La pandemia globale di Covid-19 apre scenari inediti, dalle implicazioni enormi sul mondo produttivo. La necessità di limitare gli spostamenti e ridurre il rischio contagio ha richiesto alle aziende di cambiare rotta verso una nuova modalità di lavoro. I team IT si sono trovati a dover convertire l’intera forza lavoro da remoto, forzando i propri limiti per distribuire ambienti di lavoro digitali in tempi rapidissimi.

Per alcune aziende, già proiettate al modello smart working, il passaggio è stato semplice, per molte altre si è trattato di un momento estremamente stressante. Nel complesso, la reazione dei Cio è stata però efficace e ha mostrato, insieme alle criticità, tutte le potenzialità di questa nuova modalità di lavoro. Prova ne è il fatto che oltre l’emergenza si studiano modelli a lungo termine che consentano di lavorare in maniera produttiva e flessibile anche in futuro.

Citrix tasta il polso ai Cio

Quella che stiamo sperimentando è dunque un’esperienza che darà al mondo del lavoro una forma totalmente nuova e un ruolo ancora più strategico all’IT. Dinamiche confermate dai risultati di un’indagine commissionata da Citrix a Censuswide che su 7 Paesi a livello globale ha interpellato 3.700 Cio per misurare gli impatti della pandemia sul mondo del lavoro e sul loro particolare ruolo. 

Lo studio mostra come i Cio stiano già pianificando il lavoro del futuro, cercando nuove modalità e nuovi equilibri. Il 72% dei Cio sta velocizzando i propri progetti di digital transformation per rendere possibile il lavoro da remoto anche a lungo termine e il 44% sta portando avanti i propri piani di oltre un anno.

Verso un modello di lavoro ibrido

La gran parte dei Cio, il 75%, è convinta che i dipendenti non vorranno tornare a lavorare con le stesse modalità di prima della pandemia ma richiederanno maggiore flessibilità, dove la possibilità di lavorare da casa sia solo una componente. 

Una possibilità generalmente ben vista dalle imprese: il 71% degli intervistati pensa infatti che i dipendenti possano collaborare con la stessa efficacia, sia in ufficio che a casa, e il 69% afferma che per la maggior parte delle aziende lavorare da casa si sia rivelato sorprendentemente facile.

Si prospetta dunque una significativa rottura rispetto al consueto modo di lavorare che sottolinea l’urgenza di un ambiente di lavoro ibrido che consenta il lavoro da remoto anche in una prospettiva a lungo termine.

Anche in questo caso, i Cio si stanno già attrezzando. L’indagine rileva che il 62% dei dipartimenti IT sta considerando l’idea di ridimensionare l’infrastruttura IT fisica a favore di un modello cloud. Il 44 % sta pensando a una transizione al cloud per facilitare il lavoro da remoto a lungo termine.  Il 42% ha deciso di anticipare l’introduzione di piattaforme per workspace digitali.

Citrix Workspace
Citrix Workspace

IT, ruolo decisivo oltre l’emergenza

In questo contesto estremamente critico, i Cio e i loro team hanno dovuto attrezzarsi per realizzare ambienti di lavoro sicuri e affidabili, per mantenere motivati e produttivi i dipendenti e attive le aziende.

La loro visibilità è di conseguenza aumentatala, così come la considerazione del loro ruolo e la reputazione: il 77% dei Cio dichiara che l’IT viene oggi visto come “un elemento decisivo per l’azienda”, mentre il 55% crede che il suo nuovo job title dovrebbe essere “guerriero del lavoro da casa” o anche “salvatore dell’azienda”. Riconoscimenti che per contro richiedono ai CIO di pagare un prezzo in termini di impegno, con il 77% di loro che dichiara di patire l’aumento del livello di stress.

Sicurezza, al centro della sfida

Nello scenario delineato, la sfida si gioca anche sul piano della sicurezza e non va sottostimata perché i dipartimenti IT devono affrontare nuove minacce essendo spesso impreparati.

Secondo i risultati della ricerca, il 48% dei Cio ammette infatti che la propria azienda non ha un piano di business continuity per permettere alla maggior parte dei propri dipendenti di lavorare da casa e il 61% trova che sia difficile attuare questo cambiamento.

La rapida adozione del lavoro da remoto apre una nuova serie di preoccupazioni e di sfide con cui i Cio devono misurarsi. Tra le principali insidie, la minaccia della “Shadow IT”: il 54% dei manager afferma che l’installazione di software non approvato da parte dei dipendenti è aumentata esponenzialmente; il 71% rileva che i dipartimenti IT hanno visto un aumento di query legate alla sicurezza a causa del lavoro da remoto in risposta a Covid-19; il 70% dichiara che aggiornamenti e patch di sicurezza sono diventati una parte significativa del lavoro a causa della veloce introduzione di nuovo software e nuove applicazioni; il 68% è preoccupato sulla sicurezza delle informazioni perché molti dipendenti utilizzano software non autorizzato o conforme; il 73% afferma che alcuni dei propri dipendenti utilizza dispositivi personali.  

Non perdere tutti gli approfondimenti della room Citrix Business Continuity As Usual

© RIPRODUZIONE RISERVATA