La digital transformation è un fenomeno inarrestabile che richiede processi evolutivi trasversali a tutte le aziende. Una sfida, in termini di tecnologie e specializzazioni, alla quale Red Hat partecipa guardando a artificial intelligence, machine learning, Internet of things, edge computing. E che sancisce la “vittoria” del software nella forma dell’open source.

“Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono”: è con queste parole prese a prestito dal Mahatma Gandhi, che Gianni Anguilletti, regional director Italia, Francia, Iberia, Israele e Grecia di Red Hat, sottolinea questo momento positivo per l’azienda, legato ad una domanda di mercato virtualmente illimitata. Una tendenza – sottolinea il manager – che trova un ulteriore riscontro nella presenza del Ceo di Microsoft, Satya Nadella, sul palco della convention annuale di Red Hat che riunisce nelle scorse settimane a Boston 8.500 clienti.

L’evento internazionale è un momento per condividere i risultati economici e le novità in campo, dalle evoluzioni organizzative che vedono in primo piano gli sviluppi della partnership con Ibm, al nuovo logo, che manda in pensione lo shadowman ma vuole mantenere la stessa promessa verso l’open organization, alla crescita del portfolio, ai nuovi investimenti.

Gianni Anguilletti, regional director Italia, Francia, Iberia, Israele e Grecia di Red Hat
Gianni Anguilletti, regional director Italia, Francia, Iberia, Israele e Grecia di Red Hat

La piattaforma evolve con il business

Anguilletti condivide a Milano le novità anticipate al summit internazionale. A partire dai dati economici. A conclusione dell’anno finanziario 2019 (il bilancio si chiude il 28 febbraio, l’azienda è già nell’esercizio 2020), i risultati si confermano positivi.

Red Hat - Risultati esercizio finanziario 2019
Red Hat – Risultati esercizio finanziario 2019

“Registriamo quasi 70 trimestri consecutivi in crescita in termini di utili, forse non è una fatalità” esordisce il manager. I ricavi a livello globale crescono del 15% a 3,4 miliardi di dollari (l’Italia performa meglio degli altri paesi a livello mondiale), composti per l’88% da sottoscrizioni nei strategic product” a maggior marginalità. Si parla cioè di tutte le attività che ruotano attorno a Red Hat Entreprise Linux – da JBoss, a OpenStack e OpenShift, al Paas, al cloud, all’automazione, allo storage – come risultato di una crescita esponenziale di aziende che si affidano alla piattaforma (sono circa 1.300 i clienti OpenShift e circa 1.000 quelli Ansible).

Tra i principali nomi del large business si citano Bmw, Volkswagen, Ups.  A livello italiano, si fanno gli esempi di Agos, Bper e Nexi, aziende del finance che acquisiscono maggiore agilità al servizio del business, oppure Poste Italiane, Inail e Istat nella PA, che si affidano a Red Hat per andare in autonomia, o ancora Tim tra le Telco che innova la rete facendo leva su Red Hat Openshift. O infine, Bosh e Snam nel settore oil & gas o Coopservice e Siae nel mid market.

All’aumento del business corrisponde un incremento della forza lavoro, che cresce del 10% anno su anno. In questo contesto si richiede una sempre maggior presenza di tecnici (quelli che amano definirsi Redhatters) per lo sviluppo delle attività, che devono migliorare le loro competenze “perchè l’open source porta innovazione anche all’interno della community”, precisa Anguilletti. 

Cresce parallelamente la dimensione aziendale. Oggi Red Hat conta circa 13.500 dipendenti a livello globale, 170 sul mercato italiano, l’ultimo anno vede l’apetura di 20 nuovi uffici, per un totale di 105 nel mondo.

Due rilasci per svincolare l’IT

Un business globale che alimenta 2 miliardi di dollari in liquidità pronta per lo sviluppo di nuove acquisizioni strategiche e sviluppo di prodotti.  

Su quest’ultimo fronte, la società annuncia due importanti rilasci. Dopo l’ultimo avvenuto nel 2017 che vedeva protagonista Linux Container, questa volta si tratta di Red Hat Enterprise Linux 8 e Red Hat OpenShift 4, già disponibili sul mercato.

Red Hat Enterprise Linux 8 è una piattaforma che offre nuovi livelli di intelligence, automazione e produttività agli sviluppatori, fornendo una base più consistente per il business, server bare-metal, container Linux, cloud pubblici e privati. Un advisor che suggerisce miglioramenti al sistema operativo. Red Hat OpenShift 4 è invece la container platform multi cloud che inserisce una nuova generazione di applicazioni in ambiente hybrid cloud.

“Non si innova per sé ma al servizio dei driver, anche per svincolare l’IT dal semplice ruolo di supporto – commenta Anguilletti -; tutti i nuovi prodotti sono allineati a questa unica visione sposata dall’inizio, che vede Linux al centro per trovare soluzioni da erogare su strutture ibride. Lo stesso messaggio di 15 anni fa esiste ancora: non legarsi ad un unico vendor di hardware per mantenere il controllo e non essere vincolati“.

Red Hat - Allineamento di prodotti e partnership nella vision
Red Hat – Allineamento di prodotti e partnership nella vision

Microsoft e Ibm inserite nelle strategie 

Si rafforza l’ecosistema delle collaborazioni con vendor e system integrator e le partnership, dove protagoniste sono Microsoft e Ibm, che a Boston vedono i due rispettivi Ceo 
sul palco quasi in contemporanea. 

La partnership con Microsoft si concentra su Azure Red Hat OpenShift per aumentare il numero di azioni per il cliente a favore dello sviluppo del cloud ibrido.

L’operazione con Ibm, dopo l’approvazione delle autorità americane di qualche giorno fa, attende ora (esattamente il 27 giugno) il riscontro da parte dell’Unione europea per il via libero definitivo alla fattibilità dell’operazione.

Intanto, “analisti e partner stanno comprendendo la valenza dell’operazione che ha i requisiti per rappresentare qualcosa di storico, perchè ha i presupposti per creare ancora maggior valore per il cliente”, dichiara Anguilletti

Un’alleanza che parte con la volontà di mantenere l’autonomia dei due gruppi per mantenere equilibri consolidati, che vedono da un lato Red Hat come catalizzatore di innovazione grazie alla comunità open source e come veicolo di sviluppo con una posizione di rispetto guadagnata attraverso indipendenza dichiarata; lato Ibm con l’esperienza nei processi end to end in ogni settore merceologico.

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