Tre fatti legati al mondo banking negli ultimi sette giorni hanno fatto notizia.
L’avvio il 14 settembre dell’attesa direttiva europea Psd2 che rivoluziona i pagamenti digitali per contrastare le frodi e accrescere la fiducia dei consumatori, la nascita della banca diretta digitale illimitybank.com che ha coinvolto nel progetto tra gli altri Reply, Microsoft, Accenture (se passate da Milano troverete tappezzati i muri da gigantografie), la fotografia scattata da Capgemini del mercato mondiale dei pagamenti (World Payments Report 2019) che vede molte banche restie ad abbracciare l’Open Banking, progetti di condivisione dei dati, partnership e piattaforme aperte. Andiamo per punti.

Primo punto: normativa pro sicurezza

La direttiva Psd2 (Payment Services Directive 2), che disciplina i pagamenti online e inaugura l’era dell’Open Banking, è un momento di svolta per la trasparenza e la sicurezza dei movimenti di denaro in tutta Europa e si rivolge a tutti i fornitori di servizi di pagamento di mobile banking (banche, assicurazioni, terze parti che gestiscono servizi di pagamento).
“Con la Psd2 i consumatori europei saranno più protetti contro le frodi online, e avranno miglior accesso a forme più innovative di pagamenti online e via smartphone” scrive la Commissione europea. Tra le novità, l’uscita di scena delle chiavette token (che non supportano i doppi codici di sicurezza imposti dall’Europa) sostituite da un sistema di autentificazione forte (Sca o Strong customer authentication) che prevede riscontro immediato tra banca e cliente in ogni singola operazione.

Infatti, tutti i pagamenti digitali dovranno essere autorizzati con la combinazione almeno di due strumenti scelti fra tre: token mobile, password, dati biometrici. In pratica, le operazione di pagamento online si appoggeranno a un oggetto personale del cliente (generalmente lo smartphone), verranno abilitate da una caratteristica unica individuale (impronta digitale, iride o altro fattore biometrico), si attiveranno solo dopo l’inserimento di una password univoca e inviata in modo automatico a ogni operazione. Solo se rispettati i passaggi, la banca accetterà l’operazione, senza possibilità di ovviare.

Le norme saranno recepite però in maniera graduale come suggerito dall’Eba (l’Autorità Bancaria Europea) per dare maggior tempo agli istituti finanziari ritardatari di adeguarsi alla normativa, nonostante l’entrata in vigore della Psd2 risalga al gennaio 2018 (come era avvenuto con il Gdpr). Il processo di messa in pensione del vecchio token è comunque già avviato da tempo nelle banche italiane (Intesa Sanpaolo dal 4 maggio non lo gestisce più, UniCredit dal 12 marzo ha abbandonato la password card, Mps e Banca Sella già utilizzano il riconoscimento biometrico, Banca Popolare di Sondrio e Credit Agricole inviano codici Otp via Sms, allineate Banca Mediolanum e Banca Sella).

Secondo punto: banda nativa digitale

Nasce illimitybank.com, la banca diretta digitale del Gruppo illimity (ceo Corrado Passera, con 10 anni di trascorsi in Intesa Sanpaolo), nata già Psd2 e Open Banking ready. E’ il primo istituto di credito nazionale completamente in cloud (grazie alla collaborazione con Microsoft), che incorpora una user experience digitale (progettata con il supporto di Accenture) e che si definisce una “platform bank” grazie al progetto con Reply che ha permesso, tramite Api e big data, di aggregare servizi e prodotti di terze parti in una unica offerta.

Di fatto, la neo banca (nata il 12 settembre) unisce in un unico ecosistema tutti gli strumenti di risparmio, pagamenti, prestiti, e assicurazioni ma anche servizi di vita quotidiana e il lancio, dopo 12 mesi di lavoro, ha visto la collaborazione con molte realtà digital tra cui Fabrick (per la piattaforma di Open Banking), Sts (come provider di servizi del Gruppo Sella), iGenius (per l’impiego di tecnologie basate su intelligenza artificiale, machine learning e data analytics legate alla customer satisfaction).

“Questi mesi di prototipazione e di test ci hanno permesso di ricevere contributi da un panel di 40.000 persone – confessa Carlo Panella, head of direct banking and chief digital operations officer del Gruppo illimity -. Il nostro grande vantaggio è quello di nascere digitali, partendo da zero, senza vincoli con il passato e di mettere a disposizione dei clienti tutte le potenzialità della normativa Psd2, che tra due giorni sarà obbligatoria”.

Illimitybank.com tappezza Milano
Illimitybank.com tappezza Milano

Terzo punto: banche tradizionali

Il World Payments Report 2019 di Capgemini evidenzia come diversi operatori tradizionali siano ancora prudenti quando si tratta di cambiamenti e percepiscono l’Open Banking come una potenziale sfida, senza valutare l’ipotesi che si tratti di una condizione necessaria per migliorare la customer experience e fidelizzare i clienti nel lungo periodo.

Secondo il report (qui l’articolo dedicato) “in un mercato guidato dall’innovazione, molti operatori tradizionali temono la velocità e la direzione del cambiamento, piuttosto che adottare un atteggiamento ottimista. In molti casi, sono intimoriti dalla minaccia delle BigTech e affermano di aver adottato solamente gli aspetti dell’Open Banking richiesti dalle autorità di regolamentazione, non considerandolo come un’opportunità per offrire differenziazione, fidelizzare la clientela e consolidare la leadership di mercato”.

Gli operatori tradizionali sono diffidenti nei confronti dell’Open Banking e della nuova concorrenza ma il panorama dei pagamenti, diventato sempre più complesso, fa si che i consumatori e le normative non siano disposti ad aspettare (“La maggior parte degli sforzi in tema di digital transformation, intrapresi dal 60% delle banche, riguarda la necessità di essere conformi alle normative” dice Capgemini).

E’ vero che le banche tradizionali stanno procedendo in maniera graduale al cambiamento verso un approccio aperto, basato sui dati e sul cloud, ma manifestano una certa riluttanza ad abbracciare pienamente l’Open Banking: il 90% degli intervistati  ritiene che modelli di business basati sugli ecosistemi siano la chiave del successo a lungo termine (ma solo il 44% ha manifestato interesse a costruire e orchestrare un ecosistema proprietario).

Insomma la regolamentazione (“La maggior parte degli sforzi in tema di digital transformation, intrapresi dal 60% delle banche, riguarda la necessità di essere conformi alle normative” dice Capgmeni) e la customer satisfaction spingono verso il cambiamento “ma con troppa lentezza”.
Sicuramente il fermento dato dall’avvento della Psd2 (che spinge) e dalle nuove banche dirette digitali con offerte integrate (che utilizzano tecnologie di AI, ML, cloud, mobile) smuovono anche le banche più tradizionali che dovranno presto inevitabilmente guardare oltre alle proprie infrastrutture legacy e accelerare l’innovazione del settore bancario.

PS: Quella digitale non è ovviamente l’unica sfida per le banche: 250 istituzioni finanziarie mondiali (tra cui banche, assicurazioni e investitori) sotto l’egida delle Nazioni Unite si riuniranno nel fine settimana a New York, il 22 settembre, per la firma ufficiale e il lancio globale dei principi per il settore bancario, che riguarderanno anche sfide ambientali, sociali e di governance. Fra le 125 banche (da 46 Paesi) siederanno anche Intesa Sanpaolo e Banca Mps.

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