E’ un momento segnato dalle “transizioni”, quello in cui si trovano ad operare le aziende. A legare tutte le trasformazioni in atto però è la sostenibilità. Anche perché proprio questo tema emerge come leva di competitività. In questo senso la trasformazione digitale si afferma come acceleratore per un’industria più responsabile, ma anche in grado di generare maggiori profitti.
È in questo contesto che si inserisce Aveva Industrial Performance & Sustainability Summit, appuntamento che riunisce a Milano oltre cento decisori di aziende del settore per discutere come l’innovazione digitale stia contribuendo a coniugare eccellenza operativa e raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. L’evento è strutturato in modo da dare spazio prima di tutto alle testimonianze provenienti da realtà dei settori chimico, Epc, oil & gas ed energy, tra cui anche Rina, Nextchem, Enel, oltre alle esperienze di Iplom, Lamberti, Termokimik e Schneider Electric, impegnate a costruire un ecosistema tecnologico integrato, fondato su padronanza dei dati, ottimizzazione dei processi e valorizzazione delle competenze.

I vantaggi della sostenibilità

Apre i lavori Luca Branca, country director di Aveva Italia, che vuole sottolineare come il binomio sostenibilità e innovazione non rappresenti soltanto una necessità normativa o ambientale, ma si configuri oggi come una leva concreta di competitività.

Luca Branca
Luca Branca, country director Aveva Italia

Branca richiama l’attenzione dei partecipanti, in primis, sul valore della consapevolezza: “I dati ci dicono con chiarezza che i cambiamenti climatici stanno accelerando a una velocità senza precedenti. Se rapportiamo gli ultimi 150 anni di attività umane alla vita del pianeta vediamo che corrispondono a pochi millisecondi. Ma in termini di cambiamenti sono stati sufficienti a modificare in profondità gli equilibri consolidati”. La riflessione si allarga quindi al ricordo della pandemia, quando il rallentamento delle attività umane ha mostrato la capacità della natura di rigenerarsi in tempi rapidi. Un messaggio, questo, che secondo Branca invita le imprese a “vedere nella sostenibilità un’occasione di evoluzione e posizionamento competitivo. E si entra così nel vivo.

La sostenibilità deve essere “misurabile”

E, nel vivo, sono i dati ad essere protagonisti. Lo spiega bene Andrea Bombardi, executive VP, Global Market Development di Rina, che pone al centro del dibattito l’importanza di sapere generare ed utilizzare correttamente le informazioni perché rappresentano il fondamento per rendere la sostenibilità misurabile e credibile. “Non possiamo limitare la sostenibilità a uno slogan o a un obiettivo astratto – spiega –. Senza parametri oggettivi e verificabili, rischiamo di trasformarla in un esercizio di comunicazione privo di valore concreto”.

Luca Bombardi Rina
Andrea Bombardi, executive VP, Global Market Development di Rina

Bombardi ricorda quindi come una recente indagine della Commissione Europea abbia evidenziato che oltre il 40% dei claim ambientali delle aziende risulta “amplificato rispetto alla realtà o infondato, a testimonianza di quanto sia urgente basare le strategie su misurazioni solide e trasparenti”. Da qui l’insistenza sul legame tra dati, competitività e reputazione: oggi la capacità di rendicontare con precisione gli impatti ambientali e sociali influenza direttamente l’accesso al credito, la relazione con gli stakeholder e la fiducia del mercato. Per Bombardi, misurare significa quindi non solo rispondere a requisiti normativi, ma dimostrare coerenza e responsabilità, rafforzando la posizione dell’impresa nel lungo periodo”. La tecnologia, in questo contesto, diventa “l’abilitatore di una sostenibilità dinamica, capace di tradurre la complessità dei sistemi in soluzioni innovative, concrete e replicabili”.

Le esperienze sul campo di NextChem ed Enel

La riflessione sulla concretezza della sostenibilità si arricchisce con l’intervento di Edoardo Disarò, Technology Process engineer di NextChem, che presenta cosa significa Sustainability Challenge in termini di visione, progressi e impatto per la sua azienda.

