Il piano strategico di Enel 2018-2020 continua il processo di digitalizzazione dell’azienda con un investimento di 5,3 miliardi di euro. Un processo voluto dall’amministratore delegato Francesco Starace, ma declinato sul campo da tutti i team che hanno a cuore la trasformazione digitale del business.
Con Ernesto Ciorra, direttore Innovability del Gruppo Enel (Innovazione e Sostenibilità) mettiamo a fuoco il processo, che parte dall’individuazione degli asset strategici digitali dell’azienda su cui investire, “in pratica tutti” scherza Ciorra.

 “Quando dico tutti, e lo sottolineo, intendo tutti i processi – precisa Ciorra, intevistato per la rubrica Cio Café che incontra i Cio innovatori -. Dalla generazione di energia in maniera tradizionale, termica e rinnovabile, alle reti che distribuiscono energia dopo averla generata. Ci sono molti dettagli, il contatore elettronico ad esempio è un pezzettino della rete, ma nel nostro paniere abbiamo nuovi servizi, dalle colonnine di ricarica elettrica delle automobili che devono essere digitalizzate, alle smart home, ai processi di efficientamento energetico grazie al software. Sono tutti asset importanti per i nostri dipendenti, per i clienti e per gli azionisti. E’ una comunità allargata quella con la quale facciamo innovazione che coinvolge anche l’impegno con la ricerca e l’università. E tutti questi interlocutori hanno la stessa priorità”.

Un impegno di Enel che da una parte deve garantire la capacità di erogazione continua dei servizi e di gestione efficiente dei costi, dall’altra ha l’obbligo di agire per non perdere il favore degli azionisti. “Non siamo una azienda no profit, siamo presenti in 35 Paesi. Per cui il nostro agire è dettato da tre priorità: attenzione ai costi, attenzione ai ricavi, attenzione alla loyalty”.

“L’innovazione è più che la digitalizzazione – precisa il manager – perché non riguarda solo l’innovazione tecnologica ma l’intero mondo digital, un passaggio che deve essere ben spiegato alla gente. La sfida più grande è proprio far capire che la digitalizzazione non è l’acquisto di prodotti Ict, ma ve ben oltre”.

Ernesto Ciorra, Direttore di Innovazione e Sostenibilità di Enel
Ernesto Ciorra, Direttore Innovability (Innovazione e Sostenibilità) del Gruppo Enel

Una rivoluzione copernicana

I 5,3 miliardi di euro di nuovi investimenti in digitalizzazione sono molto legati a progetti di innovazione. “Il 70% del nostro piano dipende dall’innovazione che riguarda l’intero nostro modo di operare, passa da processi più semplici, da una organizzazione agile, senza burocrazia, senza strutture centralizzate, senza ostacoli governativi. Con la tecnologia possiamo portare a un cost saving significativo per l’azienda” precisa Ciorra e continua:Il tema dell’innovazione fa scaturire una rivoluzione copernicana, che mette il business al centro e che per necessità di cose porta i team ad essere più uniti”.

Un approccio che impatta sia sulla cultura sia sulla formazione dei profili professionali. “Sul tema digital in Italia l’università è molto indietro – sostiene il manager – con un approccio vecchio da ripensare, completamente diverso se prendiamo in considerazione le startup, che possono essere sia minuscole realtà sia aree di nicchia in grandi società che avanzano progetti innovativi”. Non è la dimensione dell’azienda e la sua data anagrafica che fa l’azienda innovativa ma la sua capacità di innovare.
“Il gap culturale nel nostro paese è forte – continua – e lo sforzo di far capire che l’innovazione non è solo Ict deve essere pervasivo. Dovremmo fare capire che per l’Italia, contornata dal mare, sarebbe importante inventare energia marina, in grado di garantire autonomia energetica 24 ore su 24. È a mio avviso una grande opportunità come le auto elettriche in giro per il mondo che accumulano energia per stabilizzare le reti elettriche, abilitando il dispacciamento delle tecnologie rinnovabili”.

Aggregare competenze

Il limite delle energie rinnovabili “tradizionali”, sostiene Ciorra, è la loro intermittenza: “quando non c’è il vento la pala eolica non funziona, è un limite perché questa energia non è dispacciabile con continuità. Lo stesso vale per l’energia solare. L’impianto a carbone inquina ma garantisce la continuità, così come il gas inquina ma si può sempre erogare. Questo scenario apre sfide interessanti da prendere in considerazione nel cercare di rendere il mondo più sostenibile. Come il progetto Vehicle to Grid che concepisce le auto come “batterie mobili” e permette di intervenire per stabilizzare la rete quando non è disponibile la risorsa naturale: una piattaforma digitale che permette di gestire flussi energetici, in base a richieste e disponibilità. Anche per questo Enel negli Stati Uniti è percepita come la Google dell’energia”.

Lo scorso anno Enel ha vinto l’Oscar dell’Open Innovation a San Francisco (il premio “Business Model Transformation Award”), conferito ad aziende che grazie all’impegno sull’open innovation hanno contribuito a cambiare il proprio settore. “Un riconoscimento molto importante per noi” commenta Ciorra, ribadendo l’impegno per la ricerca. “Non abbiamo l’ambizione di fare politica ma vogliamo crescere insieme ai migliori talenti. Sosteniamo le startup italiane anche mettendo a disposizione i nostri hub internazionali per connetterle agli ecosistemi di innovazione più importanti al mondo e supportarle nella fase di sviluppo. Inoltre, insieme a Intesa Sanpaolo, abbiamo creato un programma per facilitare l’accesso al credito di startup e piccole e medie imprese italiane. Infine, riteniamo fondamentale in una logica di co-creazione coinvolgere in progetti di sviluppo imprenditoriale le comunità in cui siamo”.

Non è solo il network che Enel mette a disposizione degli imprenditori italiani, ma anche i laboratori in cui a fianco dei propri tecnici, startup e Pmi italiane possono testare soluzioni innovative. Questo è ciò che accade a Catania, il primo di una serie di centri in giro per l’Italia, a cui seguiranno Pisa per il Centro Nord, Vallelunga in prossimità del circuito per le realtà interessate al laboratorio di mobilità elettrica, e Milano.

“La nostra innovazione viene alimentata sia dal colleghi di Enel sia dai partner con cui quotidianamente lavoriamo che costituiscono un prezioso valore aggiunto. Mi riferisco ad università, centri di ricerca, startup, innovatori indipendenti che ci mandano le loro idee, azionisti, comunità sociali e Ong con cui collaboriamo e infine ai nostri più preziosi alleati: i nostri clienti. Ascoltarli per noi è il modo miglior per comprenderne le esigenze e migliorare”  conclude Ciorra con uno sguardo sinergico anche a Enel X, lo spin-off di Enel che, sotto la guida di Francesco Venturini, sviluppa prodotti innovativi e soluzioni digitali in quattro direzioni: e-Mobility, e-City, e-Home, e-Industries, un’altra frontiera in cui “l’innovazione dimostra di essere una rivoluzione copernicana”. 

Enel
Il quartier generale del Gruppo Enel a Roma

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