Lo scenario che ha aperto l’edizione di quest’anno di Emea Canalys Forum – con delegati un po’ presso l’hotel Art di Barcellona come in tempi pre-covid, e un po’ collegati da remoto – è quello con il quale abbiamo fatto l’abitudine negli ultimi 18 mesi. Il salto digitale indotto dalla pandemia ha di fatto portato in primo piano questioni e divari tecnologici, economici e sociali. Un digital gap evidente messo in risalto ancora di più dalla corsa contro il tempo per sanare falle che via via si sono aperte non solo per fronteggiare l’emergenza e mettere in sicurezza le persone e l’economia, ma per fa sì che Paesi e aziende si dimostrassero resilienti. Pronti per gestire gli anni a venire con un bagaglio di esperienze maturate in queste circostanze avverse.
“Siamo in una costante corsa contro il tempo – esordisce nel keynote di apertura Matthew Ball, chief analyst di Canalysche vede la tecnologia IT, vendor e partner, impegnati nell’accrescere le competenze per fronteggiare le sfide, con aspettative più veloci della luce”.

I problemi esplosi hanno toccato tutti: la mancanza di chip, gli attacchi ransomware esplosi nell’ultimo anno, i nuovi modelli ibridi di lavoro legati agli strumenti di collaboration e allo smart working, i clienti sempre più esigenti e centrali nelle strategie delle aziende che, tra le priorità, citano la sostenibilità, in una corsa contro i danni ambientali e sociali legati a comportamenti personali e di business. Qualche dato.

Allenarsi per la corsa

Partiamo dallo shortage dei chip che ha avuto impatto molto forte sui ritardi legati alla roadmap del 5G e sul mercato dell’automotive, causando il taglio della produzione da parte delle case automobilistiche di 2 milioni di auto. “I chip sono fondamentali per il mercato a tal punto che Intel ha annunciato piani di investimento significativi che porteranno a un impatto del mercato dei chip sul Pil mondiale: si prevede un raddoppio nei prossimi dieci anni, tra il 2021 e il 2031 il contributo dell’industria dei semiconduttori passerà dallo 0,59% all’1,27%”, precisa Ball.

Canalys Emea 2021
Canalys Emea 2021 –  Matthew Ball, chief analyst di Canalys, scatta la foto del mercato dei semiconduttori

Scosso fortemente il mercato della cybersecurity che ha visto esplodere gli attacchi ransomware 2020-2021 e che ha spinto aziende e Paesi a dotarsi di strumenti di incident response e di analisi forensi, con risorse dedicate, per far fronte alle minacce e aumentare la propria capacità di detection. “Questo tema richiede la formazione di persone e lo sviluppo di competenze adeguate. La spesa a livello mondiale in prodotti e servizi di cybersecurity dai 117 miliardi di dollari del 2020 è passata a 134 miliardi di dollari nel primo quarter del 2021. Una crescita del 15% che traina anche opportunità per i partner e che oggi rappresenta solo il 6% della spesa IT complessiva, ancora troppo poco”.

Segue l’area della collaboration, raddoppiata nel 2021, che si sta ora consolidando attorno ai tre grandi player Google, Zoom e Teams (seguiti da Chime, Webex e Slack) e che vede nelle videochiamate uno strumento strategico per impostare il workspace del futuro. Nel 2020 il 19% della spesa IT è andato in soluzioni di collaboration, mostrando come la videochiamata sia entrata pesantemente nella vita quotidiana. “Una collaboration profondamente cambiata. Prima della pandemia il video non era usato, oggi è usato dal 99% delle aziende e anche gli strumenti di collaboration rispondono a requisiti di qualità e cercano di ottimizzare l’esperienza degli utenti. Ma la collaboration richiede di essere flessibili, di pensare a un hybrid meeting room che diventi la normalità perché la tecnologia deve sanare le diseguaglianze e non tutte le persone hanno la chance di avere le stesse esperienze. Per questo bisognerà essere flessibili in futuro e creare meeting ibridi che diventeranno la norma per essere inclusivi”. Ma perché questo nuovo modo di lavorare prenda il sopravvento bisogna addestrare le persone sulle nuove tecnologie (“senza perdere tempo”) per non correre il rischio di non cogliere appieno questo cambiamento e far sì che questo modello ibrido diventi permanente.

