Le economie digitali si basano sulla capacità di scambiare e spostare in rapidità grandi quantità di dati. E’ tra le esigenze primarie delle aziende ma può rappresentare anche un problema quando non si dispone di sistemi di interconnessione adeguati. Intendiamo, nello specifico, la possibilità di attivare uno scambio di traffico diretto e privato tra le parti all’interno di un centro dati di ‘colocazione’ neutrale che è in grado di consentire il collegamento diretto tra aziende, senza bisogno di un fornitore di rete terzo. Una possibilità che rappresenta sempre più un’opportunità per operare meglio e in sicurezza tanto che la larghezza di banda dei sistemi di interconnessione globale cresce a ritmi doppi rispetto a quanto cresce Internet.
L’ultima edizione del Global Interconnection Index (Gxi) di Equinix fornisce specifiche informazioni relative a crescita e trasformazione delle economie digitali proprio a partire dalla crescita delle interconnessioni ed offre un’analisi del panorama in evoluzione dell’economia digitale. Le previsioni offerte nascono dalla combinazione dei dati di Equinix sull’interconnessione con le ricerche di market intelligence e questa edizione in particolare fornisce una stima dell’adozione dell’interconnessione in tutte le strutture carrier-neutral (comprese quelle di terzi) nel 2022 con relativa crescita prevista fino al 2026.

Equinix Gxi Report 2024 Previsioni
Equinix Gxi Report 2024 – Le previsioni al 2025 e al 2026

Equinix Gxi 2024 si spinge oltre il tema specifico e, proprio dall’incrocio dei dati, evidenzia come per soddisfare le esigenze di tecnologie ad alta densità, in crescita, di dati legati all’AI, all’utilizzo del 5G e all’edge computing, i decision maker del campo IT preferiscono non investire più nel lungo termine su apparecchiature fisiche (server, router e array di storage), prediligendo modelli flessibili basati su consumo e sottoscrizioni. Il passaggio da modalità di acquisto Capex a Opex è iniziato con l’adozione del multicloud, ma ora sta diventando la norma per tutte le infrastrutture fino all’edge, e questo perché le aziende vogliono essere agili nell’architettare la propria infrastruttura ovunque, garantendo al contempo l’accesso alle tecnologie più efficienti. In concreto, entro il 2026, l’80% dei nuovi investimenti in infrastrutture digitali aziendali sarà gestito attraverso un modello basato sulle sottoscrizioni.

Emmanuel Becker, presidente di Ida
Emmanuel Becker, managing director, Equinix Italia

Emmanuel Becker, managing director di Equinix Italia spiega che “le aziende stanno integrando la tecnologia per cambiare radicalmente le operazioni e fornire valore in modo elettronico, spostando i ricavi verso servizi digitali e digitalizzati”. Sono proprio le collaborazioni e gli scambi b2b tradizioni a trasformarsi in veri e propri ecosistemi digitali ma “ogni settore sta sviluppando le proprie forme di scambio elettronico e le aziende che hanno utilizzato gli ecosistemi per le loro infrastrutture si stanno già abbonando ai servizi, invece di crearne dei propri, componendo dinamicamente le competenze da servizi indipendenti e raggiungendo nuovi livelli di flessibilità”. Sfruttando l’As-a-Service per le funzioni di base, le aziende potranno liberare risorse per concentrarsi sulle competenze e sulle capacità che differenziano il business”.

I trend che si presentano alla lettura del report sono dettagliati. E per quanto riguarda la crescita delle interconnessioni mette a fuoco che la larghezza di banda di interconnessione globale crescerà a un tasso di crescita annuale composto del 34% su cinque anni, mentre le organizzazioni oggi si connettono con il 30% in più di partner commerciali in un numero doppio di località, rispetto al passato fotografato nella precedente edizione Gxi. Si prevede poi che i settori aziendali maturi – come quello bancario e assicurativo, quello del commercio all’ingrosso e al dettaglio e quello sanitario e del life science –  cresceranno più rapidamente, mentre il settore pubblico, di dimensioni più ridotte rispetto ad altri settori rappresentati nel Gxi, è quello che sta crescendo più rapidamente. Saranno i fornitori di servizi a consumare ben il 62% della larghezza di banda disponibile in interconnessione ed è proprio l’infrastruttura edge a crescere nei consumi in modo più veloce, tanto che si prevede un’espansione a un ritmo due volte superiore a quello core fino al 2026.

Equinix Gxi 2024 la crescita Edge
Equinix Gxi 2024 la crescita dei consumi di banda per le interconnessioni edge

Per quanto riguarda Emea che comprende anche l’Italia, quest’area rappresenta il 24% delle previsioni di interconnessione e crescerà con un Cagr del 33% fino al 2026. Sono i provider di servizi a sfruttare la maggior parte della larghezza di banda di interconnessione della regione, ma le imprese del settore industriale sono in accelerazione ed il loro tasso di crescita è del 38% (Cagr). Non mancano le caratterizzazioni specifiche. Per esempio Londra continua a essere il principale hub per i servizi finanziari, mentre Francoforte si distingue per la maggiore percentuale di larghezza di banda di interconnessione delle imprese, guidata dal settore manifatturiero e Madrid detiene il primato della larghezza di banda di interconnessione, grazie alla sua prossimità ai punti di attracco dei cavi sottomarini. Infine, Milano e Stoccolma si contendono testa a testa il secondo posto tra i consumatori di banda di interconnessione edge.

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