L’emergenza sanitaria in corso oggi, richiede alle aziende IT di rimanere operative al servizio dei clienti e da questo punto di vista la tecnologia offre tutti gli strumenti necessari per poterlo fare. Allo stesso tempo le criticità evidenziano anche come non sia possibile “improvvisare” uno stile per il lavoro agile in poco tempo e come chi ha scelto di elevarlo a modus operandi da tempo oggi si trovi in una posizione di vantaggio.

Rientra tra queste aziende Erptech, società del Gruppo BT, che propone cloud gestito di classe enterprise e mette a disposizione dei clienti infrastrutture tecnologiche e i servizi necessari a svincolare completamente il cliente da qualsiasi “preoccupazione” con l’obiettivo di incontrare le aziende per quelli che sono i loro reali bisogni, anche in emergenza. Ne parliamo con Giuseppe Bellia, Amministratore Delegato di Erptech e Vincenzo Arena, Technical Services Director dell’azienda.

Giuseppe Bellia, amministratore delegato di Erptech
Giuseppe Bellia, Amministratore Delegato di Erptech

Introduce il tema Bellia: “L’offerta di Erptech tra i punti di forza ha la capacità di erogare servizi in qualsiasi condizione. La continuità del servizio ai clienti si basa sostanzialmente su alcuni asset. Il primo riguarda le caratteristiche di un’infrastruttura che nasce proprio per essere raggiunta e gestita da remoto. Ma ancora più importante è che Erptech stessa è nata così per consentire, sia alle persone che lavorano che ai clienti, di “raggiungerla” e di operare sulle proprie risorse in ogni circostanza da remoto. Il secondo macro asset si lega direttamente a questo e riguarda l’organizzazione del lavoro e la preparazione delle persone ad operare in qualsiasi situazione esse si trovino e indipendentemente dal luogo. Sono state formate, per questo, da tempo, con percorsi di training specifici, ed è elemento fondativo del Gruppo BT. Non parliamo solo di formazione generale, ma soprattutto di formazione tecnica.

Business continuity come modus operandi

Lo smart working, è chiaro, non è “il lavoro da casa”, ma la capacità di operare in qualsiasi contesto e luogo ci si trovi, con la strumentazione adeguata. Bellia: “Questo ci ha permesso immediatamente, al nascere dell’emergenza, di mettere le persone in condizione di operare da subito in sicurezza, in modo trasparente nei confronti dei clienti che non si accorgono e non devono accorgersi di provenienza e modalità tecnica del supporto, ma semplicemente constatare il livello qualitativo elevato e costante”. Abilitate da tempo a lavorare in questa modalità “smart” le persone Erptech non vivono il lavoro agile come “un’altra modalità” ma semplicemente “la modalità” di lavoro, trovando subito i riferimenti necessari (contatti, documenti, risorse) per operare bene. Con la massima attenzione sempre per la sicurezza.

Vincenzo Arena, Technical Services Director Erptech
Vincenzo Arena, Technical Services Director Erptech

Interviene sul punto Arena: “Per quanto riguarda per esempio la sicurezza degli accessi nella gestione dei clienti, abbiamo immaginato un’infrastruttura non legata al luogo da cui l’operatore opera ma centralizzata, per un migliore controllo. Abbiamo costruito quindi un ambiente di lavoro virtuale con tecnologia VMware standard e desktop virtuali cui si accede attraverso una VPN e all’autenticazione Windows (Active Directory). Un doppio livello di controllo importante anche per distinguere il luogo in cui si opera fisicamente da quello in cui si lavora. Si lavora quindi sempre in una VM nel data center in sicurezza con un approccio “centralizzato”. Abbiamo scelto di adottare il software Balabit (Balabit Privileged Session Management, integrato in One Identity di Quest) che intercetta la connessione verso la macchina virtuale da cui si gestisce il cliente e registra il flusso di dati riguardo quello che viene fatto, una registrazione criptata e temporale. Sviluppato per controllare una singola macchina di arrivo, ne abbiamo in pratica ribaltato l’utilizzo per controllare il flusso di transito verso la macchina, anche con un notevole risparmio nei costi di gestione. Nei casi necessari possiamo accedere alla registrazione, analizzare il problema e rimediare”.

