La spesa sanitaria globale è in continua crescita: secondo alcuni studi nel periodo 2018 – 2020 continuerà ad aumentare a un tasso medio annuo del 5,4%. Progressivo invecchiamento della popolazione e aumento delle malattie croniche due degli aspetti che stanno influendo in maniera significativa su tale crescita.

Se a questo scenario si aggiunge che circa il 20% della spesa sanitaria apporta un contributo minimo o nullo al miglioramento della salute delle persone a causa dell’inappropriata allocazione delle risorse (fonte OCSE), si comprende perché sia necessario un ripensamento dell’assistenza sanitaria secondo modelli che portino ad una maggiore efficienza ed efficacia di un sistema nel complesso sostenibile, passando anche attraverso la lotta agli sprechi.

Sono queste alcune evidenze messe in luce dall'”Osservatorio eHealthLab – La sanità italiana alla prova della Value Based healthcare”, un’analisi condotta da NetConsulting cube, fotografando lo scenario globale del sistema salute e le necessarie evoluzioni che lo attendono. Un dibattito sulla sostenibilità dei modelli sanitari di istituzioni e organismi internazionali (OCSE, OMS e CE) che promuovono l’innovazione in sanità, innovazione non solo tecnologica ma anche organizzativa, ispirata al modello della VBHC proposto da M. Porter.

Il confronto coinvolge anche il panel degli esperti convocati dalla Commissione Europea per esprimersi sui temi sanità del futuro e sostenibilità dei sistemi sanitari, che saranno centrali al Convegno Digital Health Summit della prossima settimana a Milano (9-11 ottobre Palazzo delle Stelline).

Le raccomandazioni emerse adeguano i principi della Value Based Healthcare agli scenari europei –  dichiara Michela Aliazzo, analyst in NetConsulting cube -. L‘obiettivo finale è quello di costruire una società europea ispirata ai concetti di equità e uguaglianza, solidarietà e universalità delle cure, aggiungendo l’obiettivo del Societal Value, un concetto di valore ispirato dall’universalità del sistema sanitario che rende il paziente un attore principale nella realizzazione di una sanità equa, attraverso un contributo attivo e la sua partecipazione all’assistenza sanitaria e alla connessione sociale” (Figura sotto).

Value Based Healthcare Quadruple AIM (Fonte: NetConsulting cube, 2019)
Value Based Healthcare Quadruple AIM (Fonte: NetConsulting cube, 2019)

Le raccomandazioni della Commissione Europea delineano il percorso necessario da affrontare per arrivare alla corretta implementazione di un modello di assistenza value-based:

  • Awareness, maggiore consapevolezza sul diritto all’universalità delle cure e sulle situazioni di spreco e inefficienza dei Paesi;
  • Ricerca e sviluppo di metodologie di adeguatezza attraverso analisi comparative di dati e registri di qualità tra Paesi;
  • Comunità di apprendimento, con finalità di confronto, monitoraggio, valutazione e indirizzamento verso le best practice;
  • Maggiore responsabilizzazione degli operatori sanitari e degli stakeholder tutti nei confronti dell’intera popolazione;
  • Engagement e empowerment del paziente in un processo decisionale di cura che sia condiviso, con una partecipazione attiva alla creazione di informazioni di qualità.

La finalità principale dei sistemi sanitari deve essere quella di migliorare gli esiti di salute dei pazienti, ottimizzando il consumo di risorse. Per far questo si rende necessaria un’ampia disponibilità di dati che consenta di misurare il «valore» generato per il paziente e per l’intero sistema.

“Una delle leve strategiche e operative che abilitano la nuova sanità basata sul valore è il digitale afferma Simona Lissemore, Project Manager in NetConsulting cube -. Che il digitale abbia un ruolo chiave per la trasformazione del mondo sanitario è un dato di fatto, esso tuttavia va inserito in un modello di ampio respiro, che includa il ripensamento organizzativo e di processo sul territorio dell’assistenza e una corretta allocazione delle risorse”.

Una fotografia della sanità esistente

L’analisi empirica effettuata in questa edizione dall’Osservatorio eHealthLab si è posta l’obiettivo di comprendere quali iniziative siano state messe in campo in una logica di Value Based Healthcare, in modo consapevole oppure in modo indiretto cioè attraverso l’intento di perseguire altri obiettivi. L’analisi intende quindi intercettare sia le iniziative e i programmi abilitanti un contesto socio-sanitario Value Based, sia gli eventuali elementi della Value Agenda già adottati.

Traslando sulle specificità del nostro Paese il modello della Value Based Healthcare, si possono ricondurre i due macro-elementi abilitanti, ovvero gli strumenti di stratificazione della popolazione per esigenze di cura (PHM) e i modelli di organizzazione sul territorio dell’assistenza primaria, al Piano Nazionale della Cronicità (PNC).

Piano Nazionale della Cronicità

Cinque gli assi portanti del Piano:

  • sanità digitale e tecnologie e-health
  • promozione della salute e prevenzione
  • modello integrato ospedale-assistenza sanitaria primaria
  • centralità del paziente-persona
  • valutazione multidimensionale di esiti e outcome (per tale finalità Agenas ha sviluppato il Programma Nazionale Esiti per conto del Ministero della Salute, che fornisce a livello nazionale valutazioni comparative di efficacia, sicurezza, efficienza e qualità delle cure prodotte nell’ambito del servizio sanitario).

A livello regionale emerge come il percorso di gran parte delle Regioni italiane verso modelli di ispirazione Value Based sia stato spesso il risultato del recepimento del PNC. Di fatto, la maggior parte delle realtà ha privilegiato – a seconda dei casi – la riorganizzazione delle cure sul territorio o la stratificazione della popolazione, anche se si stanno affacciando sullo scenario regionale iniziative che perseguono una strategia complessiva che privilegia entrambi gli elementi abilitatori, individuandoli come punti di partenza da cui avviare il ridisegno complessivo della sanità in ottica Value Based.

Uno sguardo alle Aziende pubbliche

L’analisi relativa alle Direzioni delle Aziende pubbliche è stata realizzata grazie al contributo e alla supervisione scientifica di FIASO. La survey va al cuore della Value Based Healthcare ed è volta a comprendere se le Aziende ne applicano o meno i principi.
A fronte del 44% del campione che dichiara di non averli ancora adottati, ben il 56% dichiara di avere in corso di adozione o avere già adottato i principi della VBHC. In particolare, il 38% del campione ha intrapreso tale percorso. Inoltre, nessuna realtà ha dichiarato di non essere interessata ad applicare i principi della Value Based Healthcare in Azienda, segnale che un primo livello di consapevolezza sull’urgenza di introdurre nuovi modelli di sanità sostenibile sia ben presente a livello aziendale.

In generale si rileva una buona consapevolezza del percorso che occorre fare sulla VBHC da parte delle Aziende. È altrettanto evidente come occorra lavorare molto sulla cultura rivolta al valore e al digitale del management e del personale tutto e, se possibile, trovare meccanismi aggiuntivi per il finanziamento dell’innovazione rispetto alla definizione del tradizionale budget capex.

Uno sguardo ai CIO della sanità

L’analisi condotta sui CIO delle Aziende, e realizzata con la collaborazione di AISIS, evidenzia una bassa propensione complessiva delle progettualità negli ambiti innovativi propedeutici a una sanità orientata al valore che sfrutti appieno le potenzialità offerte dal digitale.

La disamina effettuata sulla readiness degli ambiti ICT rispetto alla Value Based Healthcare ha evidenziato una situazione relativa al pillar della Information Technology Platform non ottimale e sicuramente da migliorare. Le aree che evidenziano una maggiore maturità sono quelle dipartimentali e delle ICT Operations, mentre tra le più arretrate, si segnala la Governance ICT.

La Governance dell’ICT secondo le Direzioni e i Sistemi Informativi (Fonte: NetConsulting cube, 2019)
La Governance dell’ICT secondo le Direzioni e i Sistemi Informativi (Fonte: NetConsulting cube, 2019)

“Proprio per questo, all’interno dell’Osservatorio ampio spazio è dedicato ad una proposta di AISIS di un possibile framework per la Governance e la misura del livello di maturità della Value Based Digital Healthcare” afferma Giuliano Pozza, Presidente AISIS.

Una considerazione di natura generale –  aggiunge Paolo Macrì, Presidente GGallery -. La trasformazione del sistema salute nel suo complesso, va intesa non solo in chiave di trasformazione digitale e tecnologica, ma anche di inclusione delle evoluzioni del settore Farmaceutico e degli apparati Biomedicali. Comparti che, se ben integrati nell’ecosistema Sanità, possono favorire lo sviluppo di un sistema di prevenzione e di cura efficace attraverso una gestione intelligente di dati e informazioni”.

Il nuovo significato di eHealth

Assodato l’innegabile filo che lega la Value Based Healthcare alla sanità digitale, dove “digitale” sarà nel tempo sempre meno distinguibile da “sanità” e quindi dove il termine eHealth” individuerà semplicemente una sanità più moderna, efficace e di valore, oggi il livello di maturità del digitale in Italia è ancora lontano dal supportare un modello siffatto.

Il mercato della sanità digitale in Italia nel 2018 ammonta a 1,722 miliardi di euro, con una crescita del 4,2% rispetto al 2017. Anche per il 2019 è previsto un trend simile. Secondo Annamaria Di Ruscio, amministratore delegato di NetConsulting cube,se è vero che la sanità incorporerà in un futuro molto vicino l’aggettivo “digitale”, così come è successo in altri settori come ad esempio in quello bancario, non si può non tener conto della limitatezza e dell’utilizzo improprio delle risorse oggi disponibili. Si deve, pertanto, da un lato correggere le inappropriatezze nell’impiego delle risorse e, dall’altro, reperire ulteriori risorse da destinare esclusivamente alla digitalizzazione in chiave innovativa del settore, ovvero alla digitalizzazione dei processi in logica di valore”.

In alternativa, sarà difficile ipotizzare di dare avvio a un profondo processo di Digital Transformation di un settore dove, a fronte di una spesa sanitaria pro capite nel 2018 pari a circa 2.500 euro, la quota spesa in innovazione risulta pari a poco più di 28 euro. Finché si spenderà l’1,14% delle risorse sanitarie nel digitale non sarà possibile pensare di sostenere i cambiamenti necessari e, nel contempo, mantenere operativo ed efficiente l’apparato già esistente.

Occorrerebbe trovare meccanismi diversi per sostenere la sanità digitale, che esulino dai singoli budget orientati al mantenimento dell’esistente, premiando l’innovazione di valore e non fine a sé stessa, ovvero quella misurabile e replicabile e sempre integrabile.

Auspichiamo che si possa procedere a definire un fondo specifico per il SSN volto a sostenere l’innovazione digitale, che risponda alle logiche Value Based Healthcare e che operi in modalità simili al Piano Industria 4.0. Un Piano Sanità 4.0.

Per saperne di più scarica l’Osservatorio eHealthLab 2019

Leggi tutti gli approfondimenti dello Speciale Digital Health Summit 2019

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