Giorni caldi, i prossimi, per quanto riguarda il tema dell’intelligenza artificiale ed i programmi dell’Europa al riguardo. La Commissione Europea è decisa a puntare sull’AI e sulla valorizzazione dei dati per spingere il business, allo stesso tempo tiene alta l’attenzione per quanto riguarda i temi etici su cui è inevitabile riflettere in questo contesto, temi legati non solo a privacy e protezione delle informazioni, ma anche ai rischi per i bias degli algoritmi.

Al centro anche il problema della sovranità dei dati (e tout court della sovranità tecnologica) e la creazione di un Digital Single Market cui si lavora da tempo, ma che va sicuramente accelerato. Dalla bozza trapelata sul regolamento per l’AI che la Commissione presenterà la settimana prossima, fonti autorevoli riportano l’orientamento europeo a vietare le soluzioni tecnologiche per la sorveglianza di massa e di manipolazione dei comportamenti (ma allo stesso tempo sembra che non vi saranno divieti espliciti per l’utilizzo del riconoscimento facciale con l’AI nei luoghi pubblici) con sanzioni fino al 4 percento del fatturato per chi violerà le regole (è la stessa percentuale per le violazioni relative al Gdpr). L’Europa sa di muoversi in ritardo e sul piatto, per recuperare il gap, la CE mette ora 20 miliardi di euro all’anno per i prossimi dieci anni.

Sono questi tuttavia i giorni in cui sta fiorendo anche una serie di progetti interessanti. I sistemi legati all’AI sono considerati un elemento chiave per la IV rivoluzione industriale, allo stesso tempo sono abilitanti solo in un contesto di rete particolarmente maturo. E’ la Commissione stessa ad avere più volte evidenziato come proprio le reti intelligenti (non solo software defined) ad alte prestazioni siano fondamentali per lo sviluppo anche di quella che viene definita Next Generation Internet, un obiettivo cui punta l’iniziativa tra la Commissione Europea e l’industria Ict e che mette al centro delle priorità le reti ed i servizi intelligenti come servizi ritenuti indispensabili per la trasformazione digitale di tutti i settori economici e sociali e con il fine ultimo di offrire una cittadinanza digitale sicura.

Proprio attorno a questo tema nasce lo sviluppo del progetto [email protected] che si propone, tra gli obiettivi, quello di portare applicazioni di AI e ML al bordo della rete. Si tratta del progetto europeo di ricerca – nato nel contesto di Horizon2020 – per lo sviluppo di una piattaforma di AI sicura e attenta ai temi della privacy per l’edge computing con un orizzonte temporale proiettato ben oltre il 5G. Il progetto è partito a gennaio del 2021, dura tre anni, coinvolge 19 soggetti tra industrie, università e istituti di ricerca di 8 Paesi. E vede tra le aziende impegnate anche Italtel

L’AI, nel progetto, quindi viene utilizzata come digital enabler per l’intelligenza delle reti in modo da consentire di sfruttare in modo ancora più efficiente le capacità di elaborazione e comunicazione all’edge. Significa riuscire ad integrare le tecnologie del cloud e del 5G attraverso un layer di AI/ML riutilizzabile, nel pieno rispetto della privacy dei cittadini ed in sicurezza.

Concretamente si parla quindi di una piattaforma di automazione della rete che possa essere utilizzata anche per lo sviluppo e la distribuzione delle applicazioni native in cloud e abilitate dall’AI. Il progetto in verità va oltre perché punta alla promozione ed a una visione che comprende applicazioni di nuova generazione in grado di sfruttare funzioni di intelligenza artificiale concatenate (AifArtificial Intelligence Framework) ed alla possibilità di progettare e validare in un’unica visione integrata sia la rete che i servizi, e la relativa orchestrazione delle Aif.

[email protected], due scenari

All’interno del progetto [email protected] quindi i partner lavorano in particolare su due scenari. Il primo è relativo allo studio di framework per l’automazione delle reti a circuito chiuso ed in grado di supportare pipeline flessibili e programmabili. Questo dovrebbe consentire l’utilizzo di dispositivi sicuri sulla base di modelli AI e di machine learning affidabili (e riutilizzabili). Il secondo scenario riguarda lo sviluppo di una piattaforma convergente di connessione e calcolo per la gestione resiliente degli slice end-to-end, a supporto di una vasta gamma di applicazioni di rete abilitate dall’AI.

