I cambiamenti climatici, e le criticità conseguenti per il pianeta, dettano oggi l’agenda degli impegni delle aziende, che sono chiamate a diventare sostenibili insieme a tutto l’ecosistema con cui interagiscono e si propongono sul mercato. Si tratta di sforzi strettamente correlati con la crescita della domanda di risorse digitali che richiedono l’utilizzo di “energia intelligente e connessa”: temi che ritornano sottolineati da Pankaj Sharma, Evp Secure Power e Rob McKernan, Svp Secure Power Europe di Schneider Electric nell’inquadrare le tendenze emergenti in particolar modo proprio in relazione all’alimentazione dei data center, delle infrastrutture digitali e delle reti, in occasione di un interessante intervento in “streaming” sui temi dell’evoluzione dell’Elettricità 4.0 e della trasformazione digitale in Europa.

La domanda di risorse digitali è destinata a crescere del 500% da qui al 2025, con un impatto potenziale sull’“electrical footprint” di tutti i data center di circa il 50% nello stesso periodo, mentre si prevede che gli utenti di Internet nel 2030 saranno oltre 7,5 miliardi di persone. Anche il “microcosmo” italiano vedrà nei prossimi anni crescere le opportunità di digitalizzazione: basterebbe considerare per esempio gli oltre 200 miliardi complessivi (Next Generation EU) disponibili per modernizzare la PA e la nostra economia, con una serie di impegni tra il 2023 ed il 2026, per i progetti di migrazione in cloud, la digitalizzazione delle amministrazioni PA, di musei e scuole, i progetti Industry 4.0 e quelli per la sanità
Se da una parte sarà importante sfruttare bene le disponibilità economiche, sarà fondamentale farlo anche in modo sostenibile.

Francesco Quero
Francesco Quero, VP, Secure Power Ceei e Italy di Schneider Electric

Secondo Francesco Quero, VP, Secure Power Ceei e Italy di Schneider Electric, si tratta di “superare il gap Value-Action”, ovvero lo “spazio” che esiste tra l’affermazione secondo cui tutti sono d’accordo nel sostenere che occorre “affrontare il tema” e la “mancanza invece, spesso, di una strategia chiara e attuabile per raggiungere i relativi obiettivi”. Le ricerche ed i numeri di Forrester, 451 Research e Canalys, fanno da filo conduttore al tema. Forrester per esempio osserva un incremento tra il 30 ed il 40% su base annua delle domande relative alla sostenibilità tra i soggetti attivi nel settore dei DC per quanto riguarda le metriche di sostenibilità, “ma solo una minoranza si è poi impegnata per migliorare la propria maturità sul tema, in un contesto in cui, anche grazie agli sforzi di Schneider Electric è invece ora disponibile un framework completo di parametri per studiare e migliorare la sostenibilità dei DC”, mentre 451 Research evidenzia come effettivamente il 97% degli operatori di data center multi-tenant conta clienti che richiedono impegni di efficienza e sostenibilità, con appena il 43% però a dichiarare di disporre di un programma di sostenibilità completo.

Il futuro ibrido incrementerà notevolmente la complessità di risorse dislocate all’edge locale per l’elaborazione e la memorizzazione nel luogo di generazione ed utilizzo dei dati, ma anche nell’edge regionale per avvicinare i dati agli utenti, così come nei DC centralizzati in aree remote per elaborazione e storage intensivi. “E proprio la crescita dell’edge computing al ritmo del 12,5% annuo per un valore complessivo già nel 2024 di oltre 250 miliardi di dollari richiede incrementi di efficienza, adattabilità e resilienza”, senza contare che il 75% dei dati aziendali verrà creato ed elaborato negli ambienti edge.

Infrastrutture ibride Cresce la complessità
Infrastrutture ibride, cresce la complessità (fonte: Schneider Electric, 2022)

Tre le sfide: ottimizzare l’uso dell’energia, ottenere dati coerenti e superare la mancanza di personale qualificato per questa tipologia di progetti. Sfide che solo la collaborazione dell’ecosistema consentirà di risolvere in modo vantaggioso. Gli IT solution provider, infatti, secondo Canalys stanno migliorando le proprie competenze nell’ambito della sostenibilità con il 33% dei partner che ha fissato obiettivi Esg, mentre è del 61% la percentuale di coloro che si stanno già concentrando sul loro raggiungimento.
“Di certo – sottolinea ancora Queroè fondamentale lavorare affinché competenze e programmi siano concertati tra fornitori e partner tecnologici, e fare in modo che tutti i produttori siano davvero trasparenti riguardo l’impatto delle soluzioni sull’effettiva sostenibilità”. Tre punti saldi quindi: la pervasività del focus sostenibilità su tutto lo scenario digitale, la disponibilità di software e servizi che consentano misurazioni puntuali e condivise ed un ecosistema collaborativo per accelerare nei progetti.

