Più di 700 partecipanti, 70 speaker e 30 sponsor, decine di testimonianze e iniziative con il coinvolgimento dei più importanti attori della sanità italiana e internazionale. Sono i numeri con cui chiude Digital Health Summit, il convegno organizzato da NetConsulting cube, Aisis e Ggallery, a Milano, che vede la partecipazione di medici, direttori generali e sanitari, responsabili Ict, responsabili regionali e delle aziende strumentali, esperti e docenti, rappresentanti del mondo associativo, studenti, esponenti dell’offerta tecnologica, farmaceutica e dei dispositivi medicali.

Digital Health Summit quest’anno ha avuto come filo conduttore la Value Based Healthcare (Vbhc) declinata su molteplici piani: scenario internazionale e nazionale per comprendere il contesto evolutivo della sanità del futuro con diverse testimonianze di rilievo quale quella del professor W. Ricciardi; Dhs talk con i rappresentanti della filiera della sanità italiana; temi organizzativi e di processo discussi con i direttori generali di alcune aziende; gli impatti sul procurement e cosa significhi acquistare valore e misurarlo, gli impatti sui sistemi informativi e come questi debbano essere implementati e misurati rispetto a un modello di aderenza ai principi della Vbhc.

 

Annamaria Di Ruscio, Macrì e Pozza
Annamaria Di Ruscio, amministratore delegato di NetConsulting cube; Paolo Macrì, presidente di GGallery Group e Giuliano Pozza, Cio Università Cattolica

Digital Health Summit 2019 ha ospitato anche: W.In.E giunto alla seconda edizione per raccontare i meriti degli eLeaders, ovvero di tutti coloro – esperti, manager, medici, ricercatori … – che si sono distinti per avere portato la digital transformation all’interno delle proprie organizzazioni ed aziende; l’eHealth-a-thon che, attraverso la collaborazione tra ospedali, facoltà universitarie, vede la realizzazione di due progetti molto interessanti riguardanti i dati, le loro correlazioni e l’applicazione in logica di predittività; un workshop ristretto riservato ad alcuni stakeholder della sanità con un dibattito molto sentito e partecipe.

Due giorni e mezzo quindi in cui non si è solo dibattuto di innovazione, digitale e valore, ma si sono portati esempi concreti di quanto si sta facendo, attraverso la parola e le testimonianze di tanti medici e professionisti della salute.

L’evidenza che non siano i soliti “addetti ai lavori” a parlare di innovazione e digitale ma, al contrario, ci sia una eterogeneità di competenze e quindi di punti di vista, è l’esempio più lampante di come ormai il tema del digital sia intrinseco alla sanità e come non si possa nemmeno più parlare di Sistema Salute senza pensare al digitale.

Il convegno è stato anche l’occasione per dibattere e approfondire i risultati dell’Osservatorio eHealthLab – La Sanità italiana alla prova della Value Based Healthcare.

Sanità italiana alla prova di Vbhc
Sanità italiana alla prova di Vbhc (Fonte: NetConsulting cube, 2019)

L’analisi realizzata coinvolge oltre 130 responsabili e stakeholder del sistema sanitario italiano nell’arco di sei mesi. La fotografia che ne esce evidenzia da un lato l’elevata consapevolezza della necessità di fare evolvere il sistema verso un modello sostenibile basato sul valore e sulla sua misurazione, dall’altro l’arretratezza ancora presente sul fronte dell’execution.

Pochissime regioni affrontano in modo formalizzato il tema della Value Based Healthcare, rari gli esempi di ambiti concreti di applicazione e misurazione, qualche iniziativa sporadica di misurazione degli acquisti in logica di valore sta prendendo piede a livello di procurement.

Il percorso verso la sanità di valore
Il percorso verso la sanità di valore (Fonte: NetConsulting cube, 2019)

Anche nel management delle aziende sanitarie si riscontra una elevata consapevolezza sulla necessità di una evoluzione organizzativa e culturale orientata al valore per il paziente ma ancora poche sono le azioni concrete in questo senso: misurazione costante di outcome di salute che includano anche il punto di vista del paziente sulla propria qualità di vita, rilevazione costante dei costi associati a un percorso di cura, creazione di pool multispecialistici che gravitino attorno al paziente e non viceversa…

I sistemi Ict, che rappresentano lo strato abilitante la Value Based Healthcare, non sembrano appropriati a supportare una logica di valore e misurazione di processi e servizi: la governance è inadeguata se non inesistente, non è ancora presente un approccio strategico alla digital transformation e diversi sistemi dipartimentali e piattaforme non risultano ad oggi compliant ad un sistema sanitario basato sul valore.

Dall’analisi svolta nell’Osservatorio si può concludere come, per implementare un nuovo modello auspicato anche dal panel degli esperti incaricati dalla Commissione Europea, occorra innanzitutto formalizzare nelle strategie una visione Vbhc che cerchi di coprire tutti i pillar in modo coordinato e coerente.

L’altro aspetto rilevante rimane la necessità di facilitare la diffusione di esperienze e buone pratiche anche attraverso le “learning communities” individuate dalla Commissione Europea, al fine di diffondere e replicare le migliori esperienze, mettendo a fattor comune i risultati, le competenze e, perché no, i professionisti.

Il ruolo del Digitale deve crescere, per rappresentare il fattore abilitante della sanità di valore. Ma oltre a crescere deve essere qualitativamente di pregio, evitando la dispersione di risorse sul mantenimento dell’AS/IS, ovvero su una macchina farraginosa che drena budget per il funzionamento di sistemi frammentati, obsoleti e chiusi.

Oggi circa l’80% del mercato digitale della sanità italiana è destinato al mantenimento del parco applicativo e infrastrutturale attuale, lasciando poco spazio all’innovazione digitale. Dei 2500 euro circa pro capite spesi in sanità dal nostro Paese, solo 28 sono destinati al digitale.

I meccanismi per supportare un cambio di paradigma cosi importante attraverso il supporto strategico del digitale dovrebbero essere gestiti e coordinati a livello centrale, ad esempio pensando a un Fondo per la sanità digitale, un Fondo Sanità 4.0 che finanzi iniziative di innovazione digitale misurabili sulla base dei principi di Value Based Healthcare e replicabili in una logica di sistema, attraverso le Learning Communities.

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