In pratica Erptech consente di disporre dello stesso livello di sicurezza da qualsiasi posizione si lavori, e di essere subito attivi. Alla VPN spetta il compito ovviamente di isolare l’operatore dalla rete locale, per evitare qualsiasi tipo di interferenza tra rete locale e lavoro in remoto.

La tecnologia quindi è concretamente al servizio delle persone. Riprende il tema Bellia: “Sì, la tecnologia di cui disponiamo oggi permette di affrontare una crisi come quella attuale in senso globale, quindi anche con un approccio globale, come anche solo venti anni fa non sarebbe stato possibile fare. Possiamo avere una visione su quello che succede in velocità, lo scambio delle informazioni permette anche una più elevata efficacia nell’azione, e questo è un vantaggio indubbiamente abilitato dalla tecnologia di cui si dispone. Proseguire le attività di business e formative oggi è possibile per la maturazione dei digital enabler e con un diverso livello di consapevolezza rispetto al passato, grazie alla disponibilità dei dati da “fonti esperte””. Per quanto riguarda nello specifico il mondo del lavoro, Erptech è in grado di dare continuità all’attività dei clienti permettendo ad essi di lavorare in assoluta trasparenza rispetto ad un normale stato operativo questo grazie allo specifico approccio infrastrutturale.

Erptech, architettura sicura

“Quella di Erptech – interviene Arenaè una struttura costruita sulla base dell’asset del DC Tier 4 BT primario di Settimo Milanese. Con due ali del tutto indipendenti, così da assicurare in caso di fault di una delle ali la continuità operativa. Le sale che compongono la struttura al servizio della business continuity (una collocata al terzo piano Nord, l’altra al primo piano Sud) sono connesse in fibra ottica su due percorsi differenti. Anche le risorse tecniche sono costituite da blocchi di risorse del tutto ridondati a Nord come a Sud. Erptech dispone di risorse Pure Storage, dischi ridondati come storage enterprise sul singolo sito, architetture Raid (oltre Raid 6) nello stesso sito, e con la disponibilità storage replicata nelle due ali è possibile sfruttare un volume virtuale Raid 1 tra gli storage nelle due location.

A monte, il sistema di macchine virtuali (VM) VMware, diviso tra “VM Nord” e “VM Sud”, che permette in caso di necessità di fare il reboot senza alcuna perdita di risorse. Non tutti i clienti hanno bisogno di questo livello assoluto di ridondanza, ma i clienti in questo modo possono scegliere la tipologia di servizio a seconda della criticità dei carichi di lavoro. Erptech, oltre a questo, assicura il backup in una struttura completamente diversa da quella che ospita i dati vivi.

Non solo, Erptech assicura un ulteriore livello di sicurezza. Per il disaster recovery, sfrutta un terzo sito su Roma, connesso a Settimo Milanese con un link a 10 Gbit. Le caratteristiche di rete e la dislocazione (oltre 300 Km) per soddisfare per esempio i requisiti di sicurezza nel finance. Erptech dispone anche di una presenza a Parma sul DC BT Enìa. Per quanto riguarda l’infrastruttura di rete dei DC per il disaster recovery, Erptech ha appunto appena concluso un progetto di “rilegamento” tra i DC (Settimo Milanese, Milano Fastweb e Roma) con un collegamento a 10 Gbit abilitante l’utilizzo di una serie di tecnologie per repliche sincrone e asincrone e disaster recovery di alto livello. 

