La fine dell’anno, con l’accelerazione a livello politico dovuta alla chiusura della manovra economica, ha portato grandi novità, e qualche buona notizia, per l’avanzamento della digitalizzazione nel nostro Paese. Su SPID in particolare, cominciano a verificarsi le condizioni e gli eventi per i quali stiamo lavorando da quasi un anno nel nostro gruppo di lavoro #ClubTI4SPID, e da quasi tre anni come ClubTI Milano!

Come sempre quando il mondo fa quello che chiedi, lo fa a modo suo, in parte inatteso ed energicamente discusso, eppure… Vuoi vedere che gli anni ’20 saranno quelli dell’esplosione del digitale in Italia, e il 2020 l’anno della svolta sull’identità digitale?

Con questa speranza, consona al clima di aspettativa e di rilancio tipico di ogni inizio d’anno, vi proponiamo di commentare insieme quel che sta succedendo nella prospettiva delle imprese. Gli snodi recenti che proponiamo alla vostra attenzione sono tre, tutti elementi di una svolta che sarà lunga e complessa, e proprio per questo preziosa, attesa e promettente. Una svolta in un percorso lungo e positivo. Questa svolta è iniziata nel 2019, noi scommettiamo che nel 2020 si completerà e lavoreremo per contribuirvi.

  • L’annuncio del nuovo Piano dell’Innovazione Nazionale del Ministro Pisano, in cui viene proposta, tra gli altri temi, una ridefinizione del modello di business di SPID (SPID a gestione pubblica), una convergenza con CIE e soprattutto un nuovo ambito più ampio e fonte di discussione: identità unica per migliaia di servizi pubblici e privati.
  • La comparsa di nuovi Service Provider SPID, tra cui Infocert, già IDP, che permette a ogni utente SPID (di Infocert stessa e di ogni altro IDP) di firmare contratti digitalmente al massimo livello di tutela legale.
  • L’accesso SPID-only (ovvero CIE o CNS) tramite portale nazionale all’insieme dei Fascicoli Sanitari Elettronici di tutte le Regioni.

Piano Pisano, roadmap in continuità per l’identità digitale unica

Il 17 dicembre il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione Paola Pisano ha presentato il piano nazionale dell’innovazione a lungo termine – “2025”.

Restano ancora da chiarire molti dei meccanismi concreti e in particolare le fonti di finanziamento, mentre alcuni degli indirizzi raccolgono l’attenzione, la perplessità e il contributo della politica ai massimi livelli nazionali. Anche proprio grazie a questa discussione possiamo comunque considerare il piano l’apertura di una nuova fase, in particolare sull’identità digitale.

Paola Pisano, Ministro per l'innovazione tecnologica e la digitalizzazione, durante la presentazione del Piano nazionale Innovazione
Paola Pisano, Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, alla presentazione del Piano nazionale Innovazione

Ecco che cosa ci ha più colpito:

  • la priorità all’identità Digitale: tra le 20 azioni previste in tutto dal piano, tra le 5 presentate quel giorno, “identità digitale” è stata la prima;
  • la pervasività: si è parlato di un’identità unica dall’home banking all’ecommerce alla PA, gestita dallo stato, gratuita per sempre e semplice per ogni cittadino;
  • la continuità: al di là delle modifiche necessarie nel transitorio, è chiaro oggi che SPID è punto di partenza e componente essenziale della nuova identità digitale nazionale unica (“reloaded”), si coordinerà con CIE, e sarà gestita da una rete di soggetti pubblici e privati.

Il rischio che si riparta da zero buttando anni di esperienza e un patrimonio di competenze sembra lontano.

Rispetto alle nostre proposte:

  • La roadmap che chiedevamo già in aprile ad AgID per permettere alle imprese di decidere di adottare SPID, adesso è definita.
  • L’ambito pervasivo, oggetto delle discussioni più animate sui media e i social, posiziona chiaramente questa identità come concorrente a guida pubblica delle identità digitali gestite dagli operatori di piattaforma internazionali, come proponevamo nello stesso articolo.
    Di usare l’identità digitale nazionale per servizi digitali privati si parla fin dall’inizio di SPID. Che la discussione sia così viva oggi ci dimostra l’importanza di una comunicazione adeguata a cittadini e imprese su questo aspetto.
  • Il modello di business, che passa da privato a pubblico, una scelta politica, è ora più semplice e supera quello che era rimasto sostanzialmente inchiodato per tutto il 2018 e il 2019. Nel primo anno e mezzo da quando SPID è diventata accessibile alle imprese, a febbraio 2018, una sola impresa aveva aderito (Acquirente Unico per il Portale Consumi Energetici di ARERA). Noi chiedevamo di stimolare il mercato privato: meglio ancora che lo si ricostruisca con un nuovo sostegno economico dello stato.

Molto lavoro resta da fare, innanzitutto articolare con chiarezza e in profondità quali presidi e garanzie proteggeranno i nostri dati personali anche sensibili che questo sistema raccoglierà – tenendo bene in mente che decine di milioni di noi, a cominciare da chiunque abbia uno smartphone o usi un servizio di bike sharing internazionale, presta implicitamente il consenso alla condivisione di dati ben più delicati con i gestori internazionali delle grandi piattaforme.

