Trasmettere le tecnologie in modo concreto e dinamico ponendosi come elemento di rottura, sfruttando la metafora di un ponte tra passato e futuro. Questo il messaggio emerso al Cisco Partner Club 2019, la due giorni di Riccione che raduna 650 persone, di cui 530 partner, 120 responsabili Cisco, 14 sponsor.

Siamo all’ottava edizione (la scorsa si era tenuta a Genova) dell’evento dedicato ai partner che collaborano con Cisco, per un confronto sulle evoluzioni del settore e un excursus sulle ultime tecnologie messe in campo per sviluppare nuovi business, ma anche per festeggiare i 25 anni di vita di Cisco Italia.

Un traguardo accompagnato da un importante risultato: l’Italia è la country che registra i migliori risultati a livello europeo. Sul palco, Giorgio Campatelli, partner organization leader Cisco Italia, esibisce la coppa ricevuta ad agosto a Las Vegas (in quell’occasione da Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia), sottolineando quanto il risultato sia merito di un lavoro di squadra con i partner, fidelizzati.

Giorgio Campatelli, partner organizazion leader Cisco Italia
Giorgio Campatelli, partner organizazion leader Cisco Italia

Semplificazione

Per l’anno fiscale 2020, l’obiettivo è “crescere a doppia cifra e accelerare la digital transformationsemplificando il modo di fare business annuncia Eric Moyal, Coo Italia & South Europe partner organization leader -. Bisogna rendere più semplice lavorare con noi, questa è la richiesta che ci arriva dall’ecosistema italiano; dateci un po’ di tempo e il cambiamento arriverà, anche entro quest’anno. Già oggi siamo passati da 125 tool a 52, all’insegna della semplificazione”. 

Eric Moyal, Coo Italia & South Europe partner organization leader di Cisco
Eric Moyal, Coo Italia & South Europe partner organization leader di Cisco

“Una rete deve essere semplice, aperta, programmabile e  sicura – dichiara Santoni -. La più grande trasformazione che stiamo vivendo è credere nel servizio, aggiungere intelligenza al software e portarne il valore a partner e clienti. Ci sentiamo all’inizio di una nuova era dove ripensare la cybersecurity e vogliamo essere un ponte nei territori per creare nuove opportunità insieme ai partner. In questo contesto, Cisco deve pensare al modo di ricreare la rete, dove Internet valorizzi i contenuti”.

Agostino Santoni, AD Cisco
Cisco Partner Club 2019 – Agostino Santoni, amministratore delegato, Cisco Italia

Strategia di “contaminazione”

“Con una forte attenzione alle esigenze dei nostri utenti finali, continuiamo a sviluppare programmi di canale, marketing e formazione con sempre maggiore contaminazione”, dichiara Campatelli, presentando alcune novità tecnologiche a supporto di questa strategia.

A partire dalla piattaforma digital, Marketing Velocicy, che raccoglie tutte le funzionalità in un unico tool semplificato, mettendo a fattor comune le tecnologie Cisco a sostegno delle campagne digitali, con informazioni, contenuti e strumenti  di marketing. Come eventi in a box, portali gratuiti con sessioni verticali, documenti di approfondimento e una matrice disponibile sia per il partner sia per l’utente finale, che può aggiungere servizi per un confronto sulle tecnologie. 

Il lavoro di Cisco non finisce con la vendita, è il messaggio, e la strategia digitale dei clienti si deve adeguare con nuove specializzazioni. Nasce con questo scopo la una nuova divisione customer experience per seguire con gli utenti tutto il ciclo di vita del prodotto. Previste in quest’ambito due specializzazioni: CX e CX Manager, una figura di project leader.

“CX rappresenta il più grande investimento organizzativo di Cisco che ripensa la strategia dell’azienda – sottolinea Santoni -. L’organizzazione aiuterà i partner a trasformarsi, per una nuova interazione con i clienti insieme ai partner. Una divisione nata a livello worldwide che rappresenta un’unicità per le aziende e per noi, con una modalità completamente indiretta”.

Nuova era per la formazione

Il marketing non è sufficiente se mancano le competenze, fondamentali e da ripensare; la priorità è creare una nuova era della formazione. 

“Il mercato IT registra purtroppo una mancanza cronica di risorse dichiara Campatelli -, anche legata all’introduzione delle nuove tecnologie. Una tematica che va affrontata. Cisco vuole cambiare paradigma e sfruttare il beneficio che la tecnologia può dare. Il sentore è che la formazione abbia preso una deriva troppo tecnica, mentre deve essere programmata e sviluppata sulle esigenze specifiche, lavorando in team e ascoltando i partner”.

