Gli annunci in occasione di NetApp Insight a Las Vegas offrono quest’anno l’occasione per misurare la profondità di un cambiamento che attraversa tutte le aziende: la gestione del dato come elemento cardine delle strategie di trasformazione digitale con l’AI. In un contesto in cui l’innovazione non porta frutto semplicemente introducendo nuove tecnologie – ma richiede la capacità di trasformare processi, modelli organizzativi e approcci al mercato – la centralità del dato emerge come filo conduttore che lega cloud, AI, sicurezza e resilienza. Ne parla Davide Marini, country leader di NetApp Italia: “I dati sono al centro di ogni trasformazione. Tutte le scelte tecnologiche, dalla modernizzazione delle infrastrutture fino alle applicazioni di intelligenza artificiale, partono dalla possibilità di accedere a un patrimonio informativo sicuro, affidabile e disponibile in ogni momento”. Un’affermazione che riflette la direzione intrapresa dall’azienda da tempo, impegnata a evolvere la propria offerta dal tradizionale ambito dello storage a una vera e propria Intelligent Data Infrastructure, capace di abilitare la gestione unificata e intelligente delle informazioni in ambienti multicloud complessi.

L’attenzione posta da NetApp nel coniugare innovazione e sicurezza è legata anche alla crescente pressione competitiva e regolatoria che grava sulle imprese. Oggi i clienti, come sottolinea Marini, chiedono infrastrutture “affidabili e intelligenti, sicure e accessibili”, in grado cioè di garantire continuità operativa e al tempo stesso di adattarsi con agilità all’evoluzione delle esigenze di business. Non è un caso che il tema ricorrente sia proprio quello della necessità di “una piattaforma enterprise-ready per i dati, in grado di sostenere i carichi di lavoro più innovativi e al contempo proteggere asset e applicazioni mission critical”. Gli annunci presentati a Insight si muovono esattamente lungo questa direttrice: modernizzare l’infrastruttura dati, renderla pronta per i workload di intelligenza artificiale e rafforzarne la protezione contro minacce sempre più sofisticate. Una traiettoria che mette NetApp al centro di un dibattito cruciale per tutte le imprese, italiane ed europee, chiamate a coniugare innovazione, competitività e compliance. Dal private cloud al public cloud, fino ai sistemi on-premise, tutta l’infrastruttura dati ‘risponde’ alle esigenze attraverso un elemento abilitante: NetApp Ontap, il sistema operativo comune che connette i diversi ambienti e rende possibile una gestione coerente e integrata dei dati.
Si tratta di un approccio ancora unico, che consente alle aziende di avere sempre accesso alle informazioni, indipendentemente da dove esse risiedano, con la possibilità di portare intelligenza e automazione direttamente al livello del dato. Un ulteriore punto di forza rivendicato da Marini riguarda la sicurezza dello storage, un aspetto oggi imprescindibile per qualsiasi organizzazione. NetApp sottolinea di aver ottenuto, tra le altre, la certificazione Csfc un riconoscimento che attesta il massimo livello di protezione, particolarmente rilevante per i clienti della pubblica amministrazione e per i settori critici. All’interno di questa visione si innesta NetApp Keystone, il modello di consumo “as a service” di NetApp che estende i principi del cloud ibrido a tutta l’infrastruttura dati. Keystone consente ai clienti di adottare un approccio flessibile, pagando in base al consumo effettivo e potendo scalare le risorse in maniera dinamica a seconda delle esigenze. In altre parole, trasforma il ‘consumo’ dello storage in un’esperienza simile a quella del cloud pubblico, ma mantenendo al tempo stesso i vantaggi di un controllo enterprise sui dati. È su queste basi che NetApp costruisce la propria proposta di valore e prepara il terreno agli annunci più innovativi legati all’intelligenza artificiale.