Lo slicing di rete end-to-end (E2E) è un concetto che poggia sulle possibilità aperte da Sdn e Nfv, ed abilita la realizzazione degli scenari 5G. Consente di soddisfare sistematicamente i requisiti diversificati e le caratteristiche del traffico dei nuovi servizi, che portano a nuovi indicatori chiave di prestazione (Kpi) e metriche della qualità del servizio (Qos). In pratica, in uno scenario di Network as a Service (NaaS) permette la coesistenza e l’insistere di più reti sulla stessa infrastruttura fisica.

Alla base di [email protected] la “fabric” di connessione-elaborazione sulla base di un paradigma tecnologico serverless. Gli slice cui abbiamo fatto riferimento verranno quindi sfruttati per innescare azioni sulla base dei vantaggi offerti dal ML, per la tutela della privacy, per offrire tecniche di networking affidabili e fare in modo che gli stakeholder possano utilizzare la piattaforma con la certezza di proteggere le informazioni sensibili.

Il progetto [email protected] si focalizza quindi su sei ambiti di principali: AI/ML a vantaggio delle tecnologie di automazione “a circuito chiuso”, tutela della privacy, abilitare la disponibilità di una piattaforma di connessione-elaborazione distribuita e decentralizzata, offrire accesso radio cross-layer e multiconnettività disaggregata, l’idea di piattaforma serverless accelerata in hardware per l’AI e il ML, e l’offerta di applicazioni abilitate dall’AI.

Orchestrazione sicura delle reti IoT estese. E' uno dei quattro casi d'uso per la verifica dei framework all'interno del progetto AI@Edge
Orchestrazione sicura delle reti IoT estese. E’ uno dei quattro casi d’uso per la verifica dei framework all’interno del progetto [email protected]

Già è possibile individuare quattro casi d’uso specifici, solo in parte indirizzabili oggi con le tecnologie di rete 5G e che servono anche come framework di convalida delle soluzioni sviluppate nel progetto: l‘orchestrazione di reti IoT estese (per quanto riguarda la sicurezza e l’orchestrazione resiliente), la possibilità di migliorare i sistemi di percezione “cooperativa” tra i sistemi (1) per esempio per progettare, implementare e testare i digital twin di un mix di sistemi in fase di interazione (si pensi ai veicoli autonomi), per il monitoraggio di infrastrutture lineari utilizzando droni (2), per esempio a partire dall’uso combinato di soluzioni di elaborazione (Gpu) su unità di elaborazione incorporate di droni, dispositivi edge dedicati e cloud (utile per esempio per la distribuzione on-demand intelligente delle riprese video dei droni, 3) ed infine la gestione intelligente dei dati e dei contenuti per i servizi di intrattenimento a bordo (4).

All’interno del progetto Italtel guida e coordina le attività relative all’analisi e alla definizione dei requisiti dei casi d’uso, nonché quelle relative alla loro integrazione, alla validazione e al benchmarking. L’azienda è impegnata inoltre nella definizione, sviluppo e integrazione della piattaforma di automazione della rete, in particolare per quanto riguarda l’implementazione di tecniche di accelerazione hardware volte ad aumentare l’efficienza delle risorse durante l’esecuzione di applicazioni AI/ML in ambiente edge.

Per completezza e dovere di cronaca qui di seguito l’elenco completo dei 19 partner: Fondazione Bruno Kessler, Centro Ricerche Fiat, Politecnico di Milano, Athonet, Telecom Italia, Italtel (Italia); Research Institute of Sweden, Ericsson AB, University of Lund (Svezia); Athos Spain, Fundacio Privada I2Cat, AeroTools Uav S.L.(Spagna); Deutsches Forschungszentrum fur Kunstliche Intelligenz Gmbh, Safran Passenger Innovations (Germania); Conservatoire National des Arts et Metiers, Institut National de Recherche en Informatique et Automatique (Francia); Institute of Communication and Computer Systems (Grecia); Eight Bells (Cipro); Software Radio Systems (Irlanda).

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