L’accordo ha sorpreso tutti. Qualcomm ed Apple sembra che abbiano trovato una via per risolvere le loro controversienon certo di breve corso – relative alle licenze di utilizzo di alcuni brevetti.
Una delle ultime “puntate” di questa querelle senza fine è stata scritta appena un mese fa, a marzo 2019: il tribunale di San Diego in quell’occasione ha stabilito che Apple avrebbe dovuto pagare a Qualcomm 31 milioni di dollari.

Ora l’accordo di Apple con Qualcomm prevede la firma di un contratto di fornitura dei chipset 5G di Qualcomm, che verranno utilizzati sugli iPhone, e il pagamento una tantum a Qualcomm di una somma non rivelata.

Qualcomm vede in un certo senso riconosciuti i propri diritti di licensing e diventa fornitore “privilegiato” di Apple per i prossimi cinque anni (con la possibilità di estendere l’accordo di altri due), Apple si avvantaggia nella fornitura dei chipset 5G, più di quanto sarebbe riuscita a fare fino ad oggi dovendosi rifornire dai competitor di Qualcomm.

Si può leggere la soluzione della vicenda anche in un altro modo. Apple non vive un ottimo momento nel mercato smartphone. Fatica a mantenere la propria quota di mercato, ha ceduto già una posizione nel corso dello scorso anno, superata da Huawei (agosto 2018).

La carica innovativa delle sue proposte non è più fattore distintivo come per le prime versioni di iPhone, tanto è che il primo smartphone 5G non è il suo. E’ vero che nel passato Apple non ha sempre identificato l’innovazione con l’introduzione per prima di nuove tecnologie quanto piuttosto attraverso la migliore integrazione hardware e software.

Tim Cook, Ceo di Apple

E’ possibile anche oggi, con il 5G procedere allo stesso modo? Cupertino ha quindi valutato che la chiusura di “un fronte” avrebbe fatto bene ai propri conti, tanto più con il 5G oramai in mainstream, almeno a parole (la Svizzera ha già acceso la rete commerciale).

Nell’accordo si può leggere anche la voglia di accelerare di Tim Cook, Ceo di Apple. Resta un altro punto aperto. Qualcomm fornitore di Apple è una cosa, fornitore “esclusivo” è un’altra. Nella lista dei vendor di modem 5G per smartphone ci sono anche Samsung, MediaTek e Huawei. Non caratterizza certo la strategia Apple affidarsi a un produttore a senso unico, per i componenti.   

Intel lascia il mercato modem 5G per smartphone

Fine del contenzioso, tutti contenti? Non proprio, a perdere la partita è infatti Intel. Temporaneamente Santa Clara è stata un valido fornitore di chip 5G per Apple, poi i rapporti si sono “raffreddati”. L’accordo con Apple si è rivelato in tempi diversi vitale ed esiziale per Intel (parliamo sempre e solo di modem 5G per smartphone), infatti era un accordo in esclusiva.

Apple si era già tirata indietro, timorosa per i ritardi di Santa Clara; mentre Cupertino ad inizio aprile ventilava la possibilità di produrre internamente i modem, Intel aveva provveduto a fornire una serie di rassicurazioni ma la data di integrazione sui dispositivi del modem Intel Xmm 8160 5G era oramai fissata per il 2020. Troppo tardi, pare. 

Bob Swan, CFO e CEO ad interim di Intel
Bob Swan, Ceo di Intel

Dopo la firma tra Qualcomm ed Apple, perso il cliente più importante, Intel ci ha messo davvero poco a lasciare il mercato dei modem 5G per il mercato smartphone, annunciandolo praticamente a caldo subito dopo la notizia.

In verità Santa Clara parla di scarsa redditività per questa specifica tipologia di prodotti che acquista senso se la vendita in volumi è più che importante. L’alta vendita in volumi sarà di Qualcomm.

Il portafoglio di tecnologie senza fili di Intel resta però vivo e ricco. L’azienda non abbandona certo la corsa su tutta la filiera IoT. Intel precisa, tramite il Ceo Bob Swan, che continuerà a lavorare sui modem 4G e 5G per gli altri dispositivi (pc compresi), IoT e le componenti funzionali a guidare la “cloudification della Rete”.

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