Per gestire queste sfide complesse serve ottimizzare le performance, ridurre i tempi di time to market mettendo tra le priorità l’esperienza del cliente, trovando soluzioni ibride e agili per gestire i carichi di lavoro, per essere scalabili, affidandosi a microservizi e ad applicazioni distribuite anche coinvolgendo i team su responsabilità e obiettivi. Una responsabilità che riguarda anche gli sviluppatori, precisa Ball. “Quello che era legato ai concetti di IT Observability e AIOps deve diventare Intelligent IT Automation per migliorare l’esperienza, automatizzando i processi più semplici e creando un’automazione intelligente. Le aziende clienti devono fare un salto negli investimenti in automazione per questa ragione molti vendor hanno investito in acquisizioni di aziende specializzate come Cisco, Ibm, Splunk, ServiceNow e Vmware.

Canalys Emea 2021
Canalys Emea 2021

Ultimo ambito in cui si deve correre è quello della sostenibilità. “Gli scienziati stimano che dobbiamo ridurre le emissioni di CO2 del 45% in dieci anni, entro il 2030, ed essere zero carbon emission entro il 2050 ma siamo molto lontani da questi obiettivi. Le stime dell’agenzia internazionale sull’energia dicono che le nostre emissioni aumenteranno del 5% nel 2021, il secondo incremento più grande nella storia”. E continua: Siamo in un circolo vizioso: l’aumento del prezzo del gas spinge i produttori di energia elettrica a guadare al carbone come fonte di energia, aumentando ulteriormente il problema. Abbiamo bisogno di più carbone perché abbiamo bisogno di più elettricità per raffreddare gli impianti. Il settore IT aumenterà del 50% l’uso dell’elettricità entro il 2030, per raffreddare data center e gestire la rete 5G.

Canalys Emea 2021
Canalys Emea 2021

Cinque cambiamenti che richiedono formazione

Punto fermo per correre rimane la capacità dei partner di sapere essere coinvolti nelle sfide delle aziende per essere parte in causa nei loro progetti trasformativi e nella loro corsa contro il tempo. “La formazione diventa un investimento significativo e accresce le opportunità per i partner che devono essere specializzati”. Non è tanto una questione rimandabile, l’investimento sulle competenze è l’unica arma che sottolinea anche Alex Smith, vicepresidente Channels di Canalys, esplorando cinque grandi forze che stanno plasmando il mondo della tecnologia futura “dalle quali non possiamo svicolare”.

Gli investimenti in IT crescono e tutte le aziende sono sempre più tecnologiche (1): se il partner non è preparato non può competere.
Deve comprendere come la questione dei dati e della privacy (2) sia fondamentale e apra scenari diversi nelle varie economie definendo pratiche commerciali, dazi, apertura o chiusura filiali, multe per mancata compliance alle normative (Usa, Emea, Cina). Come e perché la chiusura delle fabbriche in tempo di Covid abbia creato carenza di offerta (3) gonfiando i prezzi della tecnologia a fronte di una domanda spinta dalla trasformazione digitale. Come il ritorno in ufficio (4), luogo di relazioni personali, potrà essere importante per la Gen Z, ma allo stesso tempo non sarà fondamentale per la maggior parte delle aziende visto lo svuotamento degli uffici in Silicon Valley. Infine, dovrà comprendere i punti di forza della Robotic Era, in cui stiamo entrando, che vede già applicazioni importanti in sanità mostrate durante l’emergenza Covid, ma che toccherà tutti gli ambiti della società, dalla finanza all’informazione. “L’età dell’automazione combina software, connettività, cybersecurity sintetizza Smith. Le competenze per entrarci sono fondamentali.

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