La Supply Chain, dalla logistica in entrata alla gestione dei magazzini, all’interconnessione con i sistemi produttivi sino alla distribuzione al cliente B2C o B2B, è uno dei processi chiave per realizzare strategie di ottimizzazione, di contenimento dei costi e di innovazione. È quindi il momento per le aziende di ripensare in ottica 4.0 le interconnessioni tra gli attori della catena, per generare impatti virtuosi a monte e a valle della filiera.

Dal workshop organizzato da NetConsulting cube e Assologistica il 12 luglio scorso, in collaborazione con Engineering e Reply Logistics, nasce una breve guida operativa che sintetizza una mattinata di confronto e condivisione intorno al tema Supply Chain 4.0.,  svoltosi presso la sede di Assologistica e in cui sono stati discussi casi concreti su come coinvolgere al meglio l’ecosistema, come rendere più competitivi i processi e innovare i modelli di business e con quali soluzioni digitali a corredo, evidenziando gli impatti e i benefici ottenuti dalle aziende.

Perché una Supply Chain 4.0?

Il piano varato dalla precedente legislatura come aggiornamento del Piano Nazionale Industria 4.0 amplia il concetto di “manifattura” da norma settoriale a principio di applicazione generale, dove quindi anche i processi logistici e distribuzione comprendono una “trasformazione del bene”. In questo caso, il valore generato non è intrinseco al prodotto, ma legato alla sua fruibilità nei tempi e nei modi desiderati dal consumatore finale (da Industria 4.0 a Impresa 4.0)

Una Supply Chain 4.0 è quindi legata all’implementazione di tecnologie abilitanti l’interconnessione dei processi distributivi e di condivisione delle informazioni, grazie a IoT e analisi dei Big Data, tramite piattaforme scalabile e flessibili come offerte dal Cloud Computing.

In questo contesto, è importante dotare tutti gli attori della filiera di strumenti che possano sfruttare questa visibilità in logica collaborativa, consentendo così un passo davvero importante verso la standardizzazione dei processi logistici e di approviggionamento.

POC e approccio step-by-ste

Ma quali sono le principali best practice per un progetto di Supply Chain 4.0 di successo?

Supply Chain 4.0 - Lesson learned
Supply Chain 4.0 – Lesson learned

In primo luogo, è importante partire da una chiara esigenza di business, che possa dare luogo ad una strategia definita per l’adozione dei principi 4.0.

Ogni altro approccio rischia di risultare oneroso e poco efficiente: la metodologia corretta deve quindi approcciare il problema prima a livello strategico – ad esempio, l’alto volume di movimentazione di un magazzino – per poi definire la tecnologia più adatta alla singola esigenza – come l’utilizzo di smartwatch per migliorare la performance di attività ripetitive. L’innovazione tecnologica deve essere applicata nello scenario più appropriato per ottenere il maggior vantaggio possibile. Per questo motivo, la conoscenza dei processi logistici è fondamentale per poter scegliere la soluzione tecnologica più adatta.

Approccio ai progetti di Supply Chain 4.0 2/2: POC
Approccio ai progetti di Supply Chain 4.0 2/2: POC

Non tecnologia solo “per amore della tecnologia”, quanto piuttosto un approccio ragionato e graduale all’innovazione. Per non creare anche criticità a livello organizzato, è infatti preferibile definire Proof of Concept anche con investimenti ridotti, ma in grado di ottenere risultati visibili in poco tempo, grazie anche a Scrum Team e metodologie Agile.

Infatti, in caso i risultati del POC siano apprezzabili, è possibile implementare lo stesso progetto su più larga scala, “riassorbendo” così anche l’investimento iniziale.

Approfondisci la tematica con gli atti del convegno: “Supply chain: come e perché renderla 4.0”

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