A MWC 2019, la presenza Huawei richiama quest’anno un’attenzione del tutto particolare, anche per le polemiche in corso. Osservata speciale oltreoceano, per le questioni di spionaggio industriale, Huawei è tra i top vendor asiatici quello che in ambito 5G più ha investito negli ultimi tempi (12 miliardi in ricerca e sviluppo dal 2017, ulteriori 800 milioni solo nell’ultimo anno), e in un kick-off di anteprima al MWC 2019 ha tenuto a spazzare via i dubbi della concorrenza sul valore della propria proposta tecnologica, così come qualsiasi collegamento con i servizi di intelligence cinesi.

Un momento delicato

Il rischio di vedere in parte vanificati gli sforzi profusi è su certi mercati (non il nostro) concreto. Per esempio, le polemiche su Huawei hanno contribuito a favorire l’incalzare di Samsung come fornitore dell’equipaggiamento top-tier 5G che serve alle telco, proprio capitalizzando le paure che circondano la rivale.

Ancora di più, Huawei si è trovata alla vigilia di MWC 2019 a un virtuale faccia a faccia con il Ceo di Ericsson Börje Ekholm, ma Ryan Ding, presidente carrier business group di Huawei, ha sciolto ogni dubbio: “Il 5G di Huawei non teme nessun confronto basta chiedere ai clienti”. Tra l’altro incoraggiando e auspicando il confronto con la concorrenza senza timore.

Ryan Dyang, presidente carrier business group Huawei

L’azienda cinese arriva a MWC 2019 con in tasca – afferma il management – oltre 30 contratti commerciali 5G e decine di migliaia di stazioni base consegnate. “Huawei di fronte alle accuse di spionaggio ha deciso di rilanciare proprio investendo nel comparto ricerca e sviluppo” ha proseguito Ryan Ding, in pratica trasformando il boomerang in un volano. 
Il risultato sono appunto i tanti accordi per fornire la propria tecnologia, anche in una serie di Paesi che tradizionalmente hanno vivi interessi e rapporti commerciali con gli Usa.

Progetti in corso

In Italia oggi l’azienda cinese ha importanti partnership in corso, con Wind-Tre, Tim e Vodafone, Fastweb offre tecnologia di rete per quasi il 30 percento del totale. Sono in corso poi con il nostro Paese progetti sperimentali sul 5G su Bari-Matera come partner Vodafone a Milano, per non parlare della commessa legata al progetto Wifi.Italia.it, dove Huawei è forse il fornitore infrastrutturale più importante. Sarebbe un eufemismo pensare che i passi in avanti per la connettività senza fili in Italia, con le polemiche ora in corso, non subirebbero ritardi e default.  

Peter Zhou, Huawei
Peter Zhou, Cmo Huawei Wireless Solutions

A MWC 2019 però protagoniste sono le tecnologie e le vision per implementarle. Huawei ha lavorato a modem e chipset, ma ha messo a portafoglio anche soluzioni per favorire implementazioni più economiche in aree remote.

Peter Zhou, chief marketing officer Huawei Wireless Solution, sottolinea come “il 5G sarà testimone di un rapido sviluppo senza precedenti e che l’azienda è focalizzata a portare semplicità nella complessità”. Si parla proprio di 5G semplificato indicando la volontà di portare le installazioni 5G a una maggiore efficienza.

La semplicità nella complessità

Le novità indirizzano il 5G come strumento abilitante per la digitalizzazione in tutti i settori. Tradotto in strategia economica, già oggi sono oltre 280 i partner che con Huawei esplorano le possibilità del 5G nell’ambito Internet of Vehicles (IoV) dei droni connessi e della produzione intelligente tramite X Labs.

Huawei propone da novembre del 2018 un’architettura di rete ad hoc per la costruzione di reti mobili autonome per gestire reti mobili con meno operazioni manuali.

Tra queste ne citiamo una strategica, ovvero l’MBB Automation Engine (MAE), una sorta di cervello di rete che nell’era della complessità (frutto della sovrapposizione e coesistenza dei varti standard UMTS, 3G etc.etc.) sfrutta anche l’Intelligenza Artificiale per la gestione e il controllo, dotando la rete stessa di nuove funzionalità, come la capacità di autorilevazione e la capacità di riconoscere scenari anche in un contesto predittivo.
Huawei vuole da un lato semplificare l’approccio al 5G, dall’altro abilitarne le potenzialità come standard in grado di offrire un’esperienza ‘illimitata’ della rete. 

Peter Zhou, Cmo di Huawei illustra la strategia di deployment 5G Simplified

Affianco alle tecnologie 5G, l’azienda sta portando avanti ricerca e sviluppo in ambito AI per approdare alla formazione di un portfolio AI completo, puntare su un ecosistema aperto, integrare le soluzioni AI nel portafoglio tecnologico esistente, migliorare con l’AI l’efficienza operativa all’interno della propria attività.

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