Prosegue il trend crescente del Gruppo Esprinet, soprattutto al di fuori dei confini italiani, e con prospettive positive anche per il futuro. In uno scenario in cui l’emergenza Covid appare superata, con un ritorno alla quasi totale normalità nell’approvvigionamento dei prodotti, anche la domanda dei prossimi mesi è infatti prevista in accelerazione, soprattutto in virtù dei fondi collegati al Pnrr in arrivo in Europa e in particolare in Italia e Spagna, i due principali mercati in cui opera il gruppo. Destinatari, anche, del 55% circa dell’ammontare complessivo stanziato dal programma di finanziamento europeo, con oltre il 20% degli investimenti destinato all’innovazione digitale.
 
Alessandro Cattani
Alessandro Cattani, amministratore delegato di Esprinet

“Nel 2022, Gruppo Esprinet, superando i risultati record dell’anno precedente, registra un ulteriore miglioramento dell’utile netto, con ricavi invariati, nonostante un anno contraddistinto da gravi turbolenze geopolitiche e dai conseguenti impatti sul fronte inflattivo, da tassi di interesse in aumento e in generale da un indice di fiducia dei consumatori e delle imprese in calo”. E’ Alessandro Cattani, amministratore delegato di Esprinet, a commentare i risultati del bilancio di gruppo al 31 dicembre 2022, appena approvati dal Cda, che evidenziano un business in salute insieme ad alcuni cambi importanti di direzione che riguardano il gruppo. 

“L’anno appena concluso segna un punto di svolta fondamentale nella nostra storia e riteniamo anche nel tipo di percezione che il mercato avrà di noi, sancendo l’avvenuta trasformazione in distributore internazionale a valore aggiunto“, dichiara Cattani. E’ questa una delle grandi novità per il gruppo che è oggi attivo in quattro nazioni e per il quale il fatturato proveniente da attività svolte sui mercati esteri, Spagna in particolare, sale a circa il 40% del totale, con un Ebtida generato in queste aree pari al 45% del totale. Un secondo sostanziale cambiamento si registra anche nella composizione della clientela. Ma la vera grande trasformazione deriva dal cambio di mix di prodotto distribuito, che sancisce il sorpasso delle soluzioni e dei servizi sui prodotti “fisici”

2022, risultati di bilancio

Entrando nel dettaglio dei risultati, nel 2022 i ricavi da contratti con clienti del gruppo raggiungono i 4.684,2 milioni di euro, in linea con i risultati del 2021; nel solo quarto trimestre, i ricavi si attestano a 1.466,5 milioni di euro, in flessione dell’1% sullo stesso trimestre dell’anno precedente. L’utile netto è pari a 47,3 milioni di euro, in crescita del +7% rispetto ai 44,1 milioni di euro del 2021.

In Italia il trend è negativo, con ricavi pari a 2.751,7 milioni di euro, in calo del -4% rispetto al 2021 (in un mercato della distribuzione che – secondo la società di ricerca inglese Context – con un giro d’affari di 9,5 miliardi euro risulta pressoché in linea con l’anno precedente). Anche l’utile netto, pari a 16,1 milioni di euro, cala del -13% rispetto ai 18,5 milioni di euro del 2021.

A fronte del calo italiano, cresce il mercato spagnolo, con ricavi pari a 1.749,6 milioni di euro, il +4% rispetto al 2021, e in modo ancora più importante il Portogallo, con ricavi pari a 126,5 milioni di euro, in aumento del +18% rispetto al 2021, consolidando ulteriormente la propria quota di mercato e portando i ricavi complessivamente realizzati dal Gruppo nella penisola iberica a quasi 1,9 miliardi di euro.

Guardando all’andamento delle linee di business in cui opera il gruppo, secondo la segmentazione introdotta lo scorso anno in “cinque pillar”, gli screens (Pc, tablet e smartphone) arretrano del -6%, in linea con il calo del mercato. I segmenti di solutions e servizi registrano invece insieme un forte incremento (+19%), facendo meglio del mercato che, sempre secondo le stime di Context, segna un +16%. I ricavi di solutions e servizi salgono a 900,1 milioni di euro rispetto ai 754,2 milioni di euro del 2021 e, in coerenza con la strategia del Gruppo di focalizzazione sulle linee di business alto marginanti, la loro incidenza sulle vendite totali sale al 19% (16% nel 2021). Le solutions si confermano la linea di business che genera più Ebitda Adjusted in valore assoluto, superando la linea degli screens che, pur fatturando il triplo, registrano valori di redditività inferiori di circa 1,0 milione di euro.

“Dopo oltre 20 anni di cammino, il Gruppo Esprinet conclude una prima importante tappa diventando principalmente un distributore a valore aggiunto progressivamente emancipandosi dalla sua storia di distributore di Pc e stampanti a basso margine – commenta ancora Cattani -. Potremmo quindi definire questo come l’anno del “sorpasso”, con una vera grande trasformazione legata al cambio di mix di prodotto distribuito. Nel 2022, per la prima volta nella nostra storia, l’Ebitda generato dalle solutions è stato infatti superiore a quello generato dagli screens (Pc e telefoni) che pure rappresentano il 58% del fatturato totale contro il 19% delle solutions”.

Guardando infine ai segmenti di clientela, nel 2022 il mercato nel sud Europa registra una crescita del +9% nel segmento business (IT Reseller) a fronte di una flessione del -9% nel segmento consumer (Retailer, E-tailer), in ulteriore peggioramento rispetto alla chiusura di settembre 2022 (-7%). I ricavi del gruppo mostrano un andamento, rispetto allo scorso anno, che sovraperforma il mercato nel segmento business (3.059,6 milioni di euro, +16%) e che sottoperforma nel segmento consumer (1.837,0 milioni di euro, -16%).

Il peso delle vendite a IT Reseller nel 2022 sale al 62% contro il 55% nello scorso anno, progressivamente riducendo il peso del segmento consumer a maggiore pressione sulla scontistica.

“Nel 2020 il peso delle vendite ai retailer e quindi indirettamente il peso delle vendite guidate dai consumi delle famiglie era stato di circa il 50% mentre nel 2022, grazie alla forte focalizzazione sulle attività nel segmento delle solutions (prodotti per data center, software, cloud, cybersecurity per le medie e grandi imprese) è sceso al 38%. Il Gruppo ha ora una esposizione molto maggiore alla dinamica della domanda delle imprese e dei governi rispetto a quella dei consumatori, in coerenza con la strategia delineata nel 2021″, conclude Cattani.

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