Nel frattempo, abbiamo finalmente le basi per quella nuova strategia di comunicazione a imprese e cittadini, oltre che alle pubbliche amministrazioni, che promuoviamo dall’estate e alla quale potremo contribuire ancora meglio su queste basi.

I nuovi Service Provider privati

Poco prima di Natale, AgID ha annunciato che altre imprese sono diventate fornitori di servizi privati: hanno terminato la procedura e – firmando la convenzione con AgID – abilitato l’accesso ad alcuni dei propri servizi digitali con SPID: ad Acquirente Unico si aggiungono ora Lottomatica, evoloweb, Namirial e Infocert.

Aziende molto diversificate, quindi, grandi e piccole, e per quanto riguarda gli ultimi due si tratta di due Identity Provider che aprono a SPID i loro servizi commerciali.

Poiché #ClubTI4SPID lavora per aiutare le imprese ad adottare SPID – e SPID a farsi adottare dalle imprese – guardiamo con favore a questa evoluzione e più ancora al fatto che AgID, per natura e per storia più vicina alle Pubbliche Amministrazioni, e lo stesso ministro e il suo staff condividano con noi la convinzione che solo armonizzando amministrazione pubblica  e impresa privata sul tema delle identità digitali si potrà dare maggiore impulso all’utilizzo del sistema pubblico d’identità digitale da parte dei cittadini.

L’esempio oggi più concreto di questa impostazione e dei benefici che offre a cittadini e imprese viene da Infocert, una grande organizzazione leader nell’erogazione di servizi fiduciari digitali ad imprese e cittadini.

Oggi Infocert offre ad ogni cittadino e ad ogni impresa anche tramite SPID la possibilità di ottenere in maniera semplice una firma elettronica qualificata, quella legalmente più robusta con la quale si può comprare online persino una casa.

La novità vera, quindi, è che da oggi uno di questi prestatori di servizi fiduciari, che permettono alle imprese di far sottoscrivere contratti online ai propri clienti, decide di aprirsi a SPID, per offrire alle aziende sue clienti la possibilità di semplificare a loro volta l’interazione con i cittadini clienti loro. Infocert accetta così di compensare tutti gli altri Identity Provider (IdP) SPID per l’autenticazione delle identità dei cittadini che hanno un profilo SPID gestito da questi altri IdP, contribuendo alla sostenibilità dell’ecosistema complessivo già nel modello di business attuale.

L’accesso SPID-only ai Fascicoli Sanitari Elettronici (FSE)

Nel gruppo di lavoro #ClubTI4SPID, nei mesi passati,  abbiamo trattato in modo approfondito  il problema dello switch off delle credenziali proprie delle diverse amministrazioni, nell’attività SPID: accelerare lo switch off.

La crescita modesta seppur continua degli utenti SPID, a nostro giudizio, avrebbe potuto essere accelerata se qualche grande amministrazione avesse dato anche solo un primo segno di voler superare le attuali credenziali ad hoc, in particolare impegnandosi ad erogare come SPID tutte le nuove identità richieste dai cittadini dopo una certa data.

Ci sembra quindi molto importante la notizia dell’istituzione di un accesso unico tramite SPID al fascicolo sanitario elettronico a livello nazionale. Si tratta di una nuova modalità di accesso interregionale, per la quale non si forniscono nuove credenziali ad hoc ma si utilizzano solo metodi di autenticazione definiti a livello nazionale (art.64 del CAD), ossia SPID, CIE o CNS.

Anche se non imminente (siamo ancora alle Linee Guida) il Sistema Nazionale FSE colma una lacuna oggi rilevante, permettendo ai cittadini che risiedono temporaneamente in regioni diverse  di avere un punto di accesso a livello nazionale verso i vari FSE regionali, superando una frammentazione che ha causato finora disagi, duplicazioni o perdita di informazioni.

Questa nuova modalità di accesso ai dati sanitari prefigura anche innovazioni ambiziose prospettate in altri capitoli del Piano Nazionale Innovazione. Siamo certi che affrontare questi nodi così complessi darà impulso all’evoluzione di tutti gli ambiti del piano, a partire da quello dell’identità digitale.

Concludendo…

Il piano dell’Innovazione Nazionale prevede che la governance dell’Identità Digitale dovrà essere unica ed erogata gratuitamente dallo Stato e non più dagli Identity provider.

Questo nuovo indirizzo, che prevede una convergenza con CIE, conferma il ruolo dello SPID attuale come pietra angolare dell’identità digitale futura, e quindi l’opportunità per le imprese di sperimentare già subito l’adozione della futura identità digitale unica, a partire da SPID. E’ il momento di rilanciare, con i nuovi interlocutori pubblici e gli attuali privati, tutto ciò che aiuti ancor più concretamente le imprese ad abbracciare questo strumento importante di innovazione e trasformazione digitale. Nel farlo, auguriamo a chi ci legge un ottimo inizio d’anno.

Di Gianluca Marcellino, Ornella Fouillouze, Gianfranco Gauzolino – ClubTI Milano

© RIPRODUZIONE RISERVATA