Presentati in questi giorni i risultati dell‘indagine condotta tra novembre 2019 e marzo 2020 da NetConsulting cube e patrocinata da Assoconsult (l’Associazione di Confindustria che raccoglie le Società di Consulenza) finalizzata a comprendere le determinanti del mercato della consulenza in Italia, dal lato della domanda di consulenza da parte delle aziende. Uno studio che prevede anche una specifica appendice per intercettare gli effetti di Covid-19 sulle attività che impattano la consulenza.

Ill primo Rapporto Assoconsult – “La domanda dei servizi di consulenza in Italia” – si focalizza su un panel di 65 aziende, tra le Top 200 aziende private italiane, intercettandone 1/3 dell’universo. La survey coglie le differenti esigenze che maturano nelle varie funzioni aziendali (vale a dire IT, finance, HR, marketing e operation) e punta in prima battura a identificare le priorità di business delle aziende e ad abbinare ad esse il ruolo che la consulenza svolge nel fornire supporto mirato.

Priorità aziendali e ruolo della consulenza  

Risulta evidente come il principale elemento di attenzione delle aziende sia focalizzato sull’esigenza di automatizzare  i processi operativi e il day by day e come le aziende riconoscano il ruolo della consulenza come pressoché fondamentale. A una certa distanza si segnala l’esigenza di migliorare la customer experience, che si traduce nella percezione dei clienti rispetto all’azienda relativamente all’immagine e ai valori che essa trasmette al mercato, anche in questo caso con significativo contributo dei consulenti.

Altri temi sono più sbilanciati in ambito commerciale e si incentrano su modelli alternativi di go to market oltre che su cambiamenti del portafoglio di offerta, e l’attività dei consulenti risulta più rilevante nel primo dei due ambiti.

Riflessione su tecnologie e budget

Partendo dalle esigenze primarie, l’indagine punta a comprendere quanto le tecnologie e la digitalizzazione supportino le strategie aziendali, e le risposte raccolte forniscono elementi di riflessione non scontati.

Innanzitutto, viene confermato con forza come alle tecnologie venga riconosciuto un ruolo fondamentale per abilitare le azioni che portano al raggiungimento degli obiettivi aziendali e le aree marketing e operations si mostrino, più di altre, pronte a definire progetti in cui possano essere adottate tecnologie disruptive, per avviare processi di cambiamento anche rilevanti in particolare sfruttando la business analytics, declinata rispettivamente nei temi del customer engagement (per marketing) e della manutenzione preventiva (per le operations). Per l’IT risulta abbastanza ovvio pensare alle tecnologie come fattore imprescindibile, mentre per HR si guarda al machine learning come frontiera per rendere più rapidi ed efficaci i processi di valutazione e selezione del personale.

I budget che le grandi aziende italiane destinano alla consulenza sono in tendenziale crescita, in particolare presso le funzioni finance, IT e operation, ma va segnalato che l’add-on dello studio condotto all’inizio della fase 2 ha prodotto due effetti principali:

  • Traspare una posizione sicuramente orientata ad una limatura, più o meno consistente, dell’allocazione di spesa, ma forse in misura minore rispetto a quanto sarebbe stato normale attendersi
  • Il 40% delle realtà ritiene necessario rivedere le priorità e provvede a stralciare gli investimenti in aree meno strategiche, per mantenere pressoché invariate le risorse già allocate in particolare nell’ambito della digital transformation oltre che, ovviamente, le azioni rivolte al controllo dei costi operativi.

Benefici e criteri di scelta

La parte di indagine focalizzata sui fornitori vede formulare delle valutazioni sui benefici ottenuti dal supporto consulenziale. L’area che trasversalmente viene citata in modo quasi plebiscitario è quella della riduzione dei costi, seguita dai benefici derivanti dal ridisegno dei processi operativi.

Ogni funzione identifica un ambito specifico all’interno del quale riesce a sfruttare la presenza attiva dei consulenti ottenendo incrementi di efficacia rilevanti e che spaziano dall’ottimizzazione dei processi operativi (IT) alla correttezza della reportistica (finance), l’efficacia del change management (HR), la customer retention (marketing) e, per le operations, l’aumento dei volumi di ordini gestiti.

L’indagine si chiude con un tema particolarmente caro ai fornitori: quali sono i criteri di scelta dei consulenti che adottano i loro clienti?

Dai risultati della survey emerge molto bene come il principale fattore di scelta sia rappresentato dalla competenza, che prevale nettamente rispetto alle altre motivazioni ed è la prima scelta di tutte le funzioni. Al secondo posto si segnala la fiducia creata da attività precedenti (che si suppone siano state positive) condotte con l’azienda di consulenza. Solamente al terzo posto è il prezzo, giudicato marginale dalla maggior parte delle funzioni aziendali anche se, come spesso accade, la prima scelta può essere dettata dalla competenza e gli economics diventano oggetto di negoziazione.

Criteri di scelta del supporto consulenziale
Criteri di scelta del supporto consulenziale (Fonte: NetConsulting cube per Assoconsult)

Più distanziate le altre ragioni di scelta, con in testa un rapporto personale pregresso che rimane anche se si cambia azienda,e non stupisce, vista la natura del servizio erogato. Dispiace, ma anche in questo caso senza sorprese, che l’originalità della proposta non goda di buona fortuna ma, evidentemente, i clienti non amano sperimentare nuovi modelli di consulenza sulla propria pelle, specie se a pagamento.

Le conclusioni che emergono da questo primo Rapporto sulla Domanda di Consulenza portano ad isolare alcuni fattori prevalenti, fra loro strettamente concatenati:

  • alla consulenza si chiede di portare innovazione
  • l’innovazione spesso è legata all’adozione di soluzioni digitali
  • per proporre soluzioni in grado di generare benefici occorre essere competenti per essere scelti
  • i benefici preferiti si posizionano nell’area del cost saving, ma anche nel miglioramento dei processi operativi

Rivivi la presentazione completa del Rapporto Assoconsult 2020

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