Per Fantini Group, la sostenibilità ha sempre fatto parte del proprio dna come elemento costitutivo e distintivo di ogni strategia. L’azienda vinicola abruzzese, fondata nel 1994 a Ortona da un gruppo di imprenditori guidati dall’attuale Ceo Valentino Sciotti, si è infatti sviluppata valorizzando le potenzialità del settore vitivinicolo nel Sud Italia grazie a un’attenta politica votata alla ricerca qualitativa, aiutando i territori marginali a rimanere vivi, elaborando progetti per diventare sempre più green e investendo in tecnologia a favore dell’ambiente. Etica, trasparenza, concorrenza leale, tutela della salute e sicurezza sono alcuni degli altri principi cardine sui quali l’azienda costruisce la propria attività.

Operando su questo modello di business, oggi Fantini Group è una delle principali aziende esportatrici di vini del mezzogiorno, che riunisce 12 grandi realtà enologiche del Sud e Centro Italia, producendo e distribuendo vini che esporta a livello globale attraverso una ramificata rete di importatori e distributori, con una produzione di circa 24 milioni di bottiglie

Fantini Group - Principi cardine
         Bilancio della sostenibilità Fantini Group – I principi cardine dell’azienda

Nella filosofia di Fantini Group, la sostenibilità viene praticata quotidianamente, nella convinzione che sia l’unica strada per contrastare il cambiamento climatico e tutti gli altri stravolgimenti che una serrata corsa al profitto ha innescato nel corso degli anni.

Facendo leva su questi principi, Fantini Group ritiene di essere pienamente attrezzata sul fronte della sostenibilità, potendo coprire tre ambiti di azione: sociale, ambientale e tecnologica.

Sostenibilità sociale

Dal punto di vista sociale, Fantini Group applica un sistema di business che si fonda sull’idea di aggregare a sé tanti piccoli produttori terrieri senza subentrare a loro, lasciandoli così padroni del loro territorio. Inoltre, la produzione vitivinicola non è centralizzata in un unico polo, poiché viene applicato un modello diffuso con cantine dislocate nelle varie regioni in cui l’azienda opera, in modo da portare lavoro in aree rurali più marginali rispetto allo sviluppo economico.

Fantini Group si configura in questo contesto come una sorta di “federazione” di eccellenze dove i proprietari dei vigneti sono incentivati da un patto che prevede una remunerazione non legata alla quantità di uve prodotte ma all’estensione del proprio vigneto e alla qualità del raccolto. Si innesta così una spirale positiva, che rivitalizza e integra le comunità agricole offrendo sicurezza economica agli agricoltori e fornendo loro know-how tecnico, consolidando il legame con le terre, inducendo gli agricoltori a produrre qualità e stimolando con un sistema d’incentivi anche la diffusione di una cultura produttiva che consente oggi anche la trasformazione delle uve in loco. 

Sostenibilità ambientale

In Fantini, la sostenibilità è garantita anche a livello di gruppo, come conferma l’ottenimento della certificazione di sostenibilità Equalitas, la più importante a livello europeo, che valuta secondo rigorosi parametri la filiera vitivinicola con l’obiettivo di promuovere la sostenibilità delle filiere agroalimentari e del vino in primis, attraverso una visione e un approccio che unisce le istanze delle imprese, della società e del mercato. Tale standard affronta la sostenibilità secondo tre pilastri: sociale, ambientale ed economico, definendo per ciascuno requisiti e indicatori verificabili e misurabili.

Inoltre, Fantini Group dal 2021 presenta un proprio report annuale sulla sostenibilità, premessa a un processo più articolato che porterà a redigere un vero e proprio Bilancio di sostenibilità. In questo contesto, fulcro delle politiche ambientali è il progetto “Fantini-Qualità” con vigneti a strapiombo sul mare, all’interno di riserve naturali abruzzesi, in aree dalle condizioni pedoclimatiche eccezionali, dove Fantini applica un modello di coltivazione rigorosamente bio.

Fantini Group
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