Diverse iniziative Cisco vanno in questa direzione e i partner sono ricettivi alla formazione, spiega Santoni. L’impegno del vendor è quello di formare nei prossimi tre anni 200mila persone. A Milano nascerà a breve un innovation denter globale sulla cybersecurity “un posto dove portare contenuti e risorse che rimetta l’italia in contatto con le Cisco accademy”. Estese le collaborazioni sulla sicurezza con molte università (Luiss, Federico II, Politecnico di Bari, Bocconi e Polimi insieme), dove Cisco vuol fare da ponte. Molte grandi imprese fanno formazione al personale interno – Snam ed Enel ne sono due esempi. Sono 5mila le certificazioni su corsi formativi Devnet, categoria di servizi con cui le reti non si configurano ma si riprogrammano, per personalizzare e risolvere casi di utilizzo dei clienti. 

L’innovazione spiegata dai giovani

Sul palco, a confermare dell’impegno sui giovani, una Choral session di innovatori che Cisco spiegano le tecnologie.

Anna Testa, sales specialist digitization, parla di innovation exchange che connette imprese innovative, per esempio per estrarre in tempo reali i dati dalle macchine, usando servizi e soluzioni innovativi. Come Cisco Meraki che controlla e configura reti, server e software in pochi minuti di aziende di ogni settore e dimensione. Lucia Cavaciuti, cybersecurity sales specialist, parla del nuovo modello zero chast adottato, che cambia paradigma superando la sicurezza perimetrale. Tutte le acquisizioni vanno in questa direzione, come Duo Cybersecurity in Cloud, “una sorta di Google per la ricerca degli attacchi, gratuitamente inclusa in ogni prodotto Cisco”Alessandro Maretti, systems engineer, parla di datacenter e spiega come questo non sia più un luogo fisico ma distribuito dove serve apertura al cloud, zero trust, uso di analytics e apertura al mondo delle Api, “the cisco datacenter goes everywhere you go”, è il motto. Andrea Sica, digital trasformation specialist, parla di Webexpiattaforma per lavorare tra colleghi in remoto in real-time che unisce hardware e software on cloud e grazie ad un mix di IoT, ML e security supera lo spazio fisico con una visione immersiva. L’assistente vocale Eva, grazie al riconoscimento facciale, crea la storia dell’interlocutore e della sua azienda in tempo reale.

Andrea Sica, digital trasformation specialist, parla di Webex
Cisco Partner Club 2019 – Andrea Sica, digital trasformation specialist, parla di Webex

La parola ai partner

L’area espositiva del Palariccione si divide in 4 aree tecnologiche – compute, connect, collaborate, secure –, dove si spiegano le soluzioni pensate da Cisco per le Pmi.

Incontriamo qui Imagicle, azienda toscana che collabora strettamente con Cisco dal 2010. “Studiamo una piattaforma che offra una risposta agli utenti finali che acquistano una parte della tecnologia ma hanno successivamente bisogno di una customizzazione, di qualsiasi genere”, spiega Riccardo Rolfo, channel manager UK & Italy della società. 

Paolo Grassi, commerciale di canale Panduit, spiega la partnership a tre con Signify, che unisce software, connettività e illuminazione in ottica green, dove punto focale è il risparmio di internet nell’It.“Una partnership a tre fondamentale per aiutare i clienti finali a creare ambienti che comunichino tra loro, dati, telefonia Ip, telecamere e illuminazione”.

Nell’area securityAlberto Peretti di Radware, spiega la strategia dell’azienda nell’ambito della partnership con Cisco. “Vogliamo aggiungere un ulteriore step alla nostra strategia, response e velocità anche nel cloud. Il perimetro sta scomparendo, la chiave è una soluzione sia in cloud che on premise che contrasti tutti gli attacchi zero day”.

Tra le aziende che collaborano a stretto contatto con Cisco, in area compute, Veeam, partner da diversi anni nella strategia di datacenter e backup dati di primo livello. “Per Veeam  la forza del canale è fondamentale – dichiara Elena Bonvicino, manager of channel Italy di Veeam -. Cisco per noi è fondamentale non solo per l’integrazione tecnologica ma rappresenta un vero e proprio partner di vendita; la forza della relazione è legata al fatto che abbiamo la soluzione di data protection all’interno del loro listino e sviluppiamo costantemente una serie di programmi e attività congiunte”.

In quest’area presente anche Cohesity,“uno dei migliori investimenti nell’ambito dei 2 milardi di euro spesi in ambito startup”, dichiara Cisco.

Cisco Partner Club 2019
Cisco Partner Club 2019 – area espositiva
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