato una collaborazione mirata a fornire una soluzione di rete 5G costruita su Red Hat Openshift. La collaborazione ora è estesa proprio all’ambito di sviluppo delle tecnologie software per le soluzioni di memoria di prossima generazione. In particolare la partnership ora si concentra sullo sviluppo e la convalida di software open source per soluzioni di memoria e storage nell’ambito delle tecnologie per gli Ssd Nvme, le memorie Cxl, con il fine di disporre di ecosistemi hardware e software per le memorie integrati.

E’ prevista inoltre la partecipazione/collaborazione delle due aziende con le comunità open source, a partire dalla Linux Foundation, per garantire che le tecnologie software sviluppate godano del  supporto Red Hat Enterprise Linux e con altri stack di software open source. Focus, ancora anche il mercato server. Per questo l’azienda coreana lancerà il Samsung Memory Research Cloud (Smrc), dove le società insieme potranno sviluppare e verificare le soluzioni software su diversi ambienti server.

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