Edoardo Disarò Technology Process engineer di NextChem Interna
Edoardo Disarò Technology Process engineer di NextChem Interna

La società del gruppo Maire, specializzata nello sviluppo di tecnologie per la transizione energetica, ha messo al centro del proprio approccio verso la sostenibilità due direttrici: “le tecnologie abilitanti, in grado di offrire soluzioni al mercato, e le azioni di mitigazione, volte a ridurre direttamente l’impatto delle proprie attività”. Tra i progetti illustrati spicca la realizzazione del primo impianto di cattura della CO2 su scala industriale, sviluppato per Eni, capace di sequestrare oltre il 95% delle emissioni di anidride carbonica con un bilancio energetico efficiente e sostenibile, ma anche un progetto ricco di possibili sviluppi futuri e ancora più di avanguardia che riguarda la separazione criogenica della CO2. Disarò in particolare vuole sottolineare “il ruolo cruciale dei software di simulazione, che consentono di ottimizzare i processi, valutare scenari complessi e garantire continuità operativa”.

Un approccio concreto all’uso dei dati per rendere sostenibile la gestione degli impianti è portato anche da Andrea Pica, head of Remote Predictive Diagnostic – O&M Technical Service Management di Enel. La sua testimonianza mostra come le tecniche di diagnostica predittiva permettano di “monitorare e ottimizzare in tempo reale l’efficienza di 84 unità di generazione convenzionale, distribuite in diversi Paesi – quelle di Enel, riducendo i rischi di downtime e allungando la vita utile degli asset”.

Andrea Pica
Andrea Pica, head of Remote Predictive Diagnostic – O&M Technical Service Management di Enel

Dettaglia Pica: “Ogni anomalia intercettata in anticipo si traduce in costi evitati, maggiore affidabilità e, soprattutto, riduzione delle emissioni grazie alla continuità operativa degli impianti”. Dal 2018 Enel ha progressivamente affinato questo modello, sviluppando insieme ad Aveva metodologie in grado di quantificare il contributo in termini di sostenibilità delle azioni di manutenzione predittiva. I dati raccolti mostrano come anticipare i guasti consenta non solo di risparmiare milioni di ore di fermo impianto, ma anche di evitare decine di migliaia di tonnellate di CO2.
Per Pica, si tratta di “un passo decisivo verso l’idea di operations davvero sostenibili”, in cui la digitalizzazione diventa strumento chiave per coniugare affidabilità industriale e decarbonizzazione. Più nel dettaglio, con le soluzioni Aveva Predictive Analytics e Aveva PI System, Enel ha valorizzato due anni di dati operativi della flotta termica e geotermica ed il progetto ha consentito di evitare 1,2 TWh di energia non prodotta e oltre 54 mila tonnellate di CO equivalente, a cui si aggiungono 3 mila tonnellate di emissioni risparmiate grazie a una maggiore generazione da fonti rinnovabili.

Si sono alternate quindi sul palco, anche nella sessione del pomeriggio, altre esperienze dirette basate sulla messa in opera di soluzioni concrete per la decarbonizzazione e focalizzate sulla necessità di costruire un ecosistema industriale aperto e collaborativo. Claudio Giulianetti, VP Industrial Automation di Schneider Electric, ha delineato la strategia del gruppo per accompagnare le imprese nel percorso di efficientamento e sostenibilità, con un approccio integrato che unisce tecnologie digitali, automazione e gestione energetica.  Termokimik, tra i principali Epc italiani, con Alberto Gambarè e Mario Crespi ha ripercorso l’esperienza maturata nei progetti di Carbon Capture, Utilization and Storage. Dopo il pilota sviluppato con Enel e validato con le tecnologie Aveva, l’azienda ora sta portando avanti nuove applicazioni di simulazione in early design per valutare scenari operativi complessi e ridurre le emissioni di CO2, con risultati tangibili in termini di circolarità.

Il confronto si è ampliato infine con la tavola rotonda moderata da Marta Ponis (Rina), che ha visto protagonisti A2A, Lamberti, Iplom ed E-matica. Qui l’attenzione si è concentrata sul ruolo dei dati e dell’intelligenza artificiale industriale per migliorare resilienza ed efficienza, riducendo sprechi e prolungando la vita degli asset. Così ha lasciato i presenti e chiuso i lavori ancora Branca: Misurare la sostenibilità significa anche migliorarla. Solo attraverso dati affidabili e tecnologie interoperabili possiamo rendere più efficiente e responsabile l’intera catena industriale”.

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