Il tema dell’AI in relazione alla gestione del dato è poi tuttaltro che ‘risolto’ proprio per il rapporto critico che lega il successo dei progetti AI alla disponibilità di dati adeguati. Secondo Gartner oltre il 60% dei progetti di intelligenza artificiale viene abbandonato prima di arrivare a maturazione proprio per la mancanza di dati pronti all’uso. “Il problema non è dunque la tecnologia in sé, ma la qualità, la completezza e la disponibilità delle informazioni necessarie ad alimentare modelli e algoritmi”. Marini riprende il tema in modo molto diretto: “Alle organizzazioni mancano AI-ready data e, senza dati pronti e affidabili, qualsiasi progetto di intelligenza artificiale è destinato a fallire”. Questo gap si traduce in un ostacolo concreto per le aziende che investono in AI, rischiando di disperdere risorse senza ottenere ritorni tangibili. È qui che NetApp colloca la propria proposta di valore: offrire ai clienti una enterprise-ready data platform per l’AI, cioè un’infrastruttura dati performante e unificata, capace di supportare l’intero ciclo di vita dei workload di intelligenza artificiale.
Dalla raccolta alla preparazione dei dati, dall’elaborazione al training dei modelli, fino alla messa in produzione, NetApp punta a garantire pipeline accelerate e ambienti solidi, in grado di integrare agilmente risorse eterogenee. La sfida, infatti, non riguarda solo l’elaborazione di grandi volumi di dati, ma anche la capacità di farlo in maniera coerente e sicura, con performance elevate e senza compromettere la continuità delle operazioni aziendali. L’approccio unificato alla gestione dei dati proposto da NetApp risponde proprio a questa esigenza: offrire una data foundation unica che consenta di scalare i progetti AI senza incontrare i colli di bottiglia tipici di architetture frammentate. In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale non viene trattata come un elemento esterno all’infrastruttura, ma come un workload enterprise a tutti gli effetti, da gestire e ottimizzare esattamente come qualsiasi altra applicazione mission critical. L’idea di Marini è chiara: “l’AI può diventare un motore di innovazione solo se sostenuta da un’infrastruttura dati integrata e intelligente, che elimini i silos e renda disponibile l’informazione al momento giusto e nel posto giusto”. Da qui l’evoluzione della proposta tecnologica.
NetApp Afx nuovo portfolio per l’AI
La lettura degli annunci di NetApp Insight è affidata a Roberto Patano, responsabile della struttura di prevendita di NetApp Italia. “Abbiamo lavorato per costruire una piattaforma che non solo garantisse la gestione dei dati, ma che fosse in grado di renderli realmente pronti per essere utilizzati in progetti di AI”, esordisce Patano introducendo NetApp Afx, come portfolio di soluzioni che segna un passo avanti perché al centro c’è un concetto architetturale innovativo: la disaggregazione tra storage e capacità computazionale sul dato.

Tradizionalmente, le due componenti sono almeno parzialmente legate, con limiti che impediscono una crescita flessibile. NetApp ha scelto ora di separarle completamente, permettendo così di scalare in modo indipendente o la parte di storage o la parte di calcolo. Questo significa che un’azienda può aumentare la capacità informativa senza dover necessariamente aggiungere nodi di calcolo, oppure incrementare la potenza computazionale senza dover acquistare ulteriore spazio di archiviazione. “Abbiamo voluto mantenere tutte le caratteristiche tipiche del nostro storage – spiega Patano – ma allo stesso tempo offrire la libertà di crescita che serve per supportare workload AI di dimensioni enterprise”. La nuova architettura consente di arrivare a 128 nodi computazionali e oltre un exabyte di capacità, mantenendo un’infrastruttura uniforme in cui tutti i nodi vedono lo stesso spazio disco.
La componente di base del nuovo portafoglio è rappresentata dal controller storage NetApp Afx 1K che comprende uno storage array (Afx) associato a uno shelf di dischi NX224 (Nvme), e al data compute node NetApp DX50. È il punto di partenza su cui costruire un’infrastruttura modulare che può crescere gradualmente, aggiungendo nodi o storage secondo le esigenze specifiche.

