Quello aperto oggi a Shenzhen è il 17esimo vertice annuale Huawei dedicato agli analisti (il primo si è tenuto nel 2004). E Huawei Global Analyst Summit (Has 2020) non sarà certo ricordato tra i momenti più felici nella storia dell’azienda. Oltre duemila i partecipanti tra analisti e media, sia dal vivo sia online, e immediato il richiamo di Guo Ping, Ceo a rotazione di Huawei Technologies, che apre i lavori evidenziando il claim “Lavorare insieme per costruire un mondo intelligente del tutto connesso” a voler sollecitare la collaborazione piuttosto che ad alimentare le diatribe commerciali.

E’ il tema centrale del suo keynote, dal titolo “Un anno e oltre” che evidenzia in più punti le difficoltà in cui Huawei si è trovata ad operare, in relazione ai provvedimenti Usa ed alla guerra commerciale in corso, ma anche l’impegno a guardare avanti. “Nell’ultimo anno – spiega Guo Pingmolte tecnologie non sono state più accessibili per noi. Nonostante questo, Huawei ha lottato per andare avanti e si sta impegnando in questa direzione”. In un mercato che sarebbe, ed è ricco, di opportunità.

A livello globale l’intero comparto digitale entro il 2025 raggiungerà il valore di 23 trilioni di dollari, ed all’interno di questo l’industria Ict è centrale, con Guo Ping che sottolinea come ancora oggi “siano più le opportunità che le sfide da superare“, certo questo in un contesto di collaborazione non di contrasti.

I vantaggi degli standard unificati per il progresso delle Tlc, a destra il Ceo a rotazione di Huawei Technologies Guo Ping
I vantaggi degli standard unificati per il progresso delle Tlc, a destra il Ceo a rotazione di Huawei Technologies Guo Ping

Huawei è presente con le sue infrastrutture e i suoi device in oltre 170 Paesi, sono serviti oltre 3 miliardi di persone (600 milioni sono gli utenti che utilizzano i dispositivi di Huawei), per esempio con l’utilizzo di oltre 1.500 reti. I provvedimenti americani di fatto non stanno danneggiano solo l’azienda ma anche tutte le realtà (dai consumatori alle telco alle amministrazioni) che si sono affidate a Huawei per i progetti di trasformazione digitale. Guo Ping: “L’industria dovrebbe collaborare per rafforzare la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, salvaguardare la concorrenza leale, proteggere gli standard unificati e promuovere una catena di fornitura globale collaborativa”.

E’ il richiamo ad evitare un contesto tecnologico frammentato rischioso ma certo alimentato dalle controversie attuali. “La tendenza alla globalizzazione – riprende infatti Guo Pingnon dovrebbe e non sarà probabilmente invertita, ma gli standard e le catene di approvvigionamento frammentati non avvantaggiano nessuno e ulteriori passi in questa direzione avrebbero un grave impatto sull’intero settoreL’industria nel suo insieme dovrebbe collaborare per rafforzare la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, salvaguardare la concorrenza leale, proteggere gli standard globali unificati e promuovere una catena di fornitura globale collaborativa”. L’attività di Huawei Technologies sarà invece inevitabilmente influenzata dall’ultima mossa statunitense volta a limitare le vendite di chip alla società tecnologica cinese.

Nello specifico la più recente restrizione, tra quelle introdotte dal Dipartimento del Commercio, estende la possibilità per gli Stati Uniti di consentire a Huawei l’utilizzo di sistemi con tecnologia statunitense solo previa “licenza” (quindi di fatto anche l’approvvigionamento di chip dall’estero è bloccato), e questo per fermare le esportazioni verso il produttore. Infatti, Washington impone ai produttori stranieri che utilizzano apparecchiature di produzione di chip statunitensi di dover ottenere una licenza prima di poter vendere semiconduttori a Huawei.

Un provvedimento che mette in seria difficoltà la supply chain di Huawei. L’azienda si trova quindi da una parte a subire i danni del provvedimento, dall’altro decide di non rimanere “all’angolo” e di investire in modo significativo nelle attività di ricerca e sviluppo. Ma intanto, secondo Huawei, saranno anche le aziende americane a pagare i danni di questa politica. Huawei, solo nel 2019, ha speso 18,7 miliardi di dollari per acquistare componenti dai fornitori statunitensi, con Guo Ping che sottolinea: “Alla fine ad essere danneggiati saranno gli interessi di tutti, anche quelli Usa”.  

Così, a fronte di quasi 859 miliardi di Yuan (0,13 euro è il cambio attuale con l’euro) e 62,7 miliardi di utile netto, Huawei incrementa la spesa in ricerca e sviluppo di circa il 30% con l’Inventory in crescita del 73,4% (per assicurarsi l’approvvigionamento di componenti in vista delle limitazioni). Nella strategia prossima futura investimenti e innovazione in tre settori: connettività, informatica e dispositivi intelligenti. Al centro l’attività con i partner. Sono oltre 1.200 le joint solutions, mentre solo nel 2019 Huawei ha stretto rapporti a livello globale con oltre 6.600 nuovi partner. Centrali quindi non solo i clienti, ma anche tutti gli altri attori del settore, con un’attenzione alta su tutta la supply-chain, e sulle organizzazioni che lavorano agli standard ed alla collaborazione per promuovere lo sviluppo inclusivo del settore. Per esempio, per quanto riguarda la sicurezza 5GHuawei ha collaborato con la tedesca Ernw durante le operazioni di test riguardo la revisione tecnica del codice sorgente per il gateway distribuito unificato (Udg) sulle reti core 5G di Huawei. Gli esperti di Ernw hanno esaminato il codice sorgente utilizzando metodologie e strumenti avanzati e tenendo conto delle best practice del settore, per poi pubblicare un rapporto con i risultati del test che mostra che la qualità del codice sorgente è un buon indicatore del fatto che Huawei ha messo a punto un processo di ingegneria del software maturo e adeguato.   

Huawei lavora su connettività, computing e smart devices con tre milioni di sviluppatori, l’impegno sugli standard a livello globale e le soluzioni open nel cloud entrano nel keynote di Guo Ping come rilievo strategico. Il Ceo, infatti, punta ad evidenziare a più riprese come un approccio che di fatto rompe la collaborazione tra gli attori della catena non possa che riflettersi in uno svantaggio per tutti. Huawei è in difficoltà ma ha anche le spalle larghe e sono tanti i buoni progetti a buon punto in corso a livello globale. Un isolamento commerciale prolungato del gigante cinese, in Europa ancora di più, non fa bene a nessuno, Guo Ping non manca di ricordarlo.    

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