Maurizio Semeraro
Maurizio Semeraro, Secure Power Business Development Manager di Schneider Electric

Qui si agganciano le riflessioni di Maurizio Semeraro, Secure Power Business Development Manager di Schneider: “Vi sono certo dei vincoli per assicurare che la digitalizzazione sostenibile sia anche virtuosa per gli scopi da raggiungere: continuità e qualità dell’alimentazione, e disponibilità dei dati in tempo reale non sono negoziabili”. E proprio in uno scenario sempre più di “IT distribuito” la resilienza dei data center e la sostenibilità è evidente quindi come debba necessariamente riguardare l’alimentazione, il ‘building’ stesso e tutta la componentistica IT”.

Schneider Electric per questo copre queste esigenze a 360 con una proposta Ups (e non solo Ups) in grado di assicurare l’alimentazione elettrica efficiente, grazie a modelli più compatti (per esempio Smart Ups Ultra) e pronti per l’installazione in qualsiasi ambiente e quindi anche all’edge, completi di protezione fisica degli accessi, adatti non solo agli ambienti IT (come per esempio MicroData Center 6U Ecostruxture).

UPS Micro Data Center Schneider
MicroData Center 6U Ecostruxture, Ups, sicurezza e gestione remota in un’unica proposta

Mentre al problema della disponibilità di dati e risorse certe per la gestione ed il monitoraggio analitico e predittivo sul funzionamento dei dispositivi e sull’effettiva efficienza operativa si è già attivata da tempo grazie alla proposta della piattaforma Ecostruxure.

Centrale resta il tema però dell’operatività concertata sui progetti con tutto l’ecosistema della filiera, a partire dai partner. Un punto su cui Schneider Electric investe in modo significativo con il suo Partner Program al centro della strategia di canale da circa 30 anni, in un mercato che è già cambiato. Per esempio è proprio il canale oggi ad evidenziare come i servizi abbiano già superato “l’hardware”, quando si parla di percentuali di fatturato complessivo. “Un’evidenza – dettaglia Semeraro – che si riflette nel fatto che mentre diminuisce il numero di rivenditori hardware IT, cresce quello dei service provider e dei system integrator. E’ in questo contesto che, secondo numeri Canalys, il 50% dei partner dichiara di voler sviluppare competenze, ed il 65% di voler rafforzare i rapporti con i vendor, con una percentuale coerente (60%) di coloro che puntano a migliorare la profittabilità.

Schneider Electric, il nuovo programma di canale

Numeri e spunti che hanno portato Schneider Electric quindi ad evolvere il proprio programma di canale. Entra nei dettagli Valeria Santoro, Southern Region IT Distributor Sales Director di Schneider Electric: “La nuova struttura punta a sostenere la crescita e l’evoluzione del business dei partner sulla base di un coinvolgimento più flessibile e personalizzato”.
Concretamente è prevista un’articolazione semplificata con la riorganizzazione delle varietà di specializzazioni per settori chiave (IT Solution Provider, IT Software & Services Provider e Data Center Solutions Provider, per esempio), ed il supporto di  una nuova gamma di strumenti per vendite, formazione e abilitazione. Inoltre, il programma prevede diversi benefit allineati a ognuno dei percorsi di specializzazione sempre improntati su una proposta sostenibile grazie alla disponibilità delle soluzioni Green Premium di Schneider Electric basate anche su una progettazione in linea con i principi dell’economia circolare.

Valeria Santoro
Valeria Santoro, Southern Region IT Distributor Sales director di Schneider Electric

La prima fase del nuovo programma si basa in particolare sulla “specializzazione” come IT Solution Provider. I partner possono certificarsi su tre livelli – Select, Premier ed Elite – ed ad ognuno dei livelli corrisponde un insieme definito di specializzazioni IT, a prescindere dal loro attuale status. Questa specializzazione consente ai partner di identificare opportunità, rivendere, configurare e/o installare soluzioni di infrastruttura IT rivolte ai mercati delle Pmi o enterprise, mentre per l’attivazione delle fasi che riguardano le altre specializzazioni bisognerà aspettare il 2023.

Il percorso prevede per i partner IT Solution Provider di scalare le diverse fasi – Select, Premier ed Elite – con un approccio basato su metriche predefinite, certificazioni e performance di risultato, con la disponibilità di un cruscotto operativo di facile navigazione che rende visibile ai sales manger, ai partner e ai responsabili del programma i progressi individuali e aziendali rispetto a ogni specializzazione.

Schneider Electric Nuovo Programma di Canale
La struttura della specializzazione IT Solution Provider

Sono previsti riconoscimenti e incentivi finanziari su misura per le esigenze delle aziende partner per identificare in modo proattivo e sviluppare nuove opportunità di business e aiutare a chiudere l’accordo (Myrewards) e una serie di percorsi formativi che comprende strumenti di progettazione, contenuti di formazione e risorse che aiutano i partner a diversificare e rafforzare i loro modelli di business e rispondere alle richieste dei clienti.

Tra i vantaggi del nuovo programma, inoltre, gli incentivi per i partner che identificano, sviluppano e chiudono in modo proattivo nuove opportunità commerciali e con Design Portal, una serie di strumenti di progettazione per la configurazione e la “quotazione” dei prodotti e delle soluzioni Secure Power di Schneider Electric, oltre a kit di marketing e vendita di supporto per il personale, fondi per l’esecuzione di campagne di marketing congiunte con il vendor e premi sulla base di un programma di fedeltà riprogettato per premiare le partnership.

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