Apre il Mobile World Congress e i maggiori esperti di telecomunicazioni si confrontano al di là delle tecnologie sul ruolo che l’industria delle telecomunicazioni sta avendo per migliorare la vita delle persone, sulla sua capacità di incidere, di creare collaborazione, di unire in partnership, di gestire al meglio questo decennio in cui più che di trasformazione digitale bisognerebbe parlare di “disruption digitale” che trasforma aziende e crea nuove opportunità nei paesi.

E’ nel keynote di apertura al MWC 2108 che Mats Granryd, direttore generale di GSMA ente organizzatore della manifestazione, mette l’accento con enfasi sul ruolo che la rete giocherà nel rendere il mondo più sostenibile. Enfatizzando che non è semplicemente un ruolo, ma uno dei sui obiettivi.  “Come industria noi abbiamo l’opportunità, ma vorrei dire abbiamo l’obbligo, di fare leva sulle reti mobile e sui servizi per aiutare il raggiungimento di obbiettivi di sostenibilità (i cosiddetti SDGs,  Sustanable Development Goals, ndr)  per aiutare le popolazioni duranti i disastri, per ridurre le ineguaglianze sociali, per preservare le risorse mondiali: noi dobbiamo fare leva per impattare positivamente sulla vita delle persone nella loro quotidianità”.

Un coro unanime, seguito da Marie Ehrling (presidente di Telia Company e di Securitas, azienda di sicurezza) che sottolinea come l’industria debba avere una “funzione guida” e debba plasmare il proprio futuro in questa fase di trasformazione legata a 5G, Intelligenza artificiale, Big data, con una strategia che sia di impatto culturale e che sia in grado di enfatizzare la collaborazione tra le parti. “Non si può pensare di agire da soli, in qualsiasi azienda in cui ho lavorato ambienti di lavoro collaborativi sono più produttivi sia per le aziende sia per i mercati. La collaborazione è uno dei migliori catalizzatori di successo anche per la società”.

“Bisogna dare vita a una conversazione globale fra tutti gli operatori” precisa Shang Bing, presidente di China Mobile, facendo eco agli annunci della rete 5G che aiuterà lo sviluppo dell’economia a livello mondiale e che implicherà il fatto che molti operatori mobili cooperino con le aziende ICT per realizzare ricerca, sviluppo, device. “Nessuna azienda verso il 5G può fare da sola, ma solo insieme si può fare la torta più grande, soprattutto se si guarda all’ecosistema digitale supportata dai big data – precisa Bing -. Vogliamo creare ecosistemi digitali”.

Il lancio del 5G avrà un roadmap diversa a seconda di paesi e operatori: stando a quando dichiara da Kazuhiro Yoshizawa, CEO di NTT DoCoMo, la rete 5G in Giappone sarà lanciata nel 2020 in coincidenza con i giochi Olimpici a Tokio, “ma sarà importante la co-creazione di strategie con i partner per assicurarsi che l’utilizzo dei servizi 5G sia fruibile della popolazione dal primo giorno del lancio”. Possibile solo se l’ecosistema attorno alla tecnologia sarà già pronto: questo il senso del programma DoCoMo 5G Open Partner Programme che già raccoglie l’interesse di 610 entità che vogliono partecipare.

Intelligenza artificiale

Come il 5G, Mats Granryd  sottolinea il valore della intelligenza artificiale come tecnologia che inaugura una nuova era di innovazione, resa disponibile dalla connettività veloce, dalle tecnologie di machine learning e dall’adozione di massa di smartphone. Molte saranno le aziende che mostreranno qui a Barcellona le loro soluzioni di AI. Ma José Maria Alvarez Pallete, Ceo di  Telefonica, ribadisce la necessità di una regolamentazione che supporti l’intera industria delle telecomunicazioni per fare da volano all’economia globale e alla società. “Il mercato delle telecomunicazioni fa importanti investimenti ogni anno e impiega milioni di professionisti – sottolienea Alvarez Pallete –  ma per rendere più efficace la nostra contribuzione dobbiamo potere agire su un nuovo livello che non è solo quello della regolamentazione, pur necessario”.  “Abbiamo bisogno che ci siano certezze sulla armonizzazione dello spettro, sull’approvazione delle effettive sinergie anche per i servizi digitali, sulla armonizzazione internazionale delle regole legate e privacy e data protection conclude Granryd.

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