Uno degli elementi distintivi di NetApp Afx è l’integrazione nativa della sicurezza. La protezione dai ransomware, in particolare, è stata progettata come un automatismo intrinseco al sistema, con meccanismi di identificazione degli attacchi che permettono di reagire tempestivamente. “Abbiamo preso il livello enterprise della protezione dei dati e lo abbiamo calato direttamente nei workload AI – chiarisce Patano – perché è impensabile parlare di intelligenza artificiale senza garantire al contempo la resilienza del dato”. Il portfolio NetApp, con un vero e proprio data engine – si articola poi con quattro pillar funzionali, che ne delineano anche la portata innovativa:
- Data Sync, il motore che garantisce la sincronizzazione dei dati lungo tutta la pipeline;
- Data Guardrails, che introduce meccanismi di governance e sicurezza, stabilendo regole precise per l’uso delle informazioni;
- Data Curator, pensato per trasformare i dati grezzi in asset pronti all’uso, passando dal progetto al processo operativo;
- Aide Data Engine, il motore comune che integra i diversi componenti, abilitando un ecosistema coerente e scalabile.
NetApp DX50, sviluppato in collaborazione con Nvidia e potenziato da Gpu L4, rappresenta il nodo di controllo dedicato all’elaborazione AI. La partnership garantisce una certificazione immediata di compatibilità e prestazioni, fondamentale per chi vuole avviare progetti di machine learning o deep learning su scala enterprise. Patano insiste sulla coerenza della visione: “Non volevamo creare una soluzione parallela rispetto al resto del portafoglio, ma una piattaforma integrata, che fosse parte integrante dell’ecosistema NetApp”. In questo senso, il portfolio NetApp Afx non è una proposta isolata, ma un tassello che si innesta perfettamente nella strategia complessiva di Intelligent Data Infrastructure, portando la capacità di gestire e valorizzare i dati a un nuovo livello.
Gli annunci legati ai sistemi NetApp Afx non si limitano alla sfera on-premise. NetApp ha infatti scelto di estendere la disponibilità delle nuove soluzioni a modelli di consumo flessibile e a partnership con i principali cloud provider globali, rafforzando così il proprio posizionamento nel multicloud. Un primo elemento riguarda Keystone, come accennato già è il servizio di consumo a sottoscrizione che consente di adottare le tecnologie NetApp in modalità “as a Service”. Afx è disponibile anche come STaaS (Storage as a Service), offrendo ai clienti la possibilità di sperimentare e scalare progetti di intelligenza artificiale senza vincoli di investimento iniziale e con la certezza di una gestione unificata dei costi.
Tra gli annunci di rilievo poi anche l’integrazione sul fronte delle architetture convergenti. Patano: “FlexPod, l’infrastruttura sviluppata con Cisco che unisce server, networking e storage, supporta ora nativamente i workload AI di Afx, permettendo alle aziende di costruire ambienti di calcolo e dati ottimizzati per modelli generativi e analitici avanzati”.
E, sul versante cloud, le collaborazioni con i grandi hyperscaler aprono ulteriori prospettive. Con Google Cloud NetApp Volumes e Azure NetApp Files for Enterprise AI, le aziende possono accedere a una piattaforma dati scalabile e certificata, portando le pipeline AI direttamente nei cloud pubblici e mantenendo la coerenza con l’infrastruttura on-premise. Anche Aws fa parte del quadro, con il supporto delle soluzioni NetApp per la gestione unificata dei dati in ambienti Amazon e la possibilità di integrare carichi di lavoro AI sfruttando i servizi nativi della piattaforma. La strategia è consentire ai clienti di scegliere dove collocare i propri progetti di intelligenza artificiale – on-premise, in cloud o in modalità ibrida – senza perdere il controllo sui dati e con la garanzia di un’esperienza coerente in termini di performance, sicurezza e gestione.
