Consapevolezza, fiducia e volontà di attivarsi. Sono i tratti che contraddistinguono gli studi professionali italiani quando si parla di implementare l’intelligenza artificiale nei processi di business. Ne parla uno studio sviluppato da The European House Ambrosetti in collaborazione con TeamSystem, interessata all’indagine proprio in relazione al core della sua attività che la vede, come tech company italiana, impegnata a sviluppare soluzioni digitali per la gestione del business e accompagnare i propri clienti nella trasformazione digitale dell’intera supply-chain, attraverso una serie di tecnologie innovative – basate anche sull’AI – per i processi gestionali, l’e-commerce e la marketing automation.

Lo scenario che accompagna le valutazioni dei professionisti secondo gli analisti è caratterizzato dalla crescita di un mercato, quello dell’AI, appunto, proiettato a un +40% fino al 2030. Oltre a questo è impossibile però non accorgersi che anche la velocità di diffusione dell’AI prosegue a ritmi incalzanti. Solo un esempio: per raggiungere i primi 100 milioni di utenti mensili globali, il telefono cellulare è stato circa 80 volte più lento di ChatGpt. L’Italia certo non si è dimostrata subito tra i Paesi più reattivi con l’AI, soprattutto in confronto con i partner europei. Il Paese ha infatti ‘aspettato’ l’arrivo dell’AI generativa mentre in precedenza ha mostrato un limitato ricorso alle soluzioni basate sull’intelligenza artificiale tanto che le nostre Pmi nel 2022 si posizionavano solo al 12esimo posto in Europa con le grandi imprese ancora più indietro, addirittura in 14esima posizione.

La ricerca evidenzia tuttavia un quadro in evoluzione. Il livello di fiducia dei professionisti nei confronti dell’AI è senza dubbio elevato e supera l’82%. Per poco meno della metà la fiducia è nutrita soprattutto dalla convinzione di poter utilizzare l’AI a supporto dell’attività e delle mansioni di routine. Però già quasi una realtà su cinque ha individuato un possibile contributo dell’AI nella vera e propria trasformazione delle attività svolte, mentre un altro quinto punta nella direzione dello sviluppo di nuovi servizi.

Federico Leproux
Federico Leproux, Ceo di TeamSystem

Aspetti che trovano una chiave di lettura nella riflessione di Federico Leproux, Ceo di TeamSystem, quando afferma che “l’intelligenza artificiale è un abilitatore di competitività, destinato a diventare un elemento fondamentale per la crescita delle Pmi e dell’economia italiana”.

Secondo la ricerca poi, sette studi professionali su dieci sono già attivi con iniziative legate all’implementazione dell’AI, e solo il 30% degli intervistati dichiara di non avere alcun piano operativo per l’utilizzo di questa tecnologia. Più del 76% dei professionisti poi si rivela già consapevole del ruolo trasformativo dell’AI, ed addirittura l’80% è fiducioso della qualità dei contenuti generati.

Tra i benefici registrati dalla ricerca, quindi riconosciuti dal campione di professionisti vi è l’efficientamento dei processi – per oltre il 63% -, la raccolta, la gestione e l’analisi di elevate quantità di dati (per quasi il 60%) e l’aumento dell’efficienza anche attraverso la riduzione degli errori nelle attività a minor valore aggiunto, per una percentuale di poco inferiore anche in questo caso al 60%.

Si riconosce di fatto che, gestita con consapevolezza e visione strategica, l’AI possa consentire agli studi professionali di evolversi, semplificando i processi a minor valore aggiunto e rafforzare il proprio ruolo consulenziale, con il risultato di incrementare ulteriormente nei prossimi anni la centralità dei professionisti nella vita delle imprese.
Con la riserva necessaria di attenzione ai rischi, però.

Per oltre il 44% degli studi professionali, infatti, i vantaggi sono correlati all’effettiva tutela della privacy dell’individuo, vigilando sulle possibili distorsioni nelle informazioni del processo decisionale (lo afferma oltre il 44% degli intervistati).

Giuseppe Busacca
Giuseppe Busacca, general manager Professional Solutions di TeamSystem

Una lettura di respiro sui dati nel loro insieme è proposta anche da Giuseppe Busacca, general manager Professional Solutions di TeamSystem e amministratore delegato di Euroconference: “Dalla ricerca emerge una chiara consapevolezza dei professionisti relativamente ai benefici tangibili di questa tecnologia. Tra questi, risaltano l’efficienza dei processi di studio e la capacità di gestione e di analisi di elevate quantità di dati, che corrispondono ai due principali punti di forza di questa tecnologia”.
L’intelligenza artificiale come opportunità, come elemento di svolta per la semplificazione del lavoro degli studi professionali, vede TeamSystem lavorare affianco della categoria per supportarla in questa evoluzione, che consentirà di focalizzarsi ulteriormente sui servizi a maggior valore per i clienti e di rivestire un ruolo più strategico e centrale per il sistema economico e produttivo del Paese. 

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