Proposto per la prima volta nell’autunno del 2021, il percorso dell’Unione Europea per il decennio digitale (Digital Decade) punta ad un’effettiva trasformazione digitale dell’UE. Nel dicembre 2022, la Dichiarazione Europea sui Diritti e Principi Digitali ha fissato criteri e oviettivi che la trasformazione digitale dell’UE dovrebbe seguire. Il primo rapporto sullo Stato del Decennio Digitale è stato pubblicato nel settembre 2023, quest’anno la seconda edizione è stata approntata già a luglio ed è accompagnata da un pacchetto completo di documenti con rapporti e studi che presentano i progressi nelle diverse dimensioni del Digital Decade Policy Program.

Il Joint Research Center della Commissione offre il sistema di monitoraggio e la metodologia che servono per aggregare gli obiettivi digitali nazionali a livello UE e mappa la quantità di investimenti provenienti dagli strumenti di finanziamento dell’UE che vanno a iniziative con almeno una componente digitale. Con la proposta e l’adozione di legislazioni chiave, l’UE in questo anno di lavoro ha promosso uno spazio online più sicuro per i cittadini europei e si è occupata della protezione dei consumatori, proteggendo al contempo il potenziale di innovazione delle aziende. Solo per richiamare i finanziamenti più significativi citiamo ancora i 150 miliardi di euro per i Pnrr, i fondi Digital Europe (7,9 miliardi di euro) e i fondi Connecting Europe 2 (per 1,7 miliardi).

Quest’anno, per la prima volta, il rapporto The State of the Digital Decade si accompagna con l’analisi delle roadmap strategiche nazionali del Decennio Digitale presentate dagli Stati membri, dettagliando le misure nazionali pianificate, le azioni e i finanziamenti per contribuire alla trasformazione digitale dell’UE. Con una prima nota dolente: tra 2023 e 2024 gli sforzi collettivi dei Paesi membri non raggiungeranno gli obiettivi attesi. Le lacune principali sono da ricercare nel bisogno di investimenti aggiuntivi, sia a livello UE che nazionale, in particolare per quanto riguarda le competenze digitali, la connettività di alta qualità, l’adozione dell’intelligenza artificiale, le capacità di analisi dei dati da parte delle imprese, ma anche la produzione di semiconduttori e lo sviluppo degli ecosistemi di startup.

Reti, cloud, AI e competenze: l’Europa è ancora indietro

In sintesi, il rapporto di quest’anno somiglia effettivamente un appello all’azione rafforzata agli Stati membri perché siano più ambiziosi, “perché il raggiungimento degli obiettivi del Decennio Digitale in termini di infrastrutture digitali, imprese, competenze e servizi pubblici è critico per il futuro benessere economico e la coesione sociale dell’UE”, come recita il bilancio. Qualche numero. Le reti in fibra, fondamentali per fornire connettività gigabit e abilitare l’adozione di tecnologie all’avanguardia come l’AI, il cloud e IoT, raggiungono solo il 64% delle famiglie. Le reti 5G coprono solo il 50% del territorio dell’UE. Nel 2023, l’adozione di AI, cloud e/o big data da parte delle aziende europee era molto al di sotto dell’obiettivo del Decennio Digitale del 75%. 

Digital Decade - Obiettivi nazionali vs Obiettivi europei
Digital Decade – Obiettivi nazionali vs Obiettivi europei

Di questo passo, entro il 2030 solo il 64% delle imprese utilizzerà il cloud, il 50% i big data e solo il 17% l’AI. Soprattutto servirebbe incentivare l’adozione di strumenti digitali innovativi da parte delle Pmi, in particolare cloud e AI, così come mobilitare ulteriori investimenti privati in startup ad alta crescita. 
Il rapporto evidenzia un’altra sfida, legata al fatto che al momento è limitata la diffusione delle tecnologie digitali al di fuori delle città. L’idea sarebbe allora quella di promuovere la cooperazione tra attori europei a livello transfrontaliero e locale, ad esempio attraverso i progetti multinazionali, gli hub di innovazione digitali (European Digital Innovation Hub) e gli Edic (European Digital Infrastructure Consortia, tre quelli istituiti fino ad oggi). E poi serve lavorare sulle competenze.

Gli obiettivi stabiliti dal Decennio Digitale sul tema sono ancora molto lontani dall’essere raggiunti: solo il 55,6% della popolazione dell’UE possiede almeno competenze digitali di base. Secondo la tendenza attuale, il numero degli specialisti Ict nell’UE sarà di appena 12 milioni nel 2030, con uno squilibrio di genere persistente.

Margrethe Vestager
Margrethe Vestager, executive VP Europe Fit Digital Decade

Servirebbe un approccio che impatti su più fronti per promuovere le competenze digitali a tutti i livelli di istruzione, e incentivare i giovani, in particolare le ragazze, ad interessarsi alle discipline Stem. In particolare, è infine interessante una riflessione del rapporto, quella relativa all’effettiva integrazione dei principali servizi della PA – dalle cartelle cliniche elettroniche accessibili ai cittadini e alle imprese online, all’identificazione elettronica sicura (eID). Si registra un’adozione disomogenea tra gli Stati membri, e se l’eID è attualmente disponibile per il 93% della popolazione dell’UE, l’arrivo dell’ID Wallet dovrebbe incentivarne il suo uso. E tuttavia raggiungere il 100% dei servizi pubblici digitali per cittadini e imprese entro il 2030 resta una sfida cui al momento è difficile guardare con ottimismo.
“La relazione odierna mostra chiaramente che non siamo sulla buona strada per raggiungere i nostri obiettivi in materia di trasformazione digitale in Europa – commenta Margrethe Vestager, executive VP Europe Fit Digital Decade -. Ma indica anche la via da seguire: abbiamo bisogno di ulteriori investimenti nelle competenze digitali, nella connettività di alta qualità e nella diffusione dell’intelligenza artificiale. Dobbiamo incentivare l’uso di strumenti digitali. Abbiamo bisogno di molte più persone per acquisire competenze digitali, sia di base che di esperti, per sfruttare i nostri punti di forza. Dobbiamo inoltre promuovere la cooperazione e integrare meglio il nostro mercato unico per consentire realmente la trasformazione digitale in tutta Europa”.

I Paesi devono quindi rivedere e adeguare le loro roadmap nazionali per allinearle al Digital Decade Policy Programme entro il 2 dicembre 2024. La Commissione monitorerà e valuterà l’attuazione di queste raccomandazioni nel prossimo report 2025.

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