Modernizzazione delle infrastrutture
Per quanto riguarda la modernizzazione delle infrastrutture e la possibilità, sempre più richiesta, di svincolarsi dalla dipendenza da Vmware, “con il nuovo NetApp Shift Toolkit, le aziende possono migrare in modo fluido le proprie macchine virtuali da/per Vmware verso una vasta gamma di alternative, tra cui Hyper-V, Red Hat OpenShift, Proxmox, Kvm e Oracle Linux VM”, dettaglia Patano. L’idea è sfruttare la somiglianza nella semantica di accesso ai dati tra i diversi virtualizzatori per rendere la migrazione meno complessa e meno costosa, garantendo la continuità operativa. Parallelamente, NetApp ha annunciato miglioramenti al sistema operativo Ontap, con la release 9.18.1 nell’ambito del piano che prevede due major release all’anno fino a dicembre 2025. E Ontap si conferma il cuore tecnologico su cui si innesta tutta l’innovazione di NetApp, assicurando funzionalità avanzate e continui aggiornamenti di sicurezza e performance. Infine, la nuova NetApp Console – ridenominazione ed evoluzione di BlueXP – rappresenta il punto unico di controllo per la gestione dei dati e delle risorse. Grazie a un’interfaccia unificata, permette di orchestrare l’infrastruttura multicloud, monitorare la protezione dei dati e gestire scenari complessi con maggiore semplicità.
NetApp per la protezione del dato
La protezione dei dati rimane un pilastro della strategia NetApp. Durante Insight è stata presentata un’evoluzione significativa della proposta di protection NetApp, con NetApp Ransomware Resilience, Data Breach Detection, per individuare tentativi di esfiltrazione di dati, e Isolated Recovery Environment, che crea un ambiente sicuro e separato dove ripristinare i sistemi in caso di attacco. Queste innovazioni vanno oltre la protezione tradizionale basata su snapshot e crittografia, ampliando la capacità di risposta anche a scenari di violazione dei dati. Un impegno riconosciuto da SELabs, che ha assegnato alla soluzione NetApp il rating tripla AAA, confermandone l’affidabilità ai massimi livelli. Patano ribadisce che la sicurezza non è più una funzionalità opzionale ma “una componente intrinseca dell’infrastruttura dati, tanto più quando parliamo di ambienti AI dove la disponibilità e l’integrità delle informazioni sono vitali”. Sul fronte, infine, della business continuity, NetApp rafforza il proprio posizionamento con soluzioni di disaster recovery automatizzato, capaci di ridurre la complessità nei momenti più critici. L’automazione si rivela l’elemento decisivo per velocizzare i tempi di risposta e garantire la resilienza dei sistemi aziendali. Un’attenzione particolare è rivolta anche agli ambienti cloud-native: con NetApp Trident 25.10, la gestione dello storage e dei dati per Kubernetes diventa più integrata e trasparente, rispondendo alle esigenze di containerizzazione che oggi dominano i progetti di modernizzazione applicativa. Infine, NetApp conferma di lavorare in linea con le richieste normative, in particolare quelle della Pubblica Amministrazione italiana, grazie alle certificazioni Fips e Common Criteria (CC), necessarie per garantire sicurezza e compliance in settori regolati e critici.
Strategia di innovazione nel segno della continuità
Gli annunci presentati a NetApp Insight delineano una traiettoria precisa: trasformare la gestione dei dati in un elemento strategico capace di abilitare intelligenza artificiale, sicurezza e multicloud in modo integrato. Si parla per questo di un disegno coerente che tiena i dati al centro di ogni percorso di trasformazione, compresa quella della ridefinizione architetturale con Kubernetes (anche in questa direzione va parte dell’evoluzione della proposta). La sfida, oggi, non è solo tecnologica ma anche culturale: “le aziende devono imparare a considerare il dato come una risorsa dinamica, da proteggere e al tempo stesso da valorizzare”, riprende Marini. NetApp propone strumenti che permettono di superare barriere operative e colli di bottiglia infrastrutturali, aprendo la strada a pipeline di AI enterprise-ready, a modelli di consumo più agili con Keystone, e a un ecosistema multicloud che vede coinvolti i principali hyperscaler globali. Obiettivo finale: costruire valore sostenibile nel tempo, trasformando l’informazione in leva di competitività e crescita.
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