Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia, così affermava Arthur C. Clarke, e forse aveva ragione, forse ora stiamo vivendo in un’era magica, in cui maghi e alchimisti (ingegneri, programmatori/sviluppatori etc.) con le loro pozioni e rituali (Big Data, IA, Machine Learning, Robotica, Blockchain) stanno ponendo le basi per un futuro caratterizzato da vetture autonome e semi-autonome, assistenti digitali e nuovi processi di produzione e fruizione.

L’innovazione corre e, con essa, mutano velocemente anche i termini, le etichette con cui si cerca di classificare ciò che sta accadendo e così, “l’Industry 4.0 cede il passo a l’Industry X.0”.

L’impatto che le nuove tecnologie stanno avendo, soprattutto sull’industria manifatturiera, sta trasformando radicalmente il modo di pensare e di fare business delle aziende che, ora, si trovano “costrette” ad incamminarsi in questo nuovo sentiero digitale per evitare di veder distrutta la propria formula imprenditoriale e soccombere alla mancata economicità.

La maggior parte delle aziende italiane (il 60% secondo una recente indagine di Accenture) sembra essere consapevole delle dinamiche permanenti di settore che stanno ridefinendo i fattori critici di successo e dichiara che nei prossimi tre anni vorrebbe realizzare ricavi da prodotti connessi e intelligenti; prodotti “smart” in grado di ridisegnare la catena del valore, rendendo maggiormente efficienti ed efficaci i metodi di produzione, e di aumentare i ricavi, grazie ad un miglior presidio del mercato di riferimento.

Soprattutto per quanto riguarda il primo aspetto, la produzione, l’IoT, i droni, gli smart glass e la stampa 3D stanno rinnovando i processi e a testimonianza di ciò, tra le tante, può essere citata l’esperienza di Biesse Group, azienda italiana che produce macchine per la lavorazione del legno, che grazie alla piattaforma IoT Connected Platforms as a Service (CpaaS) di Accenture potrà elaborare i dati provenienti dalle macchine ed effettuare interventi di manutenzione di natura preventiva e gestire gli impianti da remoto.

Attori, non solo passivi, ma partecipi di questi cambiamenti, saranno i lavoratori che diverranno “Connected Worker” e che, grazie ai nuovi strumenti, potranno gestire tempestivamente le nuove commesse, i difetti di produzioni e le eventuali riparazioni.

I vantaggi dagli insight

Spostando lo sguardo più a valle, sui punti di contatto tra azienda e consumatore, le nuove tecnologie, in primis AR, VR e analytics, creeranno un contesto win-win: se da un lato, infatti, i clienti potranno beneficiare di nuovi prodotti/servizi e godere di una miglior “customer experience”, dall’altro le imprese potranno trarre vantaggio dai numerosi insight, provenienti da canali online e offline, sui quali basare future strategie di pricing, prodotto, distribuzione e promozione.

Un esempio di raccolta dati in ambiente offline è rappresentato dall’Ambience Dressing Room Mirror di Accenture che, sfruttando la piattaforma Digital Double, potrà aiutare i negozianti a comprendere i feedback dei clienti ed attuare strategie mirate.

Certo, nonostante le grandi innovazioni, potremmo sentirci ancora delusi, infondo le tanto agogniate macchine volanti, da sempre sinonimo di futuro, non sono ancora una realtà e c’è ancora bisogno delle strade ma i veicoli autonomi e semi-autonomi potranno allietare la nostra attesa.

Alexa in auto
Alexa in auto

La realtà virtuale, infatti, ci permetterà di godere di un posto di guida personalizzato mentre gli assistenti virtuali, come ad esempio Alexa, potranno rendere più sicuri i nostri viaggi oltre che ad aiutarci nella scelta della playlist musicale e a tenerci compagnia durante il tragitto, a differenza del solito amico/a che crolla dopo il primo km.

L’innovazione tecnologica porterà con sé numerosi benefici anche alla società in generale; ci consentirà, infatti, di rispondere con più efficacia alla maggior parte delle problematiche sociali e ci aiuterà ad affrontare eventuali problemi di salute con maggior serenità.

Drishti
Drishti

A conferma di ciò, può essere citata Drishti una soluzione mobile per non vedenti sviluppata da Accenture National Association for the Blind con sede in India, che renderà più “normale” la vita degli ipovedenti.

Forse il futuro non è già qui ma, Grande Giove, di certo non è poi così lontano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA