Il Distretto Produttivo dell’informatica pugliese rappresenta oggi una delle aree più strategiche per la crescita sostenibile del territorio regionale e nazionale. In questo polo industriale le aziende tecnologiche sviluppano i loro prodotti coprendo varie aree di business complementari per la creazione di valore per tutto il settore, lavorando a soluzioni come quelle per la produzione di sistemi telematici per usi diagnostici, alla progettazione di applicazioni per il settore sanitario e della Pubblica Amministrazione, alla realizzazione di piattaforme inclusive di assistenti intelligenti vocali e a sistemi per la logistica.
Nell’area, l’Ict è interpretato come strumento di sviluppo sociale e culturale, per far crescere le imprese del territorio, portare il Made in Puglia in tutto il mondo e aumentare l’occupazione.

Crescono fatturati e addetti delle imprese

La produttività del settore IT nella regione in Puglia è confermata dati: tra il 2016 e il 2017 aumenta il fatturato (+6%) e il numero di addetti impiegati nelle oltre 5.000 imprese del Distretto. Le aziende associate hanno una dimensione tendenzialmente superiore rispetto alla media nazionale: il 44% ha un numero di addetti compreso tra 11 e 50 e il 31% supera i 50. Il mercato è rappresentato in prevalenza da Banche e Finance (25%) e dalla Sanità (14%); seguono Tlc e Media. Le imprese generano il 78% del fatturato entro i confini nazionali, il 13% in Puglia e solo il 9% in Paesi Ue o extra-Ue.

Salvatore Latronico, Distretto dell'Informatica Pugliese
Salvatore Latronico, Presidente del Distretto dell’Informatica Pugliese

Il settore IT pugliese è solido, dinamico, in crescita ed attivo non solo nella PA ma anche nel settore privato – commenta Salvatore Latronico, Presidente del Distretto Produttivo dell’Informatica pugliese presentando i dati. Tuttavia, aggiunge: “E’ necessario fare un ulteriore sforzo per far percepire quello pugliese come un territorio dell’innovazione: ciò può verificarsi se si realizza una collaborazione strategica concreta tra Università, istituzioni e imprese, i tre attori fondamentali dei processi innovativi. Per favorire l’incontro tra le parti sul mercato delle professioni è necessario che la domanda di lavoro da parte delle imprese sia più correttamente indirizzata e specializzata”.

Cala la migrazione dei talenti

Molteplici sono i progetti messi in campo dal sistema universitario sul piano della formazione che hanno portato alla riduzione del gap tra domanda e offerta di lavoro, ad elevare il livello delle competenze digitali e a ridurre la “fuga di cervelli” fuori dai confini italiani.
Il report 2018 sull’IT pugliese realizzato dal Distretto Produttivo dell’Informatica regionale, attraverso un’indagine dettagliata su un consistente campione di studenti e laureati di età compresa tra i 18 e i 25 anni resdenti in Puglia o nelle regioni limitrofe (Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Campania), monitora il gap tra domanda e offerta di lavoro e analizza i percorsi scolastici e universitari scelti, la propensione a continuare gli studi a Sud e i motivi alla base di questa scelta.
Ogni anno, le cinque università pugliesi laureano circa 550 studenti nei diversi Dipartimenti di Informatica e Ingegneria e, di questi, oltre 400 sono potenzialmente assorbibili dalle sole aziende del Distretto (è infatti previsto un incremento dell’occupazione di circa 870 addetti nel biennio 2018-2019) per un fabbisogno totale annuo di tutto il settore IT pugliese (circa 1.000 imprese) stimato in alcune migliaia.
Il comparto IT pugliese fa fatica in parte a reperire le competenze necessarie sul mercato del lavoro per supportare la sua crescita. Per contro, dall’analisi emerge che il 77% degli studenti e laureati in discipline informatiche delle Università pugliesi vorrebbe rimanere sul territorio per mettere a frutto le competenze acquisite e far sviluppare il tessuto socio-economico regionale.

Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform
Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform

Ciò che serve, secondo Marco Gay, Presidente di Anitec-Assinform, intervenuto alla presentazione del report, è “insistere per creare una nuova tradizione informatica Made in Italy grazie alle competenze che usano nuove materie prime, il “petrolio digitale”: intelligenza artificiale, cloud, big data e analisi dei dati, blockchain, Internet delle cose. In Puglia il settore informatico è assolutamente rilevante, fatto di grandi talenti e imprese che rappresentano eccellenze a livello nazionale e internazionale. Con le politiche adeguate, il settore può ancora crescere all’interno del panorama italiano al pari di alcune regioni del Nord perché crea importanti innovazioni nel mondo Ict”.

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