Bologna, nel cuore di giugno, ospita due fiere di riferimento per la manifattura e le innovazioni tecnologiche per l’industria e l’expo internazionale dell’alluminio, entrambe organizzate da Senaf. Mecspe (fiera della manifattura e delle innovazioni tecnologiche per l’industria) e Metef (fiera dell’alluminio) quest’anno hanno occupato circa 92mila metri quadrati di superficie espositiva del quartiere fieristico bolognese, e hanno visto la partecipazione di 2.000 aziende espositrici, per poco meno di una ventina di iniziative e convegni.
Sono i dati dell’Osservatorio Mecspe di Senaf ad inquadrare il clima dell’evento. Li ha presentati durante il convegno di apertura Stefano Cattorini, direttore generale del Competence Center BI-Rex che li ha commentati – tra gli altri esponenti dell’ente fiera e della regione Emilia Romagna – anche con Laura Castelli, viceministro dell’Economia e delle Finanze.

Mecspe 2022, scenario di luci e ombre

I numeri relativi al I quadrimestre 2022 sull’industria manifatturiera italiana raccontano che l’aumento dei costi dell’energia e dei prezzi delle materie prime ha avuto un impatto da medio ad alto per l’88% delle Pmi manifatturiere. Ed ugualmente, almeno sul fatturato del I quadrimestre, sembra che l’impatto sia stato contenuto, con ricavi rimasti stabili o in crescita per quasi l’80% degli imprenditori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Bene il portafoglio ordini (per il78% degli imprenditori adeguato rispetto al quadrimestre precedente) ed il livello di soddisfazione relativo dell’attuale andamento dell’azienda, positivo per il 63%.

Laura Castelli Mecspe 2022
Laura Castelli, viceministro dell’Economia e delle Finanze in occasione di Mecspe 2022

Si è registrato invece un impatto “reale” sui prezzi del prodotto finito e sui ritardi delle consegne per le inefficienze delle supply chain, sono due aspetti in grado di minare la fiducia del mercato. A fronte di dati Istat che registrano comunque un Pil in crescita, rispetto al medesimo periodo del 2021, è continuato a crescere anche il fatturato dell’industria italiana (+21,4% rispetto a marzo 2021). Numeri che alimentano il clima positivo della fiera. Con prospettive che, se non rosee come si sarebbe potuto pensare – almeno fino all’inizio della guerra in Ucraina – restano comunque con il segno positivo per un fatturato previsto ancora in crescita, anche a fine anno, per l’80% delle aziende e con solo un quinto di esse (circa il 20%) che prevede un calo nell’andamento generale dei prossimi anni.

Gli imprenditori di Mecspe 2022, di fatto, “non smettono di crederci” e più del 70% di essi punta sulla crescita per i prossimi due anni, con quasi un quarto che valuta operazioni di merge o acquisizioni per continuare a fare bene. Per continuare a fare bene servono anche le competenze, anche se metà degli imprenditori ritiene che il bagaglio di quelle del personale operativo sia “in linea con le esigenze di crescita dell’azienda” e quasi sei imprenditori su dieci hanno già formato o assunto personale con formazione adeguata per Industria 4.0. Ambiti su cui i Competence Center istituiti dal Mise è riconosciuto potrebbero fornire un supporto importante. Arriviamo quindi alle “tecnologie”.

Tecnologie e sostenibilità

Le Pmi del comparto prevedono investimenti tecnologici per il 2022 soprattutto nell’ambito della sicurezza informatica (43%), anche se poco meno di una su cinque dichiara effettivamente di aver già subito un cyberattacco. A seguire, si punta sulla robotica collaborativa e sul cloud computing. Quattro aziende su dieci poi si dichiarano sostenibili: le nostre Pmi dichiarano di utilizzare dispositivi a basso consumo energetico (nel 58% dei casi), e di macchinari efficienti in oltre quattro casi su dieci, con attenzione verso il riutilizzo dei materiali nell’ottica dell’economia circolare però in poco più di un caso su quattro.

Nella direzione della sostenibilità si indirizza la proposta di HP che ha portato in fiera i propri sistemi di stampa 3D HP Multi Jet Fusion in grado di ridurre gli sprechi di materiale e di conseguenza gli scarti di produzione e di abilitare una produzione diffusa che riduca il carbon footprint legato ai trasporti. Si tratta di tecnologie che consentono di produrre solo quando e dove necessario e che offrono un vantaggio nel supportare una supply chain resiliente e guidare la trasformazione digitale.

Additive Manufacturing
Additive Manufacturing tra i temi più caldi della fiera

Casi d’uso, quello di Decathlon che in seguito all’installazione di due stampanti HP Jet Fusion ha potuto beneficiare dei vantaggi della tecnologia di stampa 3D di HP per produrre su scala parti funzionali con dettagli complessi, guadagnando in efficienza ed ottimizzando i processi del flusso di lavoro, con diminuzione documentata del suo carbon footprint. O, ancora, L’Oréal che collabora con HP per aumentare la flessibilità della produzione, creare packaging innovativi e offrire nuove customer experience ai propri clienti.
La flessibilità di impiego della stampa 3D può effettivamente favorire processi di attivazione per un’economia circolare. Basti pensare, per esempio, alla possibilità di prolungare il ciclo di vita dei prodotti grazie alle parti di ricambio on-demand o all’uso innovativo di materiali ecologici e riciclati che le tecnologie molded fiber offrono al posto delle plastiche monouso.

Ancora nell’ambito dell’additive manufacturing, è interessante anche il riporto dell’esperienza di 3ntr, produttore italiano di sistemi di stampa 3D “industrial grade”, che ha portato a Mecspe 2022 la propria gamma di soluzioni additive per il mercato industriale. E così come a Mecspe 2021 3ntr aveva proposto elementi finiti pronti da montare su moto racing Ktm, realizzati con i sistemi A2v4, ma anche packaging industriale e macchine per etichettatura e confezionamento, a Mecspe 2022 l’azienda ha portato il sistema A4SP per sfruttare le prestazioni di una macchina 3D per superpolimeri (Peek) attraverso un sistema desktop, adatto a qualsiasi spazio di lavoro, dal laboratorio all’ufficio. 

Più nello specifico, invece, per quanto riguarda proprio l’attenzione all’efficientamento dei processi, le novità di DM Management & Consulting. L’azienda è specializzata nello sviluppo di tecnologie e soluzioni software per la gestione operativa della fabbrica e le interconnessioni con sistemi di controllo produzione (IIoT, Plc, Cnc); la pianificazione della produzione; il monitoraggio di ordini, impianti e attività. E sviluppa soluzioni Mes secondo il modello Mesa (Manufacturing Enterprise Solutions Association).

Per il quarto anno consecutivo presente a Mecspe, DM Management & Consulting ha portato in fiera una serie di soluzioni per manutenzione predittiva, blockchain, Dmp ed efficientamento. Per esempio, per quanto riguarda proprio questi ultimi punti, grazie all’analisi dei dati acquisiti attraverso il Mes Dmp, l’azienda rende possibile tradurre le lacune e le carenze in know how, a vantaggio del risparmio economico ed energetico. La piattaforma Dmp proposta è modulare e permette di ottimizzare i processi di raccolta dati, analizzando le performance di macchinari e linee produttive con il risultato di limitare i fermi di produzione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi l'articolo: