Le imprese italiane del Manufacturing, con investimenti, ritmi e approcci diversi, si avvicinano ai nuovi modelli di Industry 4.0. I più virtuosi, tendenzialmente le realtà di dimensioni maggiori, abbracciano processi che passano per l’integrazione di tutte le applicazioni aziendali, fino ad arrivare alla fabbrica, dove l’IoT diventa l’abilitatore alla digitalizzazione.

Software AG, grazie alla piattaforma Cumulocity IoT, è al fianco delle imprese a sostegno di questi processi. Lo spiega Davide Camusso, Account Executive Software AG Italia, raccontando l’esperienza con clienti e prospect e ponendo l’attenzione su alcuni casi concreti di successo sia a livello internazionale che in Italia, nella realizzazione di progetti IoT complessi.

Dal suo punto di osservazione, come sta cambiando il mondo dell’Industria italiana in relazione ai processi di digitalizzazione? Questi rappresentano ormai una strategia consolidata all’interno delle imprese o riscontra ancora delle resistenze?

Trovare un’azienda manifatturiera che almeno formalmente non abbia iniziato un percorso di digitalizzazione è sempre più difficile, almeno nel mondo delle aziende di certe dimensioni.

Dire però che sia una strategia consolidata è prematuro. A parte alcune aziende molto strutturate, le altre sono ancora in fase di avvicinamento alla digitalizzazione, molte hanno le macchine connesse, ma questo, secondo la visione di Software AG, è solo una quota parte di tutto il processo.

Quali sono i percorsi digitali nei piani strategici industriali e quale in particolare l’approccio delle imprese italiane verso un modello che faccia leva sull’IoT? Quali i freni alla sua adozione?

Davide Camusso, senior account executive di Software AG Italia
Davide Camusso, senior account executive di Software AG Italia

Noi vediamo due diversi approcci. Il primo è quello più completo che vede il processo a partire dall’evoluzione del business (spesso nella testa di una o più persone o al più in power point), passando per l’integrazione di tutte le applicazioni aziendali, fino ad arrivare alla fabbrica, dove l’IoT diventa l’abilitatore alla digitalizzazione.

Questo è tipico delle aziende più grandi e strutturate.

La tipica azienda manifatturiera italiana invece ha un approccio che si focalizza sulla parte produttiva, con la digitalizzazione degli stabilimenti e qui l’IoT gioca un ruolo fondamentale.

I costi sono ancora un fattore che frena gli investimenti, cosi come la forte frammentazione del mercato delle soluzioni e i relativamente pochi casi di successo che i vendor possono portare ad esempio a chi vuole essere follower e non early adopter.

Quali sono le caratteristiche delle aziende nel manufacturing che adottano questo modello? In termini dimensionali, geografici, settori specifici? E con quali obiettivi principali?

La nostra esperienza con clienti e prospect ci ha insegnato che  vi sono aziende di tutte le dimensioni, prevalentemente i grossi gruppi e le aziende con fatturato dai 100 milioni di euro in su, che sono l’asse portante del settore. Geograficamente parlando vi è una prevalenza di aziende del nord, ma anche i distretti del centro Italia stanno investendo.

Gli obiettivi sono molteplici, dal semplice monitoraggio delle macchine o delle linee produttive, ai servizi da vendere ai clienti finali che acquistano i loro prodotti.

Ci può indicare qualche progetto interessante sul mercato italiano nel manifatturiero che meglio rappresenta la realizzazione della strategia che la vostra azienda propone? Qualche referenza specifica?

I nostri progetti più innovativi riguardano sia aziende che producono il prodotto finale da immettere sul mercato, sia aziende che producono i macchinari. I primi vogliono solitamente monitorare sia in modo tradizionale che in via predittiva (cioè essere in grado di prevedere i guasti) le linee produttive alla ricerca della miglior efficienza, produttività e cost saving possibile; i secondi invece vogliono arricchire l’offerta, fornendo ai loro clienti, oltre che la macchina, servizi di monitoraggio, manutenzione predittiva e di “ricettario” per produrre il miglior prodotto possibile con i loro macchinari. Il tutto per differenziarsi dalla concorrenza sia di livello, come quella tedesca, sia di massa come quella cinese.
Durr, leader internazionale sul mercato, progetta e realizza impianti di verniciatura e montaggio finale chiavi in mano e tecnologie per macchinari e robot per il settore automobilistico. Grazie alla nostra piattaforma Cumulocity IoT, Durr è stata in grado di fornire ai suoi clienti analisi che prima non erano possibili, offrendo agli operatori una vasta gamma di nuove funzionalità analitiche per migliorare l’efficienza delle loro operazioni. Stanley Black & Decker, leader nella produzione di attrezzi, strumenti da lavoro e altre attrezzature, grazie a Cumulocity IoT ha ridotto il time-to-market, i costi operativi e di sviluppo, ha migliorato l’efficienza operativa e la customer experience e fornisce servizi avanzati ed innovativi ai propri clienti.

Altri casi d’uso italiani includono il monitoraggio e il riapprovvigionamento automatico di gas industriali e medicali, il monitoraggio delle linee di produzione di packaging evoluto in termini di manutenzione prescrittiva e predittiva e la fornitura di servizi aggiuntivi su hardware di mercato.

Come Software AG supporta questi cambiamenti? 

Software AG offre Cumulocity IoT, una delle piattaforme leader nell’Industrial IoT, come riconosciuto anche dagli analisti (Forrester, Gartner, MachNation) e può vantare alcuni dei progetti IoT più complessi e di successo sia nel mondo che in Italia, come Octo Telematics, un progetto tutto italiano. Questo, oltre che renderci orgogliosi, ci permette di approcciare i nostri clienti in modo consulenziale, più che da software vendor, portando esperienze, suggerimenti e casi di successo che abbiamo vissuto in prima persona.

In che modo la vostra azienda si differenzia dai competitor? Quali i punti di forza della vostra soluzione?

Da un punto di vista tecnologico, Software AG si differenza dai competitor grazie alla nostra Digital Business Platform di cui l’IoT è parte integrante. La DBP comprende tutti gli strumenti per la vera digitalizzazione, che, come già affermato, parte dai processi, passa dall’integrazione e si applica sul field grazie all’IoT e viceversa. Tutti “mattoncini” nativamente integrati tra loro.

Questo significa che chi adotta Cumulocity IoT potrà integrarla con l’ecosistema applicativo dell’azienda oltre che con i processi di business, per connettere in modo vero il Business, l’IT e la produzione.

Come azienda, Software AG si differenzia perché, pur essendo una realtà solida che fattura circa 1 biliardo di dollari con 5.000 dipendenti nel mondo, è molto più agile dei giganti del software nell’adattarsi alle esigenze del cliente anche con progetti di co-innovation, con un’innata propensione all’innovazione.

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