Innovare significa anche scommettere, puntare su nuove soluzioni e tecnologie per risolvere i problemi. In ambito blockchain prova a farlo 1Trueid, startup che offre una soluzione per il tracciamento end-to-end della supply chain. Ne parliamo con Emanuele Bertoli, founder & Cmo della realtà.

Come è nata l’idea che ha portato alla costituzione di 1Trueid e quali sono state le tappe fondamentali del suo sviluppo?

Bertoli: “La tecnologia alla base dell’offerta di 1Trueid nasce come risposta ad un bisogno di una delle società co-fondatrici, BerBrand. L’azienda, la cui attività core è la lavorazione della madreperla, per rispondere a specifici requisiti di sostenibilità, infatti aveva la necessità di monitorare e certificare la lavorazione della materia prima lungo tutta la filiera”.

Da questa esigenza, nel 2006, è stato sviluppato un protocollo basato su blockchain permissioned in grado di consentire la certificazione in tempo reale che disintermediasse un eventuale certificatore esterno.

Emanuele Bertoli, founder & Cmo di 1trueid
Emanuele Bertoli, founder & Cmo di 1trueid

Prosegue Bertoli: “Il sistema di tracciabilità, sviluppato all’interno del progetto Top (Tracking Original Products) e premiato allo Smau 2010, non solo ha permesso un maggior controllo e trasparenza dell’intera supply chain (dalla coltivazione della madreperla in Australia al prodotto finito) ma anche di ottenere un recupero di tempi e costi inerenti alle attività di logistica”.

La costituzione di 1Trueid, tuttavia, è avvenuta nel 2016 grazie agli investimenti dei co-fondatori. Da allora l’azienda ha continuato il suo processo di crescita grazie all’acquisizione di clienti come, per citarne solo alcuni, Hugo Boss e Colmar consentendole di raggiungere la recente approvazione del brevetto della soluzione.

Qual è la proposition con cui 1Trueid si pone sul mercato e quali sono gli elementi distintivi di 1Trueid?

Bertoli: “La soluzione di 1Trueid si basa su diverse tecnologie (QR Code, Rain, Nfc, Btle, Blockchain) al fine di integrarsi facilmente con i principali sistemi Erp/Plm aziendali esistenti. In particolare, grazie alla blockchain, 1TrueID consente alle aziende di monitorare in real time i propri prodotti lungo tutta la supply chain  garantendone la tracciabilità”. Al fine di prevenire la contraffazione dei prodotti e prevenirne la vendita su mercati/canali non ufficiali, la soluzione permette anche di verificare l’autenticità degli articoli.

Inoltre, una maggior trasparenza delle informazioni comporta benefici anche in termini di comunicazione e branding: di fatto, 1TrueID consente di creare un forte engagement tra clienti e brand.

Può raccontare un caso di successo di 1Trueid?

Bertoli: “Nel 2017, 1TrueID ha supportato il brand Alessandro Gherardi, specializzato nella produzione di camicie di alta sartoria, nello sviluppo del progetto “Su Misura Smart”. L’iniziativa ha visto l’utilizzo della tecnologia Nfc 1TrueID, basata su etichette dotate di chip Nfc– Near Field Communication, con il duplice obiettivo di:

  • offrire un servizio innovativo ai clienti che permettesse loro di fargli conoscere le singole fasi della lavorazione della propria camicia e poter personalizzare il proprio indumento;
  • consentire ai singoli rivenditori di programmare i riordini digitalmente e in maniera più dettagliata, grazie alla disponibilità dello storico degli acquisti di ogni singolo cliente.
Programmazione del tag NFC delle camicie di Alessandro Gherardi
Programmazione del tag NFC delle camicie di Alessandro Gherardi

Il tag Nfc, posizionato sotto l’etichetta del capo di abbigliamento, oltre a garantire l’autenticità e unicità del prodotto, permette di garantire ai clienti la trasparenza e sicurezza dei dati inerenti il proprio acquisto, in quanto raccolti e registrati su blockchain, dove ogni informazione è, per propria natura, certificata, condivisa e verificabile.

La possibilità data al cliente di tracciare il proprio capo di abbigliamento sull’intera filiera (dalla produzione alla consegna) consente di registrare risultati positivi anche in termini di customer experience. Infatti, in un’ottica di storytelling, “narrare” il prodotto fin dalla sua prima fase di realizzazione permette di coinvolgere maggiormente il consumatore instaurando una relazione brand-cliente immediata.

Quali gli scenari futuri della tecnologia blockchain e, in particolar modo, nel mondo retail?

Bertoli: “L’impatto di blockchain sulla trasformazione delle aziende è solo una questione di tempo: dal settore finanziario, il più attivo nella sua sperimentazione e implementazione, la tecnologia si diffonderà necessariamente con applicazioni possibili in tanti altri settori.

In particolare, nel mondo retail/luxury, oltre ad essere un valido strumento contro la contraffazione e la tracciabilità del prodotto, potrà aumentare il trust del cliente e rendere ogni prodotto un valido touchpoint di interazione con i customer.

Ciò permetterà alle aziende di adeguare le proprie strategie di marketing abbandonando la tradizionale logica push e implementando attività 1-to-1 con la conseguente possibilità di migliorare la percezione del brand”.

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