Erptech, il valore della flessibilità

Tutti i clienti, indipendentemente dal settore di appartenenza (manifatturiero, industria, chimico/farmaceutico, etc.) e dalla dimensione hanno la medesima importanza per Erptech e di fatto le stesse esigenze. Backup, privacy, sicurezza sono sempre mandatorie. La capacità infrastrutturale di classe enterprise permette di offrire servizi ritagliati sulle esigenze specifiche. Erptech offre servizi standard per quanto riguarda SAP, con tutta l’offerta che rientra sotto il cappello SAP Basis. L’azienda non si occupa direttamente dello sviluppo SAP ma lavora  congiuntamente con società applicative che si occupano di sviluppo (Deloitte, Accenture, Capgemini…). L’architettura flessibile permette di garantire le funzionalità richieste (sicurezza di dati, servizi, affidabilità, uptime) su diversi livelli di servizio a seconda dell’importanza dei carichi.

Proprio la flessibilità permette ai clienti di aggiungere nel tempo caratteristiche specifiche di ridondanza e resilienza in corso d’opera. Tanti clienti hanno per esempio bisogno di una infrastruttura “iniziale” per sviluppo e test, magari senza particolari esigenze in termini di business continuity per passare poi alla fase di deployment in produzione, con servizi quindi di business continuty e disaster recovery importanti. E’ facile comprendere come si tratti di esigenze poi che vanno ben oltre l’ambito dei servizi SAP. Il know how a 360 gradi su backup, disaster recovery, soluzioni di virtualizzazione, DB e OS è messo quindi da Erptech a disposizione dei clienti di qualsiasi settore e al mondo non SAP.

I progetti

Tante aziende per esempio si sono affidate a Erptech per mettere in sicurezza tutte le applicazioni aziendali, e partendo da SAP hanno poi portato sul private cloud di Erptech le altre applicazioni.

Tra i progetti più recenti di Erptech la migrazione di un intero landscape SAP che ha compreso sia il cambio del provider (per il data center), sia dell’azienda che forniva infrastrutture, sia di chi si occupava di SAP Basis (che ora è ovviamente Erptech). Tre cambi di scenario impegnativi ma conclusi in meno di un mese, proprio a Marzo 2020.

Tra i progetti più importanti su SAP vale la pena di citare un progetto per un’azienda che opera nel fashion perché ha previsto la migrazione da SAP ECC con DB HANA a S/4HANA con al vivo funzionalità specifiche sartoriali da migrare e mai migrate prima al mondo. Erptech ha lavorato di concerto con le realtà applicative e la stessa SAP per la riuscita del progetto, risolvendo le relative criticità date soprattutto dalla specifica realtà applicativa. Ed è riuscita a colmare problematiche specifiche dell’applicativo anche grazie alla possibilità di fornire, praticamente in realtime, ambienti di test ad hoc.

Bellia conclude: “Il nostro modo di operare non è cambiato tra un “prima” e un “dopo””. Va evidenziata quindi l’attitudine e la preparazione delle persone Erptech ad operare, come stile, anche in emergenza, nelle stesse modalità di sempre. Un atteggiamento possibile solo per l’organizzazione tecnica e le capacità sia reattive, ma ancor più proattive di Erptech. In questo modo l’emergenza resta del tutto “trasparente” anche per i clienti, che ne riconoscono i benefici”. Può essere identificato come il vero plus della proposta.

Erptech ha in corso, proprio in questo periodo di emergenza, un importante progetto per portare gli ambienti SAP già controllati da remoto da Erptech (Remote Admin), ma ancora on-premise presso il cliente, sul private cloud di Erptech (quindi in full outsourcing, infrastruttura compresa) nel modo più lineare possibile. In assoluto rispetto con la roadmap prevista in tempi non di emergenza, Erptech ha realizzato una sorta di replica dell’ambiente del cliente ma senza contatti con il mondo produttivo live; un ambiente disponibile per il testing e per garantire una migrazione senza problemi. 

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