Pochi avrebbero potuto prevedere cosa sarebbe successo dopo l’impatto economico iniziale della pandemia, ma il settore tecnologico ha dimostrato la sua resilienza laddove altri hanno sofferto. Negli ultimi due anni, infatti, le aziende hanno accelerato la loro digitalizzazione, soprattutto nel mercato Ict. E quest’ultimo è anche quello che maggiormente ha visto incrementare gli investimenti da parte delle aziende e del private equity. Le imprese del settore tech, dei media e delle telecomunicazioni hanno infatti accelerato anche sulla conclusione di accordi merger & acquisition.

Questo è lo scenario delineato da Vaultinum nel corso di un incontro online per evidenziare i trend del settore M&A nel 2022 e tracciare alcune linee guida per i possibili investitori nel settore tecnologico.

Il digitale, resiliente e attrattivo

La digitalizzazione, l’aumento della concorrenza e la grande presenza di capitali aprono oggi la strada all’aumento degli accordi M&A nel settore tecnologico. Lo attestano numerose analisi di mercato.

Il 2020 è stato l’anno del maggior calo seguito dal rimbalzo più forte nel mercato delle fusioni e acquisizioni nel settore Tech con oltre 28.000 accordi raggiunti (Fonte: Bain & Company, Global M&A Report 2021).

Nel 2021 il trend non ha perso il proprio slancio: nella prima metà dell’anno si sono registrate 2,9 trilioni di dollari di attività di fusione e acquisizione globali, già equivalenti al 91% della cifra annuale del 2020 (Fonte: Intralinks). Di questi, 936 miliardi di dollari sono rappresentati da accordi TMT (technology, media e telecom), con il secondo trimestre 2021 che ha raggiunto un record di 511 miliardi di dollari (Fonte: Morrison & Foerster/MergerMarket).

Per il 2022, il 78% di PE e Corporate prevede un aumento dei volumi e dei valori medi delle operazioni di fusione e acquisizione tecnologica tra maggio 2021 e maggio 2022 (Fonte: Morrison & Foerster/Merger Market).

E in futuro, la trasformazione digitale è ancora al centro delle priorità di tutti. Ma solo l’11% delle aziende ritiene che i propri modelli di business attuali saranno economicamente sostenibili fino al 2023 e più di due terzi affermano di aver bisogno di creare nuove attività digitali per rimanere sostenibili (Fonte: Mckinsey digitale).

Vaultinum - M&A
     I driver fondamentali dell’attività di M&A nel 2022 (Fonte: Morrison Forester)

Gli investimenti fanno sempre più leva sul digitale. Gli accordi di fusione e acquisizione incentrati sullo sviluppo di nuove capacità tecnologiche, proprietà intellettuale o talento, che rappresentavano nel 2015 solo il 44% dei grandi accordi tecnologici, sono cresciuti fino all’81% nel 2020. Insieme, gli acquirenti di altri settori e il private equity rappresentano ora quasi tre quarti del business relativo al settore tecnologico, rispetto a circa il 60% di dieci anni fa.

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Accordi M&A negli anni 2015-2020 – Confronto percentuale tra settore tecnologico e altri settori, per settore di destinazione (Fonte: Bain & Co.)

A favorire questo trend, anche l’entrata nel mercato di nuovi player del digitale come Healthtech, Fintech, Cleantech ed Edtech, che stanno ridefinendo i modelli di business.

M&A, le sfide per gli investitori

Le aziende tecnologiche stanno godendo di una fase di innovazione molto elevata, ma vivono oggi una una forte fase di regolamentazione. Si registra nel settore una maggiore consapevolezza dei rischi legati all’ampliamento delle normative, al protezionismo tecnologico, alla conformità, alle licenze open source e alla sicurezza informatica, ognuno dei quali pone sfide significative da considerare per gli acquirenti di tecnologia. 

La cybersecurity, in particolare, acquisisce nelle fusioni e acquisizioni un peso sempre maggiore. Si prevede che il costo globale della criminalità informatica raggiungerà i 10,5 trilioni all’anno entro il 2025. Nel 2021, in media un’azienda è stata vittima di un attacco ransomware ogni 11 secondi, con un aumento del tasso di 3 secondi rispetto ai dati del 2020. A fronte di questo scenario, nelle operazioni di private equity, le aziende rischiano di perdere fino al 20% del loro valore se non vengono considerate cyber sicure

Kristin Avon, senior Legal Officer presso la commissione legale di Vaultinum
Kristin Avon, senior Legal Officer di Vaultinum

“Le M&A del settore tech si trovano oggi di fronte a nuove sfide – dichiara Kristin Avon, senior Legal Officer presso la commissione legale di Vaultinum -: l’aumento del controllo normativo, l’onnipresenza del software open source e la cybersecurity stanno costringendo i professionisti e gli investitori a ripensare le loro strategie. Dall’altro lato dello spettro, l’automazione della due diligence sta rivoluzionando l’industria, e la compliance continuativa sta diventando una best practice. In questo contesto, l’offerta di due diligence deve evolvere per essere in grado di affrontare queste sfide e offrire soluzioni agli investitori che permettano di identificare le vulnerabilità tecnologiche e di prendere provvedimenti.

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