All’inizio di questa primavera, la Commissione europea ha presentato una prima proposta per la predisposizione di un certificato verde digitale per facilitare la circolazione dei cittadini all’interno dell’Unione. Sono state quindi adottate le specifiche tecniche, fondate sugli orientamenti concordati tra i Paesi ad inizio anno, poi aggiornati a marzo, ed è stato elaborato con gli Stati membri un modello grafico per facilitare il riconoscimento dei certificati Covid dell’UE, rilasciati in formato cartaceo. Ora, dal 1 giugno, i Paesi Ue che sono pronti possono emettere il Green Pass, conosciuto anche come certificato Covid digitale e “riconoscere” quelli emessi da altri Paesi UE.

Le scelte tecnologiche

Dal punto di vista tecnologico è infatti finalmente operativo il gateway dell’UE, realizzato da T-Systems e Sap e ospitato presso il Ced della Commissione, in Lussemburgo.
Consente la verifica delle firme digitali contenute nei codici QR di tutti i certificati senza dover procedere al trattamento di dati personali, con le chiavi di firma necessarie per la verifica conservate sui server nazionali, in modo da permettere, attraverso il gateway, l’accessibilità alle app e ai sistemi nazionali di verifica in tutta l’UE.

In parallelo la Commissione ha sviluppato software e app di riferimento per il rilascio e la conservazione/verifica dei certificati pubblicati su GitHub ed oggi utilizzati già da alcuni Paesi membri. Di fatto quindi da oggi, in formato digitale o cartaceo, è possibile dimostrare che una persona è stata vaccinata contro Covid-19 (1), che è risultata negativa al test (2) o che è guarita da un’infezione (3). Ed è entrata in funzione la struttura portante tecnica del sistema dell’UE.

Thierry Breton, Commissario UE per il mercato interno
Thierry Breton, Commissario UE per il mercato interno

Da maggio, già 22 Paesi hanno iniziato a testare il gateway e, se il regolamento sarà applicato solo dal 1 luglio, già sette Paesi stanno utilizzando il sistema per rilasciare e verificare i certificati. Sono Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Grecia, Croazia e Polonia che hanno già deciso di connettersi al gateway, mentre altri stanno preferendo aspettare che tutte le funzionalità siano disponibili a livello nazionale prima di cominciare a rilasciare i certificati Covid digitali UE. Molti altri Paesi aderiranno quindi nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Dal primo di luglio i singoli Paesi membri avranno poi sei settimane per il rilascio dei certificati e potranno contare sull’assistenza tecnica della Commissione per l’utilizzo del gateway.

Specifica in particolare Thierry Breton, commissario UE per il mercato interno, ha dichiarato: “L’entrata in funzione del gateway è un passo importante che consentirà agli Stati membri di iniziare ad accedervi per rilasciare i certificati Covid digitali dell’UE. L’adesione di sette Stati membri è un buon inizio. Invito gli altri Stati a seguirli quanto prima. La preparazione tempestiva consentirà all’intero sistema di essere operativo entro il 1 luglio, data in cui la proposta entrerà in applicazione e l’UE sarà pronta per le riaperture di quest’estate”. Con la disponibilità del gateway l’Unione si trova di fronte, tra l’altro ad una delle prime implementazioni tecnologiche sviluppate a livello europeo nel pieno rispetto dei principi di “protezione dei dati, inclusività e proporzionalità” – aggiunge Didier Reynders, commissario per la giustizia.  

Green Pass in Italia

In Italia Il Decreto Recovery, in vigore da oggi, apre alla disponibilità del Green Pass sulla più ampia varietà di canali. Sarà infatti possibile scaricarlo chiedendo al medico di base, presso i farmacisti, ma soprattutto sarà possibile ottenerlo anche senza utilizzare Spid, grazie alla possibilità di ricevere un codice via email o via Sms (se ne stima un utilizzo per circa 100 milioni di invii) da abbinare ad alcuni dati presenti sulla tessera sanitaria (data di scadenza e alcune cifre identificative univoche). Ed ovviamente la certificazione sarà rilasciata, in formato cartaceo o digitale, dalla struttura sanitaria che effettua la vaccinazione.

Nel nostro Paese è Sogei a gestire la piattaforma nazionale per l’emissione e la validazione delle certificazioni, in grado di comunicare con la piattaforma europea e di registrare i dati vaccinali dall’anagrafe nazionale, dei tamponi effettuati in questi mesi, e in un prossimo futuro anche dei dati relativi ai certificati di guarigione.

Dopo  la produzione della documentazione richiesta e il suo inserimento nel Fascicolo Sanitario Elettronico, gli utenti finali potranno scaricare il proprio Green Pass sfruttando l’app IO (la stessa utilizzata per il cashback e gli altri servizi già attivi), oppure Immuni ed appunto attraverso gli intermediari cui abbiamo già fatto riferimento. Non si può dire che il nostro Paese sia “in ritardo” anche in relazione alla prudenza dimostrata, rispetto all’immediata integrazione con il gateway europeo da parte di altri Paesi.

E’ vero però che proprio dalla velocità e reattività dei diversi Paesi nel recepire le “raccomandazioni” non vincolanti del Consiglio, cui spetta di approvare le proposte della Commissione, dipenderà l’efficacia dell’impianto complessivo. Il Green Pass, nei Paesi dove verrà accolto, garantirà la possibilità di viaggiare all’interno dell’UE senza dover esser sottoposti a test o quarantene, ma allo stesso tempo è vero che potrebbero variare da Paese a Paese, per esempio, i criteri per il suo rilascio. Restano poi “discutibili” tutte le variabili immaginabili nel caso in cui a viaggiare sia l’intera famiglia.

Se infatti è condiviso che i minorenni che viaggiano con genitori esenti dall’obbligo di quarantena (grazie al Green Pass) non saranno soggetti a quarantena, per i bambini oltre i sei anni sono previsti come obbligatori i test. Così come è possibile che a fronte di peggioramenti subitanei o particolarmente gravi della situazione potrebbero essere presi provvedimenti più severi. Intanto, resta singolare come, ancora con le regioni in Zona Gialla, si potesse attraversare le frontiere europee in automobile praticamente senza controlli di sorta.    

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