E’ il momento dei Competence Center, previsti dal Piano Industria 4.0 e oggetto di decreto attuativo di gennaio, finalmente ufficializzati dal Mise, che ha stilato una graduatoria tra coloro che hanno partecipato al bando.

Un percorso che ha visto accadere, in queste settimane, due fatti importanti.
Il primo, l’annuncio da parte del Ministro dello Sviluppo Economico di un decreto che prevede l’aumento dei finanziamenti per le risorse dei competence center da 40 a 73 milioni di euro (grazie al recupero di 20 milioni da fondi perenti non spesi nei tempi stabiliti e di 13 milioni da fondi Ue per il Sud). 

Il secondo, la pubblicazione da parte del Mise della graduatoria degli 8 migliori progetti presentati al bando, in conformità con quanto il decreto congiunto di Mise-Mef prevedeva per le candidature dei competence center “costituiti, secondo il modello di partenariato pubblico-privato, da almeno un organismo di ricerca e da una o più imprese” , stabilendo in modo chiaro i requisiti dei soggetti partner.

La graduatoria tiene conto delle caratteristiche tecniche e della solidità economico finanziaria del competence center, oltre alla qualità del programma di attività, steso nel rispetto delle tre funzioni che i competence center dovranno espletare: orientamento alle imprese, in particolare le Pmi, attraverso la predisposizione di una serie di strumenti volti a supportare il  loro  livello  di  maturità  digitale  e tecnologica; formazione alle imprese, al fine di promuovere e diffondere le competenze in ambito Industria 4.0 mediante attività in aula e in siti produttivi, allo scopo di far comprendere i benefici concreti sia in temirni di aumento della competitività, sia in termini di riduzione dei costi grazie alla tecnologia; attuazione di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, attraverso azioni di stimolo alla domanda di innovazione da parte delle imprese e delle Pmi.

Ecco la graduatoria degli 8 competence center e il relativo punteggio:

Gli 8 competence center nominati dal Mise, con il punteggio ottentuto e la posizione in graduatoria
Gli 8 competence center nominati dal Mise, con il punteggio ottentuto e la posizione in graduatoria
Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”
Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università degli Studi di Padova, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”

Primo il Politecnico di Torino per la creazione del Competence Center Manufacturing 4.0, insieme con l’università cittadina e una rete di una trentina di aziende piemontesi partner industriali (come FCA, General Motor, GE Avio) che si occupa di processi manifatturieri innovati, con attenzione a nuovi materiali, tecnologie, efficientamento energetico e punta su aerospazio, automotive e additive manufacturing.

Secondo il Politecnico di Milano, per la costituzione del Competence Center Made in Italy 4.0, capofila di un gruppo di università (Bergamo, Brescia, Pavia) e 39 aziende con focus sulla parte di Fabbrica 4.0 e con uno stanziamento da parte dei partner in attrezzature (per 5.103 milioni di euro), personale (per 13.739 milioni di euro) e liquidità (per 4.176 milioni di euro.

Terzo il progetto BI-Rex , sotto l’egida dell’Università di Bologna insieme all’Università di Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Parma, la Cattolica di Milano, il CNR e l’Istituto nazionale di Fisica Nucleare.

Quarto, il progetto toscano Artes 4.0 guidato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (con altre entità come la Scuola Normale Superiore, le Università di Pisa, Firenze, Siena, Lucca, Perugia, LENS, Università Politecnica delle Marche, Università Campus Bio-Medico di Roma, Università di Sassari).

Quinto, il Triveneto con il Competence Center Smact, con focus su agroalimentare, abbigliamento, arredamento e automazione, guidato dall’Università di Padova e da altre 7 università del territorio (Verona, Università Ca’ Foscari Venezia, Trento, Trieste, Udine, Bolzano, Fondazione Bruno Kessler Trento).

Sesto il Competence Center Industry 4.0 nel Sud Italia, guidato dalla Università Federico II di Napoli che coinvolge anche il Politecnico di Bari e gli atenei di Campania e Puglia.

Settimo il progetto Start 4.0 voluto dal CNR, che rappresenta l’eredità dell’idea originaria dell’ Università di Genova (esclusa inizialmente come capofila del progetto) che rientra a fianco del CNR e a una trentina di aziende legate a Confindustria (Ansaldo, ABB, Leonardo).

Ottavo, il competence center Cyber 4.0 dell’università La Sapienza di Roma con focus sulla parte di cyber security (in collaborazione con altre università del Lazio, Cassino e L’Aquila).

Ora si aprirà la fase in cui il Comitato tecnico, voluto dal Mise, aprirà la negoziazione con gli otto soggetti, per discutere obiettivi, tempi, modalità di realizzazione dell’attività programmata. Sarà importante stabilire anche l’indicazione delle spese e dei costi ammissibili, le condizioni di revoca, di interruzione dei benefici e l’eventuale applicazioni di penali in caso di inadempienza, specificandole nel decreto di concessione, che verrà emanato per ognuno dei singoli soggetti.

Se la verifica su questi punti andrà a buon fine, le 8 realtà potranno utilizzare i fondi messi a disposizione dal Mise – il 65% dei fondi complessivi – per finanziare il 50% delle spese per le attività di costituzione e avvio dei centri, mentre potranno utilizzare la restante parte per i progetti delle imprese, sempre nella misura del 50% del totale, per un massimo di 200.000 euro a progetto.
I competence center dovrebbero essere operativi